Costruire con la canna palustre | Architetto.info

Costruire con la canna palustre

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Paglia, bambù, canna palustre, salice, ortoterapia, terra cruda e verde tecnico: questo il percorso tra le possibilità dell’architettura vegetale, che Mixdesign.it tratterà ‘a puntate’ grazie al contributo di esperti della materia,  aspettando Green Utopia, la “città verde” che prenderà forma durante il Fuorisalone 2014 animando la Fabbrica del Vapore, grazie alla collaborazione tra Milano Makers, Nemeton Magazine e Wolters Kluwer Italia.

La terza tappa di questo ‘viaggio’ nell’architettura vegetale è dedicata alla canna palustre, l’arundo donax, e ai suoi impieghi come materiale da costruzione: a parlarne uno dei protagonisti di Green Utopia, Francesco Poli, del Laboratorio architettura naturali, il Lan di Napoli.

La canna comune “Arundo Donax” è una pianta erbacea perenne presente in tutto il Bacino Mediterraneo e in tutta la penisola italiana ed è impiegata come materiale in diversi campi, dall’edilizia rurale all’artigianato. Gli impieghi tradizionali più comuni sono ad esempio la realizzazione di incannucciati per sottotetti e rivestimenti esterni o di pacchetti per l’isolamento termico delle murature, la costruzione di piccoli recinti, come frangivento e tutori per orti e la produzione artigianale di oggetti come cesti.

La presenza sul nostro territorio di grandi quantità di questa pianta e la sua versatilità come materiale da costruzione ci induce a studiarne un sistema che permetta un suo utilizzo nella realizzazione di strutture architettoniche. Oltre agli usi più tipici quali appunto incannucciati o telai intrecciati (Quincha) un’altra strada che si può percorrere è quella dello sfruttamento delle capacità flessionali di questa pianta, attraverso la realizzazione di archi con la tecnica a fasci, costruendo così una nuova visione dell’architettura vegetale e non, in cui la leggerezza e la natura si concretizzano in strutture suggestive, di forte impatto, che fondono la semplicità del materiale alla creatività delle forme fluide ed organiche ottenibili.

In architettura gli impieghi di queste strutture spaziano dal semplice sistema di ombreggiamento, a sistemi di copertura complessi fino a vere e proprie opere di “Land art”. Modellare gli elementi della natura e renderne accessibile la bellezza e la complessità organica in contesti urbani, artificiali o semplicemente umani, divengono così gli obiettivi possibili di questa architettura che, sempre in evoluzione cambia aspetto, forma o tecnica costruttiva, sfruttando le molteplici possibilità formali, funzionali o estetiche in relazione all’abbinamento con differenti materiali, dai rivestimenti di terra e paglia o calce e canapa a strutture in acciaio o legno.

Green Utopia, architettura vegetale

Green Utopia è l’evento curato dall’architetto Maurizio Corrado e organizzato da Nemeton Magazine, Milano Makers e Wolters Kluwer Italia dall’8 al 13 aprile 2014, negli spazi della Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4 a Milano. La piccola città utopica di duemila metri quadri con esempi reali di architettura vegetale sarà la più innovativa e concreta risposta alle esigenze di sostenibilità contemporanee nell’architettura e nel design.

Visitando Green Utopia, uno degli eventi di Sharing Design, la manifestazione a cura di Milano Makers, si potranno toccare con mano le proposte più innovative dell’abitare e del vivere “green”. Fra gli esperti protagonisti dell’iniziativa vi saranno Eliana Baglioni, Mauricio Cardenas, Francesco Poli, Monica Botta e Andrea Facchi, di Geologika Collettiva. La città vegetale vivrà di giorno con laboratori e workshop operativi di autocostruzione mentre la sera si accenderà di luci, proiezioni, musica, teatro, performance trasformando l’utopia green in uno spettacolo continuo.

Il focus di attenzione è verso le tecniche dell’architettura vegetale e alternativa. L’uso in architettura e design dell’elemento vegetale, considerato come materiale primario della costruzione, è un nuovo atteggiamento che considera il verde come l’ambiente ideale per la vita dell’uomo. La città che ne deriva tende a portare dentro di sé la foresta togliendo il confine fra natura e costruito.

Wolters Kluwer Italia protagonista di Green Utopia

Dopo l’esperienza di Growing City, presso il Made Expo del 2013, dove ha promosso dibattiti, eventi e incontri (35 in tutto), Wolters Kluwer Italia, si presenta come media partner dell’evento Green Utopia, durante il Salone del Mobile di Milano, seguendo la sua ispirazione ambientale, per quanto riguarda l’architettura ed il design. Attenzione che si sviluppa nelle varie collane dedicate, fra le quali Architettura Edilizia Sostenibilità- Ambiente Energia , Certificazione. Queste collane annoverano fra gli autori i più noti professionisti ed opinion leader, italiani e stranieri, attivi nel settore: architetti,designer, paesaggisti, ingegneri, geometri, aziende leader.

Nell’ambito del green, Wolters Kluwer Italia pubblica la rivista Nemeton Magazine, in uscita in questi giorni il nuovo numero, che da anni si pone come punto di riferimento di un ampio raggio di operatori del paesaggio, del design, dell’architettura e della cultura verde più in generale, molto curata graficamente e di grande spessore contenutistico. La tematica del “costruire alternativo” è una delle varianti sulle quali a livello editoriale Wolters Kluwer Italia è impegnata: tecnologie e tecniche alternative, materiali ecologici, riciclo, ambiente.

Ma per Wolters Kluwer Italia il concetto di green attraversa tutta la produzione dedicata alla sostenibilità nel più ampio significato del termine, coniugato comunque in maniera estremamente tecnica e professionale, proponendo soluzioni e tecnologie, progetti e materiali. I nostri contributi alla cultura del “building” sono selezionati e finalizzati, non solo su libri, software e cd rom, ma in serie di banche dati indispensabili. Nell’allestimento e nell’organizzazione dello spazio Green Utopia, la città verde del futuro, Wolters Kluwer Italia esporrà i suoi prodotti ed organizzerà a sua volta eventi diretti a tutti gli appassionati del verde, non solo addetti ai lavori: il costruire alternativo ed il natural design saranno al centro delle proposte.

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