Cresce l'occupazione negli studi professionali. Ma non in quelli degli ingegneri | Architetto.info

Cresce l’occupazione negli studi professionali. Ma non in quelli degli ingegneri

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Nel 2013 oltre 9.000 persone hanno trovato un lavoro, tra impiegati e apprendisti, presso gli studi professionali di avvocati, notai, commercialisti, medici, dentisti, architetti e ingegneri. Negli ultimi 12 mesi, infatti, sono stati assunti 50.777 impiegati e 8.982 apprendisti. Nello stesso periodo, i rapporti di lavoro cessati sono stati 46.012 tra gli impiegati e 4.639 tra gli apprendisti. Il saldo si attesta, a quota 4.765 per gli impiegati, a 4.343 per gli apprendisti. Il saldo complessivo, tra nuovi assunti e posizioni lavorative cessate, è pari a 9.108 assunzioni, con una crescita del 9% rispetto agli 8.352 neoassunti di tutto il 2012.

Lo stesso non si può dire però per le professioni tecniche che si mostrano in affanno: negli studi professionali – architettura e ingegneria, geometri, periti industriali, agrari, geologi -, nonostante la bilancia occupazionale nel 2013 registri un contenuto aumento di 705 nuovi posti, il dato occupazionale risulta in flessione di circa il 30% rispetto al 2012.

Nel dettaglio, negli studi di ingegneria, sono stati assunti 809 impiegati e 230 apprendisti e, nello stesso periodo, i rapporti di lavoro cessati sono stati 1.065 tra gli impiegati e 123 tra gli apprendisti. Negli studi di architettura i nuovi impiegati hanno raggiunto quota 1.585 e i nuovi apprendisti 387, contro, rispettivamente, 1.717 e 203 posizioni lavorative chiuse.

Lo rende noto Confprofessioni, la Confederazione italiana libere professioni, che ha incrociato i dati Inps sulle posizioni lavorative attive e le cessazioni nel periodo 1° gennaio/31 dicembre 2013 all’interno degli studi professionali.

Nel dettaglio, le professioni più attive sul mercato del lavoro sono quelle dell’area economico-amministrativa – commercialisti, consulenti del lavoro e studi di consulenza amministrativo-gestionale -, che presenta un saldo occupazionale positivo pari a 5.937 unità, in ulteriore aumento rispetto ai 5.641 posti di lavoro creati nel 2012. A ruota si collocano le attività sanitarie – medici generici, ambulatori e poliambulatori, medici specialisti, studi odontoiatrici e veterinari -, con un saldo positivo pari a 2.935 unità, in crescita del 5,7% rispetto al 2012.

“I dati occupazionali degli studi confermano le tendenze in atto nel mercato dei servizi professionali – afferma il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella -. Le professioni giuridiche e quelle tecniche stanno pagando il prezzo più salato alla crisi economica, mentre le professioni sanitarie confermano il loro ruolo anticiclico e quelle dell’area economico-amministrativa continuano a macinare occupazione per rispondere alle mutate esigenze del mercato”.

Secondo il presidente di Confprofessioni “il settore professionale ha ancora buone potenzialità di crescita, soprattutto sul fronte occupazionale, ma spesso deve fare i conti con norme e provvedimenti legislativi che penalizzano le ambizioni di sviluppo dei liberi professionisti”.

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