Ctu e perizie, consigli per il professionista | Architetto.info

Ctu e perizie, consigli per il professionista

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La figura professionale del consulente tecnico d’ufficio copre una serie di responsabilità che investono sia l’ambito civile che il penale e richiede precisi requisiti, che possono spaziare dalla competenza tecnica al comportamento morale del professionista. Si tratta di una figura professionale che, potenziata anche dalle recenti normative, può trovare sempre maggiori ambiti d’applicazione.

Un volume di recente pubblicazione, “Il manuale del Ctu” (edito da Wolters Kluwer Italia) analizza e descrive con una precisione senza precedenti attività, responsabilità e strumenti principali per la figura del consulente tecnico d’ufficio. Autore del volume, supportato da un software di riferimento, è Serena Pollastrini, conciliatore e libera professionista la cui attività professionale spazia dalla consulenza alla formazione.

Serena Pollastrini sarà presente alla prossima edizione del Saie, a Bologna dal 16 al 19 ottobre, all’interno dello spazio “Piazza della Normotecnica”, l’area di 800 metri quadrati gestita da Wolters Kluwer Italia – in collaborazione con Logical Soft – per offrire a professionisti tecnici e aziende occasioni gratuite di formazione, esercitazioni pratiche e incontri, allo scopo di affinare le proprie competenze, sfruttare i nuovi incentivi fiscali, progettare sicuro e consultare esperti qualificati sulle novità normative. (Clicca qui per informazioni e iscrizioni).

Di seguito, un’intervista realizzata in occasione della partecipazione di Pollastrini alla sezione “Consulta i nostri esperti al Saie 2013”.

La professione di Ctu richiede il rispetto di requisiti e linee di deontologia. Quali sono in sintesi i punti essenziali?

Il Consulente Tecnico d’Ufficio è l’esperto in un determinato settore al quale si rivolge il Giudice quando, ai fini della decisione, necessita del giudizio tecnico di un Professionista, esperto in una data materia e dotato di particolari cognizioni scientifiche. I Ctu sono iscritti all’Albo del Tribunale in seguito ad una procedura di accertamento dell’esperienza maturata e della “condotta morale specchiata”.

Tale iscrizione è possibile per tutti coloro che (art.15 disp. att. c.p.c.):

  • hanno competenza tecnica in materia (conoscenza approfondita della materia stessa, ottenuta con titoli di studio o con lo svolgimento di una attività professionale arricchita da aggiornamenti continui e specifici)

  • posseggono una specchiata condotta morale (il che significa un comportamento assolutamente impeccabile del richiedente, il quale non solo non deve incorrere in condanne penali o civili, ma neppure in sanzioni disciplinari o amministrative, in quanto espressione di mancanza di senso civico)

  • risultano iscritti nei rispettivi Ordini o Collegi professionali (l’iscrizione all’Albo è un mezzo per assicurare alla giustizia, l’ausilio di professionisti meglio preparati e qualificati)

Quali sono le responsabilità più rilevanti per il professionista che opera come Ctu?

Il Ctu, nello svolgimento della propria attività, esercita una funzione pubblica con responsabilità ed ha pertanto l’obbligo di risarcire il danno eventualmente cagionato a terzi come qualsiasi pubblico ufficiale. 

Il controllo e la vigilanza sull’operato dei Consulenti competono al Presidente del Tribunale e oltre al profilo disciplinare (l’avvertimento, la sospensione dall’albo per un periodo non superiore ad un anno e la cancellazione dall’albo), essi vanno soggetti ad una duplice responsabilità: penale e civile.

L’art. 64 c.p.c. prevede infatti, al suo primo comma, che al Consulente si applichino le norme del codice penale relative ai periti (viene punito il perito che dà pareri o interpretazioni mendaci o afferma fatti non conformi al vero) mentre al secondo comma viene prevista una generica fattispecie di reato integrabile in tutti i casi in cui il consulente incorra in colpa grave, la quale comporta, in caso di condanna, la sanzione accessoria della sospensione dall’esercizio della professione per un periodo non inferiore a quindici giorni, né superiore a due anni.

La competenza e l’esperienza compaiono come altri requisiti indispensabili. Come esperto Ctu/perito, quali consigli di comportamento o operativi ritiene di suggerire ai colleghi che vogliano avvicinarsi a questa professione?

Nessun percorso scolastico che formi tecnici, come architetti, ingegneri, geologi, geometri, periti, eccetera, contempla tra i programmi previsti la specifica formazione “tecnico-giuridica” che invece occorre per l’espletamento della funzione di Ctu o Ctp. Per tali ragioni il principale consiglio che sento di dare, è quello di dedicarsi alla formazione professionale. In senso figurato, immagino il Ctu come il “regista che collabora con gli attori e lo staff”: occorre essere professionista preparato per “dirigere” le attività peritali, sostenere il confronto con i Colleghi tecnici di parte e gli Avvocati e, allo stesso tempo, persona disponibile e collaborativa con tutti, perché l’obiettivo delle attività previste è quello di rendere al Giudice un elaborato tecnico basato sull’equità, sull’imparzialità, sulla verità e correttezza.

Dando per scontata la competenza tecnica del professionista, l’apertura al confronto con tutti i soggetti che operano in tal campo e la capacità di mettersi in discussione, sono elementi imprescindibili per un Ctu e, se mi si concede la divagazione dall’ambito squisitamente tecnico, riterrei opportuno sottolineare anche l’importanza del “lato umano” del Ctu durante i tentativi di conciliazione tra le parti in lite. In sintesi, quindi: preparazione professionale alla base di tutto, seguita poi da imparzialità, correttezza e fattiva disponibilità alla collaborazione.

Libera professionista esperta nel settore delle consulenze tecniche e delle valutazioni immobiliari, Serena Pollastrini svolge attività per la pubblica giurisdizione, in ambito stragiudiziale e per gli istituti di credito. Conciliatore, iscritta all’Organismo di Mediazione Interprofessionale Nazionale “Geocam” nel settore “edilizia-urbanistica”. Progetta e coordina corsi e seminari di studio ad elevata specializzazione tecnico-professionale per enti di formazione, associazioni e ordini professionali. Esperta nella gestione di finanziamenti per la formazione, erogati dal Fondo Sociale Europeo, con competenze certificate dalla Regione Marche secondo la DGR 1071/05. E’autrice di pubblicazioni per riviste tecniche di settore, e del volume “Il manuale del Ctu” per Wolters Kluwer Italia.

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