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Damien Hirst

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Capofila del gruppo conosciuto come YBAs (Young British Artists), Damien Hirst è nato a Bristol nel 1965. La sua fama si è affermata nella scena artistica britannica durante gli anni novanta grazie alla promozione del collezionista e pubblicitario angli-iracheno Charles Saatchi.

Conosciuto a livello internazionale, il tema centrale delle sue opere è la morte, rappresentata attraverso corpi di animali imbalsamati e immersi in formaldeide. Come un’ossessione, il leit-motiv della sua poetica è: “The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living” (“L’impossibilità fisica della morte nella mente di un vivo”), il cui emblema è l’opera costituita da  uno squalo tigre di oltre 4 metri posto in formaldeide dentro una vetrina. Opera-simbolo dell’arte britannica degli anni novanta, fu battuta all’asta nel 2004 ad una cifra che rese Hirst l’artista vivente più quotato dopo Jasper Jons.

Nel suo background vi sono l’informale, l’action painting e la pop art, fra le tecniche da lui adottate la spin painting (dipingere su una superficie circolare in rotazione) e la spot painting ( righe di cerchi colorati, mutuate dalla grafica pubblicitaria).

Figura centrale della YBA, ha contribuito in maniera fondamentale, con mostre da lui stesso organizzate, alla sua diffusione. Hirst non è solo artista, ma anche imprenditore e poliedrico, si è occupato anche della direzione di un video dei Blur nel 1997 e ha aperto il Pharmacy, bar e ristorante, in collaborazione con Matthew Freud.

Le immagini di Hirst aspirano ad essere il più visibili e memorabili, a lasciare un segno quanto più profondo nella coscienza dell’osservatore. Nelle sue opere si ritrovano ironia e orrore, nascita e morte, bellezza e crudeltà, una forma diretta e violenta veicola un messaggio ambiguo. La sua arte è inscindibile dallo shock che deve provocare.

C.C.

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