Decreto pubblica amministrazione, il commento di Federarchitetti | Architetto.info

Decreto pubblica amministrazione, il commento di Federarchitetti

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“Il segnale di una svolta del Governo verso provvedimenti che possono restituire maggiore trasparenza nei lavori pubblici e speranze di ripresa anche per le libere professioni tecniche”: così il giudizio di Federarchitetti, il sindacato nazionale degli architetti liberi professionisti, su alcune misure del decreto legge pubblica amministrazione, tra cui la soppressione dell’incentivo per la progettazione interna agli uffici.

“Negli scorsi anni, Federarchitetti, unico tra i soggetti di rappresentanza del comparto libero professionale, ha sottoposto con continuità all’attenzione dei precedenti Governi le molteplici conseguenze negative derivanti dalle funzioni improprie svolte dagli uffici delle Pa, sostenute da incentivi extra, quali il 2% loro attribuito, con alterazioni sulla trasparenza delle procedure, l’efficacia dei controlli, la qualità delle prestazioni, i ritardi negli impegni ordinari di servizio, oltre all’erosione del mercato del lavoro ad un settore contornato da ulteriori forti difficoltà”, spiega la nota del sindacato.

“Riteniamo quanto mai opportuno che in sede di dibattito parlamentare e di conversione in legge, non permangano ambiguità sulla definizione del differente ruolo di programmazione e controllo degli enti pubblici rispetto la prestazione di servizi dei soggetti esterni: da un lato chi fornisce servizi dall’altro chi programma e controlla, da un altro ancora chi verifica, senza commistione di ruoli e con precise responsabilità”, afferma Paolo Grassi, presidente nazionale di Federarchitetti.

Ci sono anche altri provvedimenti giudicati positivamente dal sindacato, come ad esempio la mobilità del personale interno alle Pa. Mentre vengono giudicati “un primo passo” i provvedimenti sul contenimento dei requisiti di partecipazione alle gare di progettazione, tra cui quello del fatturato pregresso e del personale tecnico; una linea “purtroppo ancora non sufficiente per consentire una più ampia partecipazione alle gare, non vincolata e non limitata a soggetti ‘forti’, con una notevole compressione del libero mercato dei servizi tecnici”.

“Occorrerà approfondire il tema”, spiega la nota, “per ottenere vincoli meno stringenti per l’accesso ai giovani, per agevolare le associazioni interprofessionali e per non perseverare nell’espulsione dal mercato pubblico dei liberi professionisti. In attesa di ulteriori misure costituenti supporto allo sviluppo delle potenzialità delle classi professionali, emergono congruenti responsabilità, per gli Ordini professionali, di monitorare non solo il mondo dei liberi professionisti, ma anche l’osservanza dei ruoli e gli sconfinamenti dei dipendenti pubblici”.

L’auspicio del sindacato è che “interventi di legittimità ed equilibrio sociale, trasmettitori di benefici alla collettività ed al settore imprenditoriale, vengano saldamente salvaguardati dalle pressioni di ogni soggetto portatore di interessi di parte”. Si citano a tal proposito, la questione della “partecipazione alle gare di progettazione di soggetti impropri, quali l’Università o le società partecipate; il doppio lavoro dei dipendenti pubblici o dei docenti universitari, i cui divieti sono spesso e pubblicamente elusi per assenza di controlli; la trasparenza dell’intero processo di realizzazione delle opere pubbliche con precisi riscontri in appositi siti dedicati”.

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