Ecosistema Urbano 2013: solo 11 citta' "sufficienti" | Architetto.info

Ecosistema Urbano 2013: solo 11 citta’ “sufficienti”

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Soltanto 11 città del Paese raggiungono a malapena la sufficienza, con un punteggio di 60/100, quando soltanto rispettando tutti i limiti di legge – e quindi senza nessuna performance straordinaria – il punteggio complessivo di un centro urbano sarebbe molto vicino a 100.

È questo il quadro (sconfortante) che emerge da Ecosistema Urbano 2013, ventesima edizione del rapporto di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore, presentato oggi a Bologna nel corso di un convegno. Con gli oltre 100mila dati raccolti attraverso un apposito questionario rivolto e redatto dalle amministrazioni dei comuni capoluogo, lo studio vede sul podio delle migliori città Venezia per le grandi, Trento per le medie e Belluno per le piccole, tenendo presente che si tratta di capoluoghi che ottengono punteggi di poco superiori ai 60/100.

Venezia svetta in virtù di alcune buone performance, ma anche grazie alle sua peculiare conformazione. Qui migliora la concentrazione delle polveri sottili (Pm10) che scende dai 41,8 microgrammi al metro cubo della scorsa edizione ai 36,2 del 2012, così come la media di giorni di superamento dei limiti per l’ozono, dai 50 giorni dell’edizione scorsa ai 40 di quest’anno. Cresce ancora la percentuale di depurazione dei reflui che si attesta per il 2012 al 94%, contro il 90% dello scorso anno.

Scende poi la produzione annua procapite di rifiuti – 642,2 Kg per abitante, erano 664,7 nel 2011 – e contestualmente la raccolta differenziata sale al 38,8%. In lieve calo risultano i passeggeri trasportati annualmente dal sistema di trasporto pubblico: 564 viaggi procapite, erano 571 lo scorso anno. A Venezia, grazie alla particolare conformazione urbana, c’è il più basso tasso di auto immatricolate, pari a 41 ogni 100 abitanti; la migliore estensione procapite di isole pedonali con 5,10 mq/abitante (era 4,87 mq/abitante lo scorso anno); una buona porzione di suolo urbano destinato alle bici con 12,50 metri equivalenti ogni 100 abitanti (erano 10,71 lo scorso anno).

Anche a Venezia però troviamo dati in flessione o lontani da livelli ottimali. Peggiorano, ad esempio, le medie relative alle concentrazioni di No2 che salgono a 41 microgrammi al metro cubo rispetto ai 38,8 della scorsa edizione e cresce la percentuale di acqua potabile dispersa dalla rete idrica (passa dal 36% dello scorso anno all’attuale 38%).

Nella stessa categoria, al secondo posto troviamo Bologna seguita da Padova: in positivo, la prima migliora la media di giorni di superamento dei limiti dell’ozono, diminuisce l’acqua potabile dispersa dalla rete e aumenta la percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata. Al contempo, Bologna vede salire le concentrazioni di No2 e pure il monte rifiuti annuo prodotto procapite, mentre calano i passeggeri trasportati annualmente dai bus.

Padova invece deve il suo piazzamento al terzo posto, ma sempre tra le appena sufficienti, principalmente ai miglioramenti registrati in tutti e tre gli indici legati all’inquinamento atmosferico, alla continua crescita della percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata, all’aumento del suolo destinato ai pedoni e al primato tra le grandi città dello spazio dedicato alle bici. A pesare in negativo, il calo  dell’uso del trasporto pubblico.

Trento, prima tra le città medie, conferma il primo posto dello scorso anno grazie a buone performance in alcuni dei settori chiave della ricerca. Migliora la già buona media relativa alle concentrazioni di polveri sottili che scende ancora a 25,5 microgrammi al metro cubo (erano 27,5 l’anno passato), scende la percentuale di acque potabili perse dalla rete idrica, che era il 18% l’anno scorso e si ferma al 15%; migliora la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti: 65,6% quest’anno, era 64,3% l’anno passato. Sale ancora, seppur di poco, la frequenza di utilizzo del tpl che si attesta su i 185 viaggi per abitante all’anno rispetto ai 182 della passata edizione.

Seconda, tra le medie è anche quest’anno Bolzano, in buona posizione grazie a medie complessivamente basse per quel che concerne i parametri relativi alla qualità dell’aria (per le concentrazioni delle polveri sottili è prima tra le medie con 15 microgrammi al metro cubo, mentre erano 18,7 lo scorso anno). Buoni poi i parametri relativi alla mobilità ciclabile e alle politiche energetiche.

Parma si piazza terza tra le città medie principalmente per un buon andamento complessivo nei settori mobilità e energia e per qualche miglioramento, come per la media di giorni di superamento dei limiti della concentrazione di ozono, diminuiti tra il 2011 e 2012 ma pur sempre sopra i limiti. A seguire Perugia e La Spezia che si caratterizzano per un andamento equilibrato nei diversi parametri senza nessun grosso exploit, con valori positivi che si alternano a elementi di sofferenza dell’ambiente urbano.

Le prime cinque posizioni delle città piccole sono occupate, rispettivamente, da Belluno, Verbania, Nuoro, Pordenone e Mantova. Belluno è al primo posto grazie al buon livello complessivo della qualità dell’aria: migliora infatti in tutti e tre i parametri monitorati (No2, Pm10 e ozono) e questo basta a far si che sopravanzi Verbania (prima lo scorso anno, quando Belluno fu seconda). Per il resto, i numeri di Belluno si confermano abbastanza buoni e spesso al di sopra della media tra le città piccole. Da segnalare le buone performance nel settore rifiuti: la produzione annua procapite scende ancora dai 405,3 kg annui del 2011 ai 395,9 di questa edizione e contestualmente cresce la percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato che passa dal 67,6% a oltre il 70% (70,4% quest’anno).

Verbania che cede il primato a Belluno, conferma un andamento generalmente al di sopra della media delle città piccole. Per i rifiuti raccolti in modo differenziato si conferma ben oltre il 70% (72,8%, era al 72,1% l’anno scorso) ed è seconda solo a Pordenone. Migliora poi nei passeggeri trasportati dal servizio di tpl e fa segnare una crescita ormai costante per la superficie di suolo urbano destinato ai pedoni (con 2,14 mq/abitante, erano 2.02 l’anno scorso) e alle bici (24,41 metri equivalenti ogni 100 abitanti quest’anno, erano 23,69 l’anno passato).

Terza tra le città piccole è la ‘sorpresa’ Nuoro, in questa posizione principalmente per il fatto che ha finalmente iniziato a  rispondere al questionario di Legambiente e quindi può essere valutata mostrando anche valori bassissimi per quel che concerne gli inquinanti atmosferici. Quarta e quinta rispettivamente Pordenone e Mantova che invece sono solite occupare la parte alta della classifica tra le piccole, con qualche flessione nei parametri più significativi della ricerca.

Tra le peggiori invece troviamo un trittico tutto siciliano: Catania, per le grandi città, Siracusa per le città medie e Caltanissetta per le città piccole. Un triste risultato dovuto a molti “nd” e pessime performance in molti settori della ricerca, basti pensare all’ultimo posto di Catania nell’indice della produzione procapite annua di rifiuti con oltre 714,3 kg o agli oltre 230 litri (230,3 l/ab/giorno) di acqua potabile consumata giornalmente dai catanesi, che fa il paio con l’altro ultimo posto tra le grandi città per l’acqua potabile persa dalla rete, che supera la metà del totale dell’acqua immessa in rete.

Oppure, guardando al 3% di rifiuti raccolti in modo differenziato che vale l’ultimo posto tra le medie città per Siracusa, ultima pure per passeggeri trasportati dal servizio di tpl, con 8 viaggi procapite all’anno. Per Caltanissetta pensiamo agli “0” collezionati tra le città piccole negli indici legati alla mobilità ciclabile e alle zone a traffico limitato, o, ancora, agli 0,76 metri quadrati procapite di verde urbano fruibile, oppure al pessimo 63% di capacità di depurare i reflui.

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