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A che gioco giochiamo? Il network CasaClima Verona al Tocatì 2017

Impariamo a rendere il nostro mondo più sostenibile giocando, con questo intento il Network CasaClima Verona partecipa all’edizione 2017 del Tocatì di Verona

tocatì e casaClima a Verona
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Questa novella sinergia potrebbe sembrare un azzardo a prima vista: cosa c’entra un’associazione che notoriamente si occupa di efficienza energetica e sostenibilità con il festival internazionale dei giochi di strada che si tiene dal 14 al 17 settembre?

In realtà ci sono più aspetti che fanno da ponte tra questi due ambiti. Innanzitutto il Tocatì è una delle poche manifestazioni italiane a potersi fregiare della certificazione internazionale ISO 20121 per la gestione sostenibile degli eventi, dalla scorsa edizione, poi, è stata creata una nuova area PLAY SMART! ubicata in piazza Bra: una Smart City in miniatura in cui si raccolgono aziende e start up che illustrano proposte innovative dirette a migliorare la vita nelle città attraendo un pubblico attento a questi temi.

In questo contesto s’inserisce, dunque, il Network CasaClima Verona che punta su un metodo alternativo di fare informazione: imparare giocando.
Come recita un noto proverbio cinese “Se i tuoi progetti hanno come obiettivo un anno, pianta del riso, venti anni, pianta un albero, un secolo, insegna a degli uomini”.

Informazione e formazione sono, infatti, secondo il Network, gli strumenti cardine per rivoluzionare il mondo delle costruzioni, coinvolgendo sì tutti gli attori della filiera, ma puntando soprattutto sulla collettività e le nuove generazioni.
La scommessa era come rendere tangibili ad un pubblico non esperto concetti astratti della fisica come “irraggiamento”, “isolamento”, “igroscopia” e “comfort”.

La scelta è caduta su un percorso sensoriale in cui si può, appunto, “toccare con mano” alcuni di questi fenomeni. Il linguaggio con cui viene raccontato tutto è quello semplice della favola che s’intreccia con le stazioni del percorso. Le varie tappe sono scandite da tavole che illustrano le divertenti vicissitudini del protagonista fino a quando non riesce a costruire una “casa fatta bene”.
Qual è allora una casa fatta bene? Di sicuro è una casa rispondente alle normative nazionali ed europee non solo sulla carta, ma anche in cantiere. Per raggiungere standard elevati, come quelli richiesti per gli edifici nZEB, è necessario che tutto il progetto nelle sue varie fasi sia studiato nei minimi dettagli e che le maestranze coinvolte nella realizzazione operino con la volontà di raggiungere gli obbiettivi posti. Senza la volontà di tutti gli attori, infatti, non si arriva lontano. Questa volontà dovrebbe rispondere, oltre che al mero richiamo economico, anche ad obbiettivi più alti, di tipo etico.

Le nostre azioni si ripercuotono inesorabilmente sulle nuove generazioni e quindi è lecito chiedersi: che tipo di mondo vogliamo lasciare loro in eredità?
I nostri sforzi, in un’epoca in cui la tecnica e la tecnologia sono all’avanguardia, devono concentrarsi sul costruire in modo sostenibile, non c’è altra via.
Ritengo che la definizione data al concetto di sviluppo sostenibile nel Dossier Brundtland del 1987, sia a tutt’oggi quella che meglio descriva tale condizione: “Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”.

Giochiamo, dunque, a un nuovo gioco, rendiamo il nostro mondo più sostenibile.

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