Adalberto Libera. La citta' ideale | Architetto.info

Adalberto Libera. La citta’ ideale

wpid-3172_libera.jpg
image_pdf

“Sarà un po’ come passeggiare appunto dentro un pezzo di ‘città ideale’ di Adalberto Libera, rimettendo in gioco anche i progetti non realizzati, ma soprattutto rimettendoli in opera insieme, in un unico luogo a formare una realtà nuova e inedita, dovuta alla loro prossimità a confronto”.

Così il curatore della mostra, l’architetto Nicola Di Battista presenta il nuovo omaggio che il Mart di Rovereto dedica – fino all’ 8 settembre 2013 – ad Adalberto Libera, (1903 -1963), uno dei grandi protagonisti del rinnovamento dell’architettura italiana.

È un nuovo punto di vista quello è offerto sull’opera di questo grande maestro dell’architettura moderna: Di Battista, ha scelto infatti di approfondire il lavoro di Libera attraverso la selezione di alcuni progetti tra i più significativi, la cui lettura, sorprendentemente inedita, intende attualizzare le modalità di formazione di uno stile.

 In questo modo è ripercorsa la storia professionale di Adalberto Libera, con particolare attenzione al periodo di formazione e agli esordi, dove più forte risulta la sua volontà di proporre un linguaggio moderno e internazionale, attraverso l’interpretazione degli indirizzi del Razionalismo europeo.

Nell’Italia fascista il settore degli allestimenti espositivi era l’unica palestra possibile per gli architetti razionalisti, le cui tensioni creative d’avanguardia erano tenute a prudente distanza dal regime. In questo settore Libera esprime con grande chiarezza un’idea di architettura capace di mettere in relazione il contesto storico con le forme della città moderna, come accade ad esempio per l’allestimento della mostra delle colonie estive e dell’infanzia al Circo Massimo a Roma nel 1937. Dotato di una eccezionale abilità nel disegno, Libera usa rappresentare i propri progetti con magistrali vedute prospettiche, quasi sempre di spazi interni, alcune conservate e altre andate perdute e di cui si hanno oggi solo le riproduzioni fotografiche in bianco e nero.

Queste prospettive sono capaci da sole di raccontarci il progetto senza l’ausilio di altri elaborati ed è per questo che Di Battista ha deciso di renderle ‘protagoniste’ di tutta l’esposizione. Così nasce l’idea dell’allestimento di questa mostra, a cura dell’architetto Giovanni Maria Filindeu, organizzato attorno a 14 grandi riproduzioni delle vedute prospettiche dei progetti selezionati.

 

Copyright © - Riproduzione riservata
Adalberto Libera. La citta’ ideale Architetto.info