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Architettura e economia: dalla Toscana segnali di crescita

I dati del Cresme illustrati al convegno 'Le città del futuro, quale architettura?', in attesa del congresso nazionale del Cnappc a luglio 2018

La partecipazione dei professionisti toscani al convegno Le città del futuro, quale architettura?
La partecipazione dei professionisti toscani al convegno Le città del futuro, quale architettura?
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L’economia si rafforza, sostenuta dalla domanda estera. La disoccupazione, ma non quella giovanile, è sotto la media nazionale. Deboli consumi e investimenti, negativi quelli in costruzioni. Tirano le grandi imprese industriali e i servizi, soprattutto il turismo.
È questo in sintesi lo scenario che emerge da una ricerca che il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha commissionato al Cresme sulla situazione economica della Toscana e che sono stati illustrati a Firenze nel corso della settima tappa di avvicinamento – organizzata insieme agli Ordini territoriali della regione – al Congresso nazionale degli Architetti italiani che si terrà a Roma dal 5 al 7 luglio.

L’analisi dei dati Cresme

Nel 2017 l’economia regionale ha mostrato segnali di rafforzamento, dopo un 2016 chiuso in linea con la crescita media nazionale. Se la fase di moderata espansione dell’economia regionale, dopo il balzo del 2014, era stata trainata dalla domanda interna, stante una componente estera stagnante nel 2016, per il 2017 sono proprio gli scambi con l’estero a compensare una domanda interna meno dinamica.
Nei primi nove mesi dell’anno l’export è aumentato del 6%, con un effetto traino per le grandi imprese industriali, che indicano ordini in crescita per i primi mesi dell’anno in corso. Anello debole ancora il settore delle costruzioni, con una situazione reddituale fragile per le imprese del settore, una spesa pubblica ancora instabile, una nuova attività edilizia non residenziale ancora in stallo.

Punti di forza e di debolezza nell’economia toscana

Il tendenziale miglioramento dell’economia regionale – sempre secondo il Cresme – trova riscontro in un mercato del lavoro che dal 2014 segna continui aumenti del numero di occupati, sebbene con differenziazioni settoriali. Nel 2016 il commerciale e ricettivo, il manifatturiero e l’agricoltura trainano la crescita; gli altri servizi stagnano, mentre le costruzioni vedono ancora fuoriuscire manodopera. Nei primi nove mesi del 2017 buona la salute dei servizi al commercio e al turismo, in ripresa gli altri servizi, mentre si interrompe la crescita per il manifatturiero e l’agricoltura, e tornano a crescere le costruzioni. Ma è nel lungo periodo che emergono gli ambiti di attività che hanno mantenuto fuori dalla crisi il mercato del lavoro regionale, ovvero i servizi, cresciuti nel complesso dell’8%, settore che assorbe più del 70% degli occupati, e l’agricoltura, in crescita dell’11%, per un settore che rappresenta però appena il 3% del totale. Bilancio negativo invece per l’industria e per le costruzioni, con perdite percentuali rispettivamente dell’11% e 18%, per settori economici che rappresentano il 20% e il 7% del totale.
La disoccupazione in regione è salita al 10,1% nel 2014, raggiungendo il livello massimo, iniziando a ridursi dal 2015 e attestandosi nel 2017 sull’8,2%, tre punti percentuali sotto la media nazionale. Quella giovanile nel 2014 ha raggiunto il 35,7%, quando la media nazionale sfiorava il 43%, ma il margine di miglioramento nel periodo successivo non è stato molto brillante e nel 2016 è ancora attestato sul 34%.

Case e costruzioni: i dati di settore del Cresme

Il valore della produzione delle costruzioni in Toscana nel 2017 è pari a 7,6 miliardi di euro, poco meno del 6% del totale nazionale. Instabile la dinamica del segmento non residenziale, sia privato che pubblico, compresa la componente infrastrutturale. La migliore performance per il segmento abitativo riflette l’impulso esercitato dal rinnovo, sostenuto dagli incentivi. Un segmento, quello più vasto del rinnovo edilizio, che potrebbe beneficiare degli incentivi per la messa in sicurezza degli edifici nelle zone sismiche, così come stabilito dall’ultima legge di stabilità. Le stime indicano una stagnazione fino al 2017 e una potenziale crescita prevista per il 2018. Tuttavia è da ricordare che oggi il mercato regionale è inferiore quasi del 30% rispetto alla capacità di spesa del 2007, con picchi del 42% per quanto riguarda le opere pubbliche.

Dal mercato dei bandi di gara per opere pubbliche arrivano segnali incoraggianti, che potrebbero delineare una nuova fase di crescita per il settore. Nel 2017 sia il numero che il valore delle opere in gara sono aumentati rispetto al 2016. Ma il mercato, in un recente passato, aveva raggiunto livelli assai ridimensionanti della domanda, crollando da quasi 2.000 gare del 2002 a meno di 840 nel 2013. La spesa è assai più variabile, legata alla pubblicazione di maxi interventi, del calibro della gara per la realizzazione del Passante Ferroviario Alta Velocità del Nodo di Firenze e della Nuova Stazione AV (nel 2006) o di quella per l’affidamento in concessione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati, comprensivo della realizzazione dei lavori strumentali (nel 2012).

Nel 2017 il mercato regionale è quantificato in più di 1.300 gare e 1,8 miliardi, quantità in crescita del 10% e del 42% rispetto al 2016.

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