Arte povera a Bari | Architetto.info

Arte povera a Bari

wpid-2549_Penonesculturedilinfacomp.jpg
image_pdf

Nella suggestiva cornice del Teatro Margherita, storico edificio liberty chiuso per molti anni e riaperto solo dopo il restauro nel 2009, situato nel porto cittadino, è aperta fino a marzo la mostra Arte Povera a Bari. Fa parte del grande evento Arte Povera 2011, che ha visto fino ad ora la partecipazione di autorità museali come il Castello di Rivoli-Museo d’Arte Contemporanea, La Triennale di Milano, il MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna, il MAXXI Museo delle Arti del XXI secolo, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il MADRE Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli, e che significativamente include anche un luogo come il Teatro Margherita all’attenzione della cronaca per la sua possibile trasformazione in un’attività commerciale, malvista dalla cittadinanza.

Arte Povera a Bari è una rassegna completa sulla tendenza artistica che, a partire dagli anni Sessanta, sovvertì le regole del mercato invocando l’autonomia del materiale stesso utilizzato dall’artista, nel suo intero processo (dall’intagliamento fino al trasporto nel museo); al centro dell’azione degli “artisti poveri” la restituzione all’oggetto d’arte del suo valore intrinseco, la spoliazione dei fronzoli e degli orpelli, l’insistenza sulla “vitalità organica” dei materiali.

Come accade nelle provocazioni del grande artista Jannis Kounellis, esposto all’interno della mostra, celebre per le sue installazioni con animali vivi, che polemicamente contestavano la riproducibilità industriale dell’arte contemporanea. Non a caso il grande limite per tale manifestazione artistica è stato la sua difficoltà di trovare spazi espositivi molto grandi, habitat perfetto di operazioni come quella dell’artista greco o come il grande “cetaceo” del barese Pino Pascali.

Tra i nomi in esposizione Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio, scelti e selezionati dai curatori Antonella Soldaini e Germano Celant, storico critico d’arte che definì per primo il concetto di “Arte povera” negli anni Sessanta.

V.R.

Copyright © - Riproduzione riservata
Arte povera a Bari Architetto.info