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Arte programmata e cinetica. Da Munari a Biasi a Colombo e…

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È stata inaugurata lo scorso 22 marzo e resterà aperta fino al 27 maggio al Gnam (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea) di Roma la mostra “Arte programmata e cinetica. Da Munari a Biasi a Colombo e…”, una chance preziosa per una viaggio alla scoperta di un movimento complesso e sofisticato.

Alla base dell’arte programmata e cinetica c’è l’idea della forma in movimento, intesa non tanto come spostamento fisico dell’oggetto o di parti di esso, quanto come sua trasformazione nel momento in cui essa viene percepita dall’osservatore.

Il movimento culturale, accompagnato da programmi e “manifesti” e in qualche modo dipendente dal costruttivismo e dal neoplasticismo, nasce nella seconda metà degli anni 50 come esigenza di numerosi artisti, impegnati a condividere esperienze comuni nel campo della percezione visiva e a favore di una fruizione di massa che avesse carattere educativo.

In Italia non solo nascono i Gruppi T (Anceschi, Boriani, Colombo, De Vecchi, Varisco a Milano), N (Biasi, Costa, Landi, Massironi a Padova) e Mid più tardi, che si allineano alle esperienze di artisti quali Munari, Mari, Alviani, ma vengono condotte anche ricerche di tipo più specificamente “programmatico” da Gruppi come il gruppo Uno di Roma, lo Sperimentale P e l’Operativo R.

La mostra della Galleria nazionale si occuperà della storia dei gruppi e delle personalità più significative operanti sia in Italia che fuori tra gli anni 50 e gli anni 60, quando le esperienze collettive si concludono e i vari gruppi si sciolgono. Ma essa mostrerà anche gli sviluppi che negli anni 70 i nuovi interpreti di questa espressione artistica continueranno in modo autonomo a condurre. Particolare attenzione viene riservata a personalità singole come Bruno Munari, Enzo Mari, Getulio Alviani e Alberto Biasi e Gianni Colombo, i capofila dei gruppi N di Padova e T di Milano. Compaiono, inoltre, anche opere dei gruppi europei Grav di Parigi e Zero di Dusseldorf.

La 
mostra è curata da Giovanni Granzotto e Mariastella Margozzi, con la collaborazione di
 Paolo
Martore ed è realizzata con il contributo del Gruppo Euromobil.

V.R.

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