Biennale architettura 2018, doppia presenza per Flores&Prats | Architetto.info

Biennale architettura 2018, doppia presenza per Flores&Prats

Gli architetti spagnoli a Venezia daranno il proprio contributo sia alla Mostra principale sia alle Vatican Chapels curate da Francesco Dal Co

Gli architetti  Eva Prats e Ricardo Flores
Gli architetti Eva Prats e Ricardo Flores
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Doppia presenza alla XVI Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia per lo studio di architettura Flores & Prats, con la realizzazione di un Padiglione per l’itinerario principale della mostra e di una delle dieci cappelle del Padiglione della Santa Sede ‘Vatican Chapels’, curato da Francesco Dal Co.

Infatti, la Mostra di Architettura, aperta al pubblico tra il 26 maggio e il 25 novembre 2018, con vernice per le categorie Press e Professional il 24 e il 25 maggio, vedrà l’esordio del Padiglione della Santa Sede, che avrà la caratteristica principale di essere un padiglione ‘diffuso’, immerso nel verde dell’isola di San Giorgio Maggiore. Flores & Prats si occuperà della realizzazione di una delle dieci cappelle ubicate sull’isola, ispirandosi, come disposto dal curatore, alla ‘cappella nel bosco’ dell’architetto Gunnar Asplund concepita nel 1920 per il cimitero di Stoccolma.

Chi sono gli architetti Flores & Prats

Gli architetti Ricardo Flores e Eva Prats possono essere considerati dei veterani della Mostra Internazionale di Architettura di Venezia: hanno infatti partecipato alle edizioni del 2014 e del 2016, entrambi molto apprezzati dalla critica e dal pubblico.

Riconfermati quindi per la XVI Mostra, gli architetti spagnoli saranno impegnati stavolta su un duplice fronte, chiamati a mettere in gioco le loro competenze nell’interpretazione, elaborazione e sviluppo di ben due temi di riferimento, la ‘cappella nel bosco’ per Vatican Chapels e ‘Freespace’ per la Mostra principale nelle sedi storiche dei Giardini e dell’Arsenale – tema scelto dalle curatrici Yvonne Farrell e Shelley McNamara dello studio Grafton Architects.

Gli architetti Flores & Prats, così come gli altri numerosi partecipanti alla kermesse, hanno il compito di restituire ai visitatori il loro concetto di ‘spazio libero’, essendo ‘Freespace’ il filo conduttore della XVI Mostra Internazionale di Architettura, che, come dichiarato da Yvonne Farrell e Shelley McNamara nel Manifesto pubblicato a giugno 2017 per la presentazione dell’evento, “pone al centro dell’attenzione la questione dello spazio, della qualità dello spazio, dello spazio libero e gratuito”.
In definitiva, si guarderà ancora al tema proposto da Alejandro Aravena per la Biennale 2016, ma lo si reinventerà scrutandolo da un altro punto di vista.

Infatti, così come ‘Reporting from the front’, titolo scelto da Aravena per la scorsa edizione, aveva come obiettivo quello di riflettere su “un suolo desolato fatto di immense zone abitate dall’uomo delle quali l’uomo non può certo andare orgoglioso, realizzazioni molto deludenti che rappresentano un triste infinito numero di occasioni mancate per l’intelligenza e l’azione della civiltà umana” – aveva dichiarato il Presidente Paolo Baratta – ma che comunque possono aprire la strada verso una nuova epoca di speranza e rinascita, allo stesso modo ‘Freespace’ indagherà sempre sullo spazio, sul suolo, come dono offerto dall’architettura e dalla natura, ancora indefinito, per tanto libero, e su cui andare a costruire nuove opportunità, nuovi modi di pensare e percepire il mondo, e su cui appunto scommettere per rinascere.

‘The Morning Chapel” di Flores & Prats per Vatican Chapels alla Biennale 2018

Dieci architetti diversi, invece, per le dieci cappelle che costituiscono il padiglione diffuso della Santa Sede, da interpretare liberamente, senza standard precostituiti. Una di esse, come già anticipato, porterà la firma di Flores & Prats, i quali celebreranno la loro visione di architettura come modalità di espressione della religiosità e del cammino dell’uomo, attraverso un’opera dall’aspetto insolito e originale. ‘The Morning Chapel’, questo il nome della cappella, è fatta di volumi dalle precise geometrie che si incastrano tra di loro plasmando un piccolo ma accogliente luogo di meditazione, la cui massima espressione è la volta a botte – elemento costruttivo caro all’architettura classica – completa di sedute interne. Così fatta, la cappella di Flores & Prats appare quasi come una scultura.

Plastico della cappella di Flores & Prats

Plastico della cappella di Flores & Prats

Altre sedute saranno posizionate all’esterno, per quasi tutta la lunghezza della cappella, a voler riprendere i tradizionali banchi di legno all’interno delle chiese a cui viene però conferito un tocco di modernità.
Infine, la luce che penetra dalle tonde aperture poste sulla volta accentua la spiritualità del luogo e si carica di valore simbolico.

Il retro del plastico per le Vatican Chapels

Il retro del plastico per le Vatican Chapels

A realizzare le ‘Vatican Chapel’ ci sarà a Venezia per la Biennale di architettura 2018, anche l’architetto giapponese Terunobu Fujimori con la LignoAlp.

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