Biennale di Venezia 2018: ecco Asplund per Vatican Chapels | Architetto.info

Biennale di Venezia 2018: ecco Asplund per Vatican Chapels

Il padiglione firmato ALPI sarà il punto di partenza di un percorso espositivo e di meditazione costituito da 10 cappelle sull'isola di San Giorgio della Laguna di Venezia

L’Asplund Pavilion che apre il percorso espositivo del Padiglione della Santa Sede ‘Vatican Chapels’. Visibili le scandole di ALPI sulle superfici esterne dell’opera.
L’Asplund Pavilion che apre il percorso espositivo del Padiglione della Santa Sede ‘Vatican Chapels’. Visibili le scandole di ALPI sulle superfici esterne dell’opera.
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Si avvicina la tanto attesa Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, giunta alla XVI edizione, alla quale, per la prima volta, parteciperà la Santa Sede con il padiglione ‘Vatican Chapels’ curato da Francesco Dal Co e  consistente in 10 cappelle precedute dal Padiglione Asplund di ALPI e MAP Studio che avrà lo scopo di accogliere il visitatore invitandolo alla scoperta delle altre architetture.

Il percorso espositivo della Santa Sede, che vuole essere un inno alla meditazione e alla pace interiore, trae ispirazione dalla ‘cappella nel bosco’ progettata nel 1920 dall’architetto Gunnar Asplund per il Cimitero di Stoccolma, i cui disegni potranno essere visionati proprio nello spazio espositivo del Padiglione Asplund che funge da ingresso. Così come la cappella di Asplund fu costruita come luogo “di orientamento, incontro, meditazione e saluto”, anche le architetture del Padiglione di Dal Co sono costruite perseguendo il medesimo obiettivo.

Sarà l’isola di San Giorgio della Laguna di Venezia, con le sue aree ricche di alberi, a ospitare le cappelle poste in sequenza, precisamente alla Fondazione Cini, in accordo al concept di base proposto dal curatore Dal Co. La cappella, seppur non paragonabile, per dimensione e prestigio, alle cattedrali o alle chiese, porta con sé, in realtà, un elevato valore simbolico, essendo un piccolo tempio in cui sono presenti il pulpito e l’altare, due elementi chiave della cultura cristiana.
Le Vatican Chapels nascono per far vivere ai visitatori – che non necessariamente devono essere religiosi – un vero e proprio pellegrinaggio che simboleggia la vita dell’uomo, un cammino verso la scoperta della spiritualità e del proprio essere interiore, e lo fanno attraverso nuove forme d’arte e d’architettura, all’interno di eventi culturali, come la Biennale di Venezia, finora non presi in considerazione.

Infatti, come scrive Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium: “Bisogna avere il coraggio di trovare i nuovi segni, i nuovi simboli, una nuova carne per la trasmissione della Parola, le diverse forme di bellezza che si manifestano in vari ambiti culturali, comprese quelle modalità non convenzionali di bellezza che possono essere poco significative per gli evangelizzatori, ma che sono diventate particolarmente attraenti per gli altri”.

Sarà possibile vivere l’intensa esperienza delle Vatican Chapels dal 26 maggio al 25 novembre 2018, periodo di apertura della Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, il cui tema unificante quest’anno sarà ‘Freespace’.

Il Padiglione Asplund ispirato alle architetture scandinave

Il Padiglione Asplund, che costituisce il punto di inizio del pellegrinaggio metaforico all’interno delle Vatican Chapels, sarà realizzato da ALPI, azienda leader nella produzione di superfici decorative in legno composito, su progetto degli architetti Francesco Magnani e Traudy Pelzel di MAP Studio, con sede a Venezia.

L’architettura dell’opera richiama palesemente le classiche costruzioni scandinave con tetto ‘a capanna’, rigorosamente in legno, in cui profondo è il legame tra la semplicità stilistica e la natura. Il Padiglione è, infatti, una rivisitazione in chiave moderna delle Stavkirken, le famose chiese in legno medievali norvegesi, da cui riprende molti aspetti basilari assumendo però linee pure e minimal, ma mai fredde, bensì accoglienti, per offrire uno spazio in cui assaporare il silenzio e sentirsi in pace con se stessi.

L’interno del Padiglione Asplund di ALPI e MAP Studio: un luogo semplice ma evocativo.

L’interno del Padiglione Asplund di ALPI e MAP Studio: un luogo semplice ma evocativo.

ALPI sperimenta un nuovo materiale per il Padiglione Asplund

L’importanza del Padiglione Asplund della Santa Sede alla Biennale di Venezia non risiede solo nella sua funzione di ingresso alle Vatican Chapels – che permette di entrare in contatto con disegni e plastici della ‘cappella nel bosco’ di Gunnar Asplund – o nel suo valore simbolico-spirituale.
Di estremo interesse è infatti la tecnica adoperata per il trattamento decorativo delle superfici esterne dell’opera sviluppata dall’azienda ALPI, seguendo le direttive creative degli architetti Francesco Magnani e Traudy Pelzel.

Si tratta di 9000 scandole di legno con pattern Xilo 2.0 Planked Grey – dove Xilo 2.0 è una collezione di legni firmata ALPI – che rivestono gli esterni del Padiglione, conferendo originalità e soprattutto unicità all’Asplund Pavilion. Un vero intervento tailor-made che coniuga innovazione e tradizione, in cui l’utilizzo di materiali ecosostenibili – i legni ALPI sono certificati e controllati durante l’intero processo industriale, dall’estrazione delle materie prime al prodotto finito – rivela una sempre maggiore sensibilità nei confronti dell’ambiente e della salute dell’uomo, come nel caso dell’utilizzo del legno certificato per la riqualificazione della Cantina Pizzolato di Villorba .

L’Asplund Pavilion diventa così luogo di sperimentazione per un’industria in costante ricerca e sviluppo, come quella di ALPI, che riesce a rispondere alle più svariate esigenze progettuali, personalizzando di volta in volta materiali, tecniche e aspetto estetico.

Questa edizione 2018 della Mostra Internazionale di Architettura è targata Grafton Architects. Ecco chi sono le due donne architetto irlandesi curatrici della XVI edizione della Biennale di Venezia.

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