Cersaie 2017, via alla 35ma edizione | Architetto.info

Cersaie 2017, via alla 35ma edizione

Inaugura il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno. Ecco le prime notizie dalla 35 ͣ edizione di Cersaie, vetrina internazionale del settore ceramico

Cersaie2017
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Si è aperta oggi al quartiere fieristico di Bologna la 35esima edizione del Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno. I numeri da record, ad iniziare dai 457 espositori di cui 323 stranieri, hanno creato grandi aspettative per la più importante vetrina internazionale del settore ceramico.

Il sipario della manifestazione, dopo il taglio del nastro, si è alzato sull’Europauditorium-Palazzo dei congressi, che ha ospitato il convegno economico “Sostenibilità e competitività della manifattura europea nel contesto internazionale” organizzato da Confindustria Ceramica e moderato dalla giornalista di Skytg24 Maria Latella. Al dibattito hanno preso parte il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti; il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia e il presidente di Confindustria Ceramica, Vittorio Borelli.

Il saluto iniziale è toccato al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che ha sottolineato l’andamento positivo dei principali indicatori economici dell’Emilia-Romagna: «Per il terzo anno consecutivo chiuderemo primi per crescita nel Paese, abbiamo raggiunto il Trentino-Alto Adige al primo posto per tasso di occupazione, siamo primi davanti alla Lombardia per export procapite e, soprattutto, siamo riusciti a far scendere la disoccupazione al 6,4%». Bonaccini ha poi posto l’accento sull’importanza dell’ambiente: «Crescita sì, ma solo se sostenibile», ha detto. Infine, rivolgendosi agli imprenditori del settore ceramico, ha riassunto gli impegni della sua amministrazione e ricordato anche le cose fatte: «Sostegno all’export, alla ricerca e all’innovazione e lotta al problema del dumping, praticato soprattutto dalle aziende cinesi. Il prossimo anno apriranno finalmente i cantieri della bretella Campogalliano-Sassuolo, un’infrastruttura essenziale per le imprese del distretto».

Il convegno è iniziato con l’intervento del padrone di casa, il presidente di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli, la cui analisi ha preso le mosse da una riflessione sull’Europa: «Abbiamo bisogno di un’Europa forte, oggi ci sono tante cose che a Bruxelles non funzionano. È necessario restituire alle istituzioni comunitarie efficienza interna, consenso popolare e credibilità internazionale». Ma per Borelli la crisi della Ue, la più forte dai tempi della sua nascita, non può essere un alibi: «Troppo facile dare la colpa agli altri per i nostri problemi», ha precisato. «In Italia ci perdiamo in diatribe infinite come quella sulla legge elettorale, che non siamo ancora riusciti a fare, mentre dovremmo essere concentrati sulla difesa delle nostre posizioni in ambito economico e industriale: siamo il secondo paese manifatturiero in Europa e nelle prime sette economie del mondo». Il presidente di Confindustria Ceramica ha elencato gli elementi positivi della politica economica del governo, ma pure le note negative.

Queste le parole del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: «oggi ― ha raccontato il ministro ― l’ambiente è una grande prospettiva di competitività per la nostra industria. Non più un vincolo, ma un potenziale strategico. Ambiente e impresa remeranno sempre di più nella stessa direzione». Tra i risultati che Galletti ascrive a questi anni, la semplificazione della valutazione di impatto ambientale, con tempi certi ridotti a circa un anno per il parere definitivo, la riforma delle agenzie ambientali e «la volontà costante di interloquire con tutte le parti».  Come esponente della maggioranza di governo Galletti ha espresso un auspicio: quello che il prossimo Parlamento possa mettere mano al Titolo V della Costituzione per riformare il sistema e dare modo alle forze produttive di liberarsi in un Paese più snello e competitivo.

Infine il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha tracciato un quadro generale della situazione economica e politica, sia nazionale sia internazionale, soffermandosi, tra le altre cose, sulle misure necessarie per contrastare tutti i tipi di dumping praticati in prevalenza dalla Cina e che danneggiano l’export delle nostre imprese. Per il presidente degli industriali «l’onere della prova del dumping non può spettare a un piccolo e medio imprenditore italiano, sono piuttosto le istituzioni che devono creare le condizioni per cui non ci sia una concorrenza sleale».

Queste le questioni affrontate in apertura della kermesse bolognese, che senza dubbio saprà conquistare i suoi visitatori con l’energia che di solito la contraddistingue e con la forza creativa degli espositori.

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