Cersaie, il 2017 è l’anno dei record | Architetto.info

Cersaie, il 2017 è l’anno dei record

Una fiera che trasuda ottimismo è lo specchio di un settore in ottima salute: tutti positivi gli indici, con la ceramica italiana che guarda all’estero e un volume d’affari, in crescita per il 2017, di 5,5 miliardi di euro nel 2016

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Per il Cersaie, storica fiera bolognese di inizio autunno interamente dedicata alla ceramica per l’architettura e l’arredo bagno, il 2017 è l’anno dei record. Le prenotazioni degli spazi in fiera sono state chiuse ad aprile, gli espositori sono stati 869 (323, oltre un terzo, provenienti dall’estero). Il settore più rappresentato è quello ceramico, con 457 partecipazioni, seguito dall’arredo bagno, con 197, e dalle “altre superfici” (tra cui legno e marmo) a cui è stato destinato uno specifico padiglione. Il numero di visitatori, tra professionali, stampa e generici, è aumentato del 4,7% rispetto al 2016 (quando sono stati 111.604), con gli italiani in crescita del 5% e gli stranieri del 4,3%.

Il settore delle ceramica italiana, che vede nel distretto emiliano di Sassuolo e Fiorano Modenese uno dei più importanti a livello mondiale, sembra essere in forma smagliante, con la crisi ormai alle spalle e le aziende che, a dispetto degli effetti depressivi su produzione e bilanci e dei problemi portati anche dal terremoto della primavera 2012, hanno continuato a investire in innovazione, mantenendo costantemente la quota di fatturato a questo destinata attorno a un 4% divenuto anche 10% quando supportato dal piano nazionale “Industria 4.0”.

I numeri del settore, restituiti nella conferenza stampa internazionale dal presidente per le attività promozionali di Confindustria Ceramica Emilio Mussini, hanno tutti il segno più e hanno quasi raggiunto i livelli pre-crisi: con il 2017 in crescita rispetto al precedente, nel 2016 il volume di affari complessivo del settore si è attestato sui 5,5 miliardi, con 4,5 miliardi verso l’estero e poco meno di 1 in un’Italia ancora debole. La ceramica italiana conferma anche con i numeri di essere un prodotto di qualità: la quota del 16% dei mq venduti a livello mondiale dall’Italia (la Cina è al 32% con un mercato molto rivolto al suo interno) corrisponde al 32% se invece si guarda al valore in euro (con la Cina ferma al 26%).

Andando oltre, nell’edizione 2017 di Cersaie si possono rintracciare temi che, anche sottotraccia, permettono di meglio comprendere il contesto e la direzione intrapresa da uno dei settori di punta del made in Italy e dal suo principale polo.

Fare sistema. Il distretto emiliano della ceramica vive da sempre un rapporto quasi simbiotico con un territorio a cui dà ricchezza, sede di stabilimenti e produzione, e da cui riceve know-how, prodotti e processi di qualità ma anche la fondamentale immaterialità del concetto del “buon vivere” (la cui importanza è confermata anche dalla presenza dell’assessore alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna Palma Costi alla conferenza stampa di presentazione).

Internazionalizzazione e apertura verso l’estero. Tutto, in fiera e ai suoi margini, sembra guardare al di fuori dei confini nazionali. Dai trend indicati dallo sviluppo delle nuove collezioni, palpabilmente rivolte verso il settore contract e l’alta fascia, agli accordi che da tempo legano Confindustria Ceramica al Mise, che negli ultimi anni è arrivato a quadruplicare l’investimento sulla fiera, e all’ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero), la cui strategia di appoggio mira a rafforzare il marchio Ceramics of Italy, fino ai numeri, che per il 2016 restituiscono un aumento del 4,4% dell’export e la presenza, visibile, di 90 delegazioni provenienti da 16 paesi. La ceramica italiana sembra inoltre non avere paura dei rivali: sempre più alta è infatti la presenza in fiera anche di produttori esteri.

Che sia per i grandi interventi o per i piccoli, per il lusso o per l’edilizia più comune, la ceramica può ormai riprodurre qualsiasi cosa. Il grés porcellanato di oggi, per aspetto, valenze, tecnologie e innovazione dei processi produttivi, è ormai (da molto tempo) lontanissimo dalla mattonella rettangolare rosso intenso usata per rivestire balconi e cantine. Lucido o mat, di formato grande (o un grandissimo che può superare i 3 m) o piccolissimo, di spessore ridotto o di 20 mm, per interno ma anche sempre più per esterno, per superfici orizzontali o verticali, il prodotto ceramico del 2017 può essere sostituto di ogni materiale. Dal legno ceramico, presente già da molto tempo sul mercato e che quest’anno si arricchisce di nuove texture (tra cui il legno industriale e il truciolato), si passa alle pietre, onnipresenti soprattutto sotto forma di marmi di tutti i colori e venature, ai tessuti, alle pitture, ai metalli arrivando a graniglie e cementine, bella novità di quest’anno che sicuramente troverà vasto utilizzo nei progetti di architettura.

Comunicazione e nuovo portale. Accanto all’ormai storica rivista cartacea, il “Cer Magazine” che quest’anno festeggia i 20 anni di vita, il lancio del portale ceramica.info segna la nascita di un nuovo sistema di comunicazione, integrato e attento sia a molteplici tipologie di utenza che ai diversi ambiti geografici. Cinque sono infatti target rispetto a cui modula la comunicazione dei suoi contenuti e dei linguaggi (rivolgendosi ad architetti e progettisti, giornalisti, posatori, distributori e consumatori) e altrettante sono le edizioni in lingua. Acquista importanza l’integrazione con i social media, soprattutto Facebook, Instagram, Linkedin, Pinterest e You Tube, che, insieme alla nuova app per mobile, avvicinano sempre di più la produzione e l’offerta alle diverse tipologie di utilizzatori.

Cultura e formazione. Mentre sempre presenti sono le visite delle scuole e i momenti di formazione per addetti ai lavori (nella “Città della posa”), il coinvolgimento dei moderatori Francesco Dal Co (direttore di “Casabella” e ordinario di Storia dell’architettura all’Università IUAV di Venezia) e Fulvio Irace (“Il Sole 24 Ore” e ordinario di Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano), contribuisce ad aumentare, in quantità e in qualità, l’offerta di conferenze e incontri del ciclo “Costruire, abitare, pensare”, che nella Galleria dell’architettura ha ospitato il burkinabé Diébédo Francis Kéré, l’australiano Sean Gosdell, il cileno Sebastián Irarrázaval e l’architetta messicana Elisa Valero Ramos.

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