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Conservare e restaurare il legno

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Con questo tema il convegno di Bressanone vuole costituire un momento di ampia e approfondita riflessione sull’impiego di un materiale costruttivo di straordinaria importanza storica, architettonica, strutturale, decorativa e artistica, troppo frequentemente poco considerato.
E’ singolare infatti come, proprio per un elemento così diffuso nelle pratiche del costruire, da un lato gli studi siano assai poco sviluppati ed approfonditi nonché spesso volutamente costretti entro i limiti di un singolo intervento e, dall’altro, le rilevanti conoscenze conseguite sia nel settore diagnostico che in quello operativo, non abbiano dato luogo ad una letteratura altrettanto ricca.
D’altra parte è tuttora diffuso l’atteggiamento che considera gli elementi costruttivi in legno come parte accessoria di un edificio, quasi secondaria e, pertanto tranquillamente sostituibili.
Non è raro inoltre che tale atteggiamento sia legittimato da una visione acritica del problema, che assume quale unico parametro valido quello di un’efficienza di tipo strutturale o più in generale prestazionale; efficienza stabilita esclusivamente su criteri pensati per strutture realizzate con materiale nuovo (ad esempio per quel che riguarda solai in legno, serramenti, piani pavimentali e quant’altro). Il tema si complica, poi, quando gli interventi interessano elementi lignei aventi anche valore storico artistico; in generale tutte quelle componenti di rilevanza formale che in un edificio costituiscono il cosiddetto arredo fisso (dalle soffittature, alle balaustre, agli altari nelle chiese, ecc.) per i quali sono richieste competenze, sia in fase diagnostica che d’intervento, ancora maggiori.
Obiettivo principale del convegno, pertanto, è innanzitutto di registrare lo stato dell’arte muovendo dal quadro delle conoscenze che si sono acquisite e dei metodi e strumenti di cui dispongono gli operatori e, al contempo, individuare quali siano le conoscenze, i metodi e gli strumenti che si offrono oggi agli operatori per “mantenere” questo grande giacimento culturale.
E’ tuttavia evidente che l’incontro vuole rappresentare anche un’occasione per stimolare la ricerca verso nuovi temi e per valutare l’impatto che l’impiego di materiali moderni e nuove tecnologie (dal legno lamellare, al calcestruzzo, all’acciaio, alle resine, sino ai più recenti materiali compositi) hanno avuto sulle pratiche di conservazione dell’esistente.
E’ necessario, quindi, che il convegno affronti specifici temi attinenti all’architettura ma, per la particolarità del tema affrontato, non si escludono eventuali utili esplorazioni anche in altri campi disciplinari (come, per esempio, l’archeologia subacquea laddove si pongano in evidenza problematiche quali la conservazione del materiale bagnato; tema, come è noto, di grande importanza per la salvaguardia dei sistemi fondali su palificate) a condizione che ciò rappresenti un’effettiva apertura verso la sperimentazione di pratiche virtuose improntate al riconoscimento dei materiali, alla valutazione attenta dei meccanismi di degrado, al recupero di saperi costruttivi e riparativi dimessi, sino all’adozione di procedure di minimo intervento che possano essere adottate anche in campo architettonico.
Conservare e restaurare il legno vuole essere un grande campo di esperienze a confronto dove, però, l’orizzonte – i limiti del campo – tenderanno ad essere proficuamente superati, dove probabilmente sarà più utile smentire prassi e luoghi comuni per innovare molti atteggiamenti che considerano gli elementi lignei come il risultato di una cultura costruttiva semplice e schematica invece che l’esito di una grande sapienza operativa che oggi ancora non sappiamo riconoscere.

Al fine di approfondire queste tematiche si invitano gli operatori del settore a sviluppare specifici contributi che affrontino i seguenti aspetti:

  • Scelte ed indirizzi
  • Conoscenza delle pratiche esecutive storiche
  • Esperienze di interventi significativi
  • Riflessioni sui rapporti normativi fra sistemi antichi e nuovi
  • Sviluppo di specifiche metodiche diagnostiche
  • Studi sul comportamento dei materiali e delle tecniche di intervento
  • Materiali e metodologie
  • Compatibilità e reversibilità
  • Durabilità e manutenzione

Proprio per la vastità del tema si raccomanda agli autori di inviare un riassunto di circa una pagina che sia però chiaramente esplicativo dei contenuti e della articolazione dei contributi, pertanto non verranno presi in considerazione testi puramente descrittivi o che non portino effettivi contributi innovativi.

Entro il 30 APRILE 2009 i partecipanti dovranno presentare il loro elaborato definitivo seguendo le seguenti istruzioni: Istruzioni per gli autori sulla presentazione degli elaborati

Le condizioni di  partecipazione con la relativa scheda  di iscrizione, sono disponibili sul sito web dell’evento.

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