Convegno Internazionale COLORE ARCHITETTURA AMBIENTE Un momento di studio e confronto, tra passato e presente, e di incontro, tra espressioni geografiche e tradizioni diverse | Architetto.info

Convegno Internazionale COLORE ARCHITETTURA AMBIENTE Un momento di studio e confronto, tra passato e presente, e di incontro, tra espressioni geografiche e tradizioni diverse

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COLORE ARCHITETTURA AMBIENTE
30 settembre – 1 ottobre
Convegno Internazionale


Un momento di studio e confronto, tra passato e presente (città storica e città contemporanea), e di incontro, tra espressioni geografiche e tradizioni diverse.
L’attenzione sarà rivolta all’approfondimento e all’aggiornamento degli aspetti teorici della tematica della conservazione e del recupero della tradizione nella memoria storica degli spazi più antichi. Specifica attenzione sarà rivolta al colore nel progetto del “moderno” e nell’edilizia diffusa dove produce un impatto quantitativamente determinante nel paesaggio urbano contemporaneo.
Sede > Magazzini del Cotone [Sala Maestrale]- Genova

Il Convegno “COLORE ARCHITETTURA AMBIENTE”, è rivolto a studiosi, professionisti, e a tutti coloro che al problema del colore della città e degli ambienti storici, e non solo storici, lavorano, ed anche soprattutto agli studenti, che devono rapportarsi a questa importantissima problematica, conoscendo i termini della questione.
Le ragioni del Convegno Internazionale “Colore Architettura Ambiente”, proprio in questo 2004, che vede GENOVA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA, sono motivate dal fatto che Genova, oltre ad essere città storicamente di Facciate Dipinte, per cui è sempre andata famosa, che la accomuna alle moltissime altre città dipinte, italiane ed europee, vuole offrire lo spunto per creare occasioni di confronto sul “tema/problema” dei corretti approcci metodologici e delle nuove tecnologie da utilizzare negli interventi di conservazione, non più solo a scala architettonica, di singolo edificio (su cui era già stato fatto il punto con il Convegno Internazionale “Facciate Dipinte” di Genova, del 1982), ma soprattutto a scala urbana e urbano-ambientale – strade, piazze, percorsi urbani a tutti i livelli, per considerare finalmente questa componente in tutti gli ambiti spaziali, storici e non di cui, in interazione con l’aspetto materico, sottolineano espressivamente le valenze storiche, sociali, morfologiche, stilistiche e costruttive.
Su questa tematica infatti Genova ha in questi ultimissimi anni fatto grandi passi, dal punto di vista realizzativo, in concomitanza con gli appuntamenti del 2001 e 2004, attuando interventi dove si riconosceva l’importanza di considerare questo aspetto nell’insieme, con una progettazione contestuale, ed il progetto del singolo edificio verificato e raffrontato all’insieme; un progetto attento a tutte le correlazioni, in quanto uno degli elementi della complessità del costruito storico.
Quindi, un confronto a livello europeo, e forse non solo europeo, oramai necessario, al fine di trovare una impostazione comune, e almeno prefigurare le strategie per il futuro per questo problema importantissimo, non più eludibile nella sua specificità, sia nell’ambito di una politica di conservazione, ed ancor più nel caso dell’inserimento del nuovo nella città storica. Infatti, ancor più fondamentale è valutare l’impatto del Colore nel progetto del nuovo, tenuto conto dell’aspetto fondamentale che il colore assume sempre e comunque in quanto elemento di riconoscibilità dei diversi luoghi, e quindi elemento di appartenenza culturale, sia come colore applicato, sia come colore dei materiali usati, ma anche come colore di trasparenze e riflessi.
Nello specifico, tutto questo vuol dire assumere l’importanza del Colore come mezzo di salvaguardia delle identità e diversità culturali, non solo sotto l’aspetto estetico, ma anche costruttivo, tecniche e materiali; un passaggio fondamentale per il recupero e la valorizzazione del patrimonio architettonico e ambientale.
A questo fine, è perciò importante proseguire nelle diverse azioni con:
– una sempre più diffusa sensibilizzazione, attraverso la divulgazione degli studi sull’argomento, anche nei confronti degli organismi internazionali preposti, perchè lo facciano proprio e trovino le modalità per reperire risorse ufficiali, come avviene ad esempio nell’UNESCO;
– una messa a punto articolata e completa delle adeguate metodologie di conservazione/recupero, da utilizzare in modo diffuso;
– una continua messa a punto degli studi e sperimentazioni, ai fini della ottimizzazione dei materiali, sia tradizionali che moderni e relative tecnologie, da utilizzare nella conservazione; tutto ciò, da ultimo, per far inserire questa problematica nella politica attuativa e di programmazione economica degli Enti territoriali preposti.
Solo così si possono infatti prefigurare, in totale sintonia tra passato e presente, tramite il progetto basato sulla conoscenza, le trasformazioni che necessariamente comporta qualsiasi operazione, anche solo strettamente conservativa.

Prof. Arch. Patrizia Falzone
Responsabile Scientifico

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