Energy. Architettura e reti del petrolio e del post-petrolio | Architetto.info

Energy. Architettura e reti del petrolio e del post-petrolio

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Si apre il 22 marzo negli spazi del Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, la mostra “Energy. Architettura e reti del petrolio e del post-petrolio”. Aperto fino al 29 settembre, l’evento si configura come l’unione di tre mostre in una, per raccontare sessant’anni di storia italiana (e non solo) con uno sguardo “visionario” al futuro, attraverso un tema d’attualità: l’impatto dell’energia sull’architettura e il paesaggio, dal boom del petrolio alle rinnovabili.

Più di 80 disegni e progetti storici, tre fotografi autoriali e sette studi di architettura di fama internazionale per un percorso in tre tappe, che parte dal racconto dell’Italia del dopoguerra e del boom economico – con “l’irruzione” dell’automobile e della velocità, le prime pompe di benzina, le stazioni di servizio, i motel, le autostrade – e prosegue attraversando il presente con lo sguardo attento e sensibile di tre fotografi, per esplorare il futuro con progetti visionari che ricercano un approvvigionamento energetico a impatto zero, come la stazione di rifornimento ispirata a una foresta o l’autostrada che fornisce energia lungo tutto il suo percorso.

Le tre sezioni di Energy, dedicate al Passato, al Presente e al Futuro, sono: Storie/Stories, Fotogrammi/Frames e Visioni/Visions.

La prima si rivolge all’immenso patrimonio delle “architetture di strada” italiane del dopoguerra, con una ricognizione, tra gli altri, nell’archivio eni; la seconda documenta lo stato attuale del rapporto tra paesaggio ed energia attraverso lo sguardo di tre grandi fotografi italiani, Paolo Pellegrin, Alessandro Cimmino, Paola Di Bello; nella terza invece sette studi internazionali investigano con progetti redatti specificamente per la mostra l’influenza che i nuovi scenari della distribuzione dell’energia avranno sulle città e sugli spazi dell’uomo: Guillermo Acuña Arquitectos Asociados (Cile); Lifethings (Corea del Sud); Modus architects (Italia); Noero Architects (Sudafrica); Obr Open Building Research (Italia); Sou Fujimoto Architects (Giappone); Terroir (Australia/Danimarca). Special guest, accanto a un’installazione ‘green’ curata da Freddy Grunert e realizzata da IaN+, Oma/Amo, lo studio di Rem Koolhaas.

La mostra inoltre accoglierà la documentazione di alcuni progetti pilota in corso di realizzazione in Europa e nel mondo per mettere in luce e sottolineare la crescente importanza del rapporto tra scienza e architettura.

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