Green Utopia 2015: potare per crescere | Architetto.info

Green Utopia 2015: potare per crescere

Installazioni site specific, seminari, mostre e formazione: questo e altro nel programma di Green Utopia 2015, la 'citta' verde' che animera' Milano fino a Expo 2015

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Il 9 aprile 2015, presso l’Auditorium Lattuada di Porta Vigentina, situato in uno degli edifici storici della Milano nascosta e da rivalorizzare, i protagonisti di Green Utopia, l’evento che dal 14 aprile al 8 maggio si svilupperà presso la Fabbrica del Vapore di Milano, hanno presentato il programma e la filosofia che supporta l’iniziativa, alla sua seconda edizione, basata sulla rivalutazione dell’autocostruzione e dell’autoproduzione, basi sostanziali della nuova economia green.

La presentazione di Green Utopia a Milano

La manifestazione si svolgerà in due spazi comunicanti. Uno all’aperto nel piazzale sul quale viene allestita la città “utopica verde” e l’altro dentro la cosiddetta “cattedrale”, uno spazio ex industriale recuperato magnificamente dal Comune, dove verranno esposti i manufatti dei makers.

Il concetto di Sharing Design che da il titolo alla manifestazione nel suo complesso, dice Cesare Castelli, presidente dell’associazione Milano Makers, viene qui reinterpretato come “condivisione dei mezzi per giungere all’affermazione della creatività dei singoli individui”: quindi tecnologie a basso costo, materiali innovativi e sostenibili, autodistribuzione dei prodotti.

Cesare Castelli ha raccontato la storia originale di Milano Makers, e di come questa associazione di designer/artigiani sia cresciuta negli anni, raccogliendo anche esperienze all’estero e presentando qualità e creatività nel design meno noto e meno pubblicizzato.

Fra le esperienze, presentate da Maria Christina Hamel, in cattedrale: Souvenir de Milan (giochi creativi sul tema del souvenir) e Ceramics Food and Design, in collaborazione quest’ultima, con il comune di Faenza, 10 designer donna e 10 uomini che si esprimono sul tema del “contenitore alimentare”.

Utopia of culture Makers è una mostra realizzata dal Sichuan Fine Arts Insitute, in collaborazione con China-Italy design and Innovation Center, sul binomio cibo e design così come viene vissuto all’interno della cultura cinese.

Maurizio Corrado, ideatore della iniziativa, racconta come sul piazzale dove Green Utopia stia già lavorando alle installazioni verdi già da parecchi giorni e presenta il collettivo CanyaViva con le sue bellssime opere. Il collettivo è noto a livello internazionale per avere riscoperto e dato nuova vita all’arundo donax. La città verde utopica è lo spazio del Bambù, della Terra cruda, della Paglia. Per il Bambù le installazioni dello studio Zieger Seiler Archi tekten Ingegnieure di Berlino, e dello studio Bambuseto, di Firenze, per la terra cruda il collettivo Gelologika, impegnato anche a livello didattico. Il legno viene presentato come materiale dalla Università La Sapienza di Roma, il salice dal giardiniere Zenone. La ricerca è fondata sulla valorizzazione di materiali naturali e un nuovo e tutto sommato provocatorio concetto dell’abitare e del costruire, che sappia mettere al centro del progetto il benssere dell’uomo in un nuovo modello di società partecipativa e autoproduttiva.

Un ‘guscio’ per matrimoni realizzato da Bambuseto, che a Green Utopia realizzerà una torre alta otto metri

La Fabbrica del Vapore sarà teatro per un mese di incontri, seminari, laboratori, performance artistiche quotidianamente, con la partecipazioni di specialisti della sostenibilità, del design e del verde, il cui nutrito programma è pubblicato sul sito dedicato www.greenutopia.architetto.info, ed è organizzato con la partnership culturale ed operativa della Casa Editrice Wolters Kluwer, e del suo portale Atchitetto.info, nota anche per la sua produzione editoriale dedicata, fra le altre tematiche tecniche, all’edilizia sostenibile e alla progettazione del verde.I seminari vedranno la partecipazione di professionisti, docenti universitari, associazioni culturali presenti sul territorio, artisti e scrittori. Si tratta quindi di un evento non solo da guardare ma pieno di contenuti e di possibilità di partecipazione attiva. Contenuti ai quali gli ideatori della manifestazione tengono molto, essendo al tempo stesso makers ma anche teorici della proposta della nuova progettualità che propongono.

Vicino alla giornata del Verde a Milano, quella del Natural Design, della Casa Passiva, dei materiali bio, del riuso, ma anche quella del talento femminile, della forma della città, della letteratura green.

Ed un maga convegno di tre giorni intitolato Pleisotcity, alla ricerca delle radici dell’abitare umano, con la partecipazione di progettisti, makers , antropologi, letterati fra i quali Matteo Meschiari.

Una performance collettiva e articolata fra creatività e sapere che sta diventando un classico del Fuorisalone e da quest’anno un must della prima settimana dell’Expo 2015.

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