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Il divisionismo. La luce del moderno

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Una delle più emozionanti stagioni dell’arte italiana negli ultimi secoli torna al centro dell’attenzione in Italia grazie a una grande retrospettiva, dal taglio nuovo e con una scelta eccellente di opere.

La mostra copre il periodo che va dal 1890 alla fine della Prima Guerra Mondiale. Negli anni in cui in Francia il neoimpressionismo veniva segnato dal puntinismo – il movimento che basava la sua espressione sulla tecnica della scomposizione del colore in punti piccolissimi, del quale Signac e Seurat sono stati i massimi artisti – anche in Italia diverse personalità si confrontavano in modo originale con l’uso “diviso” dei colori complementari.

Nel Divisionismo italiano i puntini e le barrette colorate dei francesi diventano filamenti frastagliati che invece di accostarsi spesso si sovrappongono. Ma ciò che è veramente diverso è lo spirito: qui la nuova tecnica pittorica aiuta a rappresentare, meglio di altre, l’intimità, l’allegria, lo spiritualismo, il simbolismo, l’ideologia anche politica, ovvero i sentimenti, le passioni, le istanze che univano quella generazione di artisti.

Pittura di luce, colore ma anche e soprattutto pittura di emozioni. È l’avvio di un’altra grande storia tutta italiana: Plinio Novellini e i grandissimi Previati, Segantini, Morbelli, Pellizza da Volpedo. E ancora, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini, Carlo Carrà e molti altri.

Il Divisionismo. La luce del moderno” ospita gli spazi di Palazzo Roverella a Rovigo, fino al 23 giugno 2012 ed è tra i più importanti eventi espositivi italiani dell’anno. A promuoverla sono la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il Comune di Rovigo e L’Accademia dei Concordi di Rovigo, in collaborazione con Provincia di Rovigo.

V.R.

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