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Jacques Toussaint

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Il segmento. E’ da questo semplicissimo elemento della geometria che si sviluppa il discorso di Jacques Toussaint, artista di origini francesi ma attivo in Italia dal 1971. Il segmento che diventa il fondamento di un alfabeto compositivo, che si articola ora sulla tela, che si ritrova ora nello spazio, o ancora nel prodotto di design. Il segmento diventa strumento di costruzione di un mondo estremamente regolare che vive tra quadrati e cubi e che trova poi nel mondo della produzione d’arredo la possibilità di gestire il valore estetico (ma anche poetico) dell’arte dentro un oggetto-prodotto dalle caratteristiche funzionali estremamente qualificate e apprezzate. Ed è tra arte e design che si articola e sviluppa il lavoro dell’artista francese.

Il 21 gennaio alle ore 18, alla presenza dell’artista, si inaugura a Bologna, presso la sede dell’Alliance Française con una installazione di vetri di grande suggestione, un percorso dedicato a Toussaint che si svilupperà anche a Budrio, negli spazi interessantissimi delle Torri dell’acqua con una rassegna che illustra l’itinerario della sua ricerca, a partire dal 22 gennaio.

“Una carrellata di lavori in cui si nota come ricerca artistica e ricerca funzionale si sviluppano sempre con l’attenzione ai materiali, che vengono utilizzati ben al di là delle loro consuete destinazioni. Mi riferisco qui – scrive Cavadini, curatore della mostra – all’uso dei vetri lavorati e degli specchi che costituiscono elementi fondamentali di installazioni, come Glass Works, in cui l’artista sfrutta la lavorazione industriale di essi per dare corpo ad una visione fatta di vibrazioni e di variazioni originate dalla diversa incidenza della luce sulle superfici operate del vetro (spesso reso specchiante), visione che si innesta in un contesto di ricerca che ha alla base le esperienze dell’arte cinetica e dell’optical art e che trova qui una nuova declinazione. Già abbiamo accennato all’uso del neon (nella tradizionale versione bianca o in quella, più usata da Toussaint, blu cobalto) per distribuire nello spazio dei segni-segmenti grafici che possono generare percorsi o interagire con altre presenze.”

La mostra è promossa dal Comune di Budrio e dalla Fondazione Cocchi e resterà aperta fino al 27 febbraio 2011.

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