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La scultura italiana del XXI secolo

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Sono 80 gli artisti presentati nella mostra dall’ambizioso titolo La scultura italiana del XXI secolo: tra questi non potevano mancare Maurizio Cattelan, Esposito, Arienti, Moro, ancora Loris Cecchini e i suoi oggetti quotidiani destabilizzati nella forma e nel materiale, Gianni Caravaggio, Patrick Tuttofuoco, Bros, Nico Vascellari; ancora Vanessa Beecroft, Sissi e Demetz, fino ad arrivare ai giovanissimi Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari.

Un’esposizione che vuole tracciare un primo bilancio sulle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. Curata da Marco Meneguzzo, la mostra include solo artisti nati nella seconda metà del secolo scorso.

Linguaggi ibridi e un codice mutato profondamente che ha perso perfino la sua antica connotazioni di “eternità”: non più bronzo e marmo ma i materiali più disparati e spesso deperibili.

Come afferma il curatore nel suo testo in catalogo, “Quando, cinque anni fa, esponemmo in questi stessi spazi La scultura italiana del XX secolo l’omogeneità disciplinare aveva ancora il colore e la consistenza del bronzo e del marmo, e ciò che vi si discostava appariva ancora come un succedaneo, un’imitazione di quelli; oggi, la presenza di quei materiali in una mostra, che è prima di tutto coloratissima e “morbida”, assume immediatamente i connotati della citazione. Certo, non è la qualità cromatica o tattile, per quanto così diversa, a poter determinare la domanda sull’esistenza in vita della scultura come disciplina a sé (dopotutto tutta la scultura antica era coloratissima), ma d’altro canto il confronto tra quello che è un “prima” e un “adesso” deve pur iniziare da qualcosa, e iniziare dall’evidenza è comunque una buona norma”.

Tentare una nuova definizione? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo.

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