Le sculture di Marco Barina | Architetto.info

Le sculture di Marco Barina

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“La figura umana ha potenzialità infinite. Mi piace costruire volti e corpi a partire da oggetti che conservano la patina del tempo, direi quasi che ‘incarnano tempo’. Mi piace ‘spigolare’ in questo tempo passato, rifarmi alla raffigurazione umana che è una costante dell’arte, pensiamo alle pitture rupestri o alla scultura preistorica. E questo perché si vede spesso la storia dell’arte come una linea, invece bisognerebbe pensare alla preistoria come alla nostra avanguardia”. E’ quanto afferma Marco Barina, l’artista protagonista della mostra in corso alla Cardazzo Factory di Milano (via Manzoni, 45) fino al 26 febbraio.

Oggetti quotidiani quali una grattugia, un colino, un cavatappi, un coltello a mezzaluna, un piatto di stagno o di ottone, una zuccheriera, utensili di cui non conosciamo più l’uso: piccole cose d’un quotidiano che non esiste più. Barina utilizza questi oggetti di recupero o acquistati in mercatini, per dare vita alle sue sculture: figure quasi umane che “sembrano guardare chi le osserva da un mondo premoderno”.

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