LINA BO BARDI - La libertà dell’architettura | Architetto.info

LINA BO BARDI – La libertà dell’architettura

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LINA BO BARDI – La libertà dell’architettura
Venezia – Galleria internazionale  d’arte moderna di Ca’ Pesaro
dal 10 settembre al 15 novembre 2004

inaugurazione: 10 settembre, ore 18
vernice per la stampa e visita con i curatori: 10 settembre 2004, ore 10-13

In occasione della 9.Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, l’Università Iuav di Venezia e i Musei civici veneziani presentano dal 10 settembre al 15 novembre, presso la Galleria internazionale d’arte moderna di Ca’ Pesaro, una mostra dedicata all’opera dell’architetto Lina Bo Bardi, ideata e curata da Luciano Semerani, Antonella Gallo e Giovanni Marras.

Nata a Roma nel 1914, Lina Bo, dopo la laurea in architettura, tra il 1940 e il 1945 si trasferisce a Milano dove inizia la sua collaborazione professionale con Carlo Pagani con il quale svolge dei lavori per lo studio  di Gio Ponti. Contemporaneamente collabora a diversi periodici tra cui “Tempo”, “lo Stile”, “Grazia”, “L’illustrazione Italiana”. Nel 1944, insieme a Pagani, assume il ruolo di vicedirettore della rivista  “Domus” e fonda, con l’appoggio di Bruno Zevi, la rivista settimanale di architettura “A-Cultura della vita”. Partecipa alla fondazione del Movimento studi per l’Architettura e alla Resistenza. Dopo il matrimonio con Pietro Maria Bardi – protagonista di primo piano nelle battaglie per l’architettura moderna durante il fascismo e fondatore insieme a Massimo Bontempelli della rivista “Quadrante” – nel 1946 si trasferisce con il marito in Brasile, che successivamente diventa la sua patria di adozione, ma anche il momento di incontro con diverse matrici culturali destinate ad incidere profondamente nella sua vita non solo professionale. Qui lontano dalla cultura dell’Europa moderna in cui si era formata, Lina decide di vivere e di lavorare fino al 1992, anno della sua morte.

La mostra veneziana rilegge l’opera architettonica di Lina Bo Bardi – i suoi i principali musei d’arte e cultura di San Paolo e Bahia, le numerose case di abitazione – ma vuole anche ricostruire la sua inesauribile creatività in tutte le arti: scenografa e costumista per il teatro, designer di mobili e gioielli, senza dimenticare l’opera grafica e i suoi progetti di urbanistica, in cui riusciva ad integrare in un’architettura povera e autentica la naturalezza e la comunicatività della cultura popolare brasiliana.

In mostra oltre duecento disegni originali per mettere in evidenza “la libertà dell’architettura” come fondamento del lavoro di Lina Bo Bardi, rappresentare per immagini il suo pensiero architettonico e artistico, la sua ricerca progettuale basata su operazioni di metamorfosi: un tema, inizialmente scelto nella sua forma essenziale (una piramide, un parallelepipedo, una spirale), subisce via via trasformazioni acquistando in ogni nuova struttura uno stadio più profondo dell’espressione. Alla fine il processo di associazioni paradossali e inedite porta, percorrendo un labirinto, a una nuovissima interpretazione dell’abitare, del museo e del centro sociale, dell’arte e del design. Lina Bo Bardi ha rappresentato la libertà del suo pensiero e delle sue idee con le sue opere dove coniugava la cultura espressionista delle avanguardie europee, la visionarietà surrealista e metafisica, ai valori primordiali e arcaici vissuti dai popoli del Terzo Mondo, attingendo dalla cultura naturalistica del Brasile e dalle tradizioni primitive e pure dell’Africa.

Il suo lavoro – dalle architetture, alle scenografie, alle sculture – diventa “strumento di integrazione dell’esistenza umana con la natura e i suoi misteri, e momento di confronto con la città e i suoi conflitti”.

“La casa come un’anima”, “la dignità dell’architettura civile”, “la mano del popolo brasiliano” sono alcuni dei temi della mostra. In ogni sezione saranno presentati oltre ai disegni e agli oggetti di design originali, provenienti dall’Istituto Lina Bo e Pietro Maria Bardi di San Paolo del Brasile, alcune ricostruzioni realizzate dal laboratorio di modellistica Alias della Facoltà di design e arti dell’Università Iuav, come la “Grande Vaca Mecanica” lunga oltre 4 metri, i “Giocattoli per bambini Brasiliani”, il “Bosco degli alberi maestri” insieme all’originale del “Maiale con due sederi” realizzato per la messa in scena dell’opera Ubu-Roi.

Saranno esposti anche due nuovi grandi modelli – realizzati dalla sezione modelli Cam del Dipartimento di progettazione architettonica – del Museo d’arte (Masp) costruito a San Paolo tra il 1957 e il 1968 e del Centro sociale Sesc-Pompéia, realizzato nel 1977 col recupero di una grande fabbrica in disuso.

I ricercatori e i docenti del dottorato in Composizione architettonica hanno sviluppato  negli ultimi due anni il lavoro di ricerca critica, che ha consentito di proporre ai Civici Musei e alla Biennale di Venezia un ordinamento espositivo del tutto inedito.

Nel catalogo, edito da Marsilio, scritti di Eduardo Subirats, Olivia De Oliveira, Francesco Tentori, Luciano Semerani, Antonella Gallo, Giorgio Girardi.

 La comunicazione della mostra è affidata a una serie di poster progettati da Leonardo Sonnoli dello studio CODEsign.

I manifesti fanno parte della serie di “68.98" a cura del servizio comunicazione Iuav

Ca’ Pesaro – Galleria internazionale d’arte moderna, Santa Croce 2076 Venezia

ore 10–18 (ingresso ore 10–17) fino al 31 ottobre

ore 10–17 (ingresso ore 10–16)  dal 1 novembre

lunedì chiuso

ingresso libero

per informazioni: Università Iuav di Venezia

Dipartimento di progettazione architettonica

Giovanni Curreli

[email protected]

tel 041 257 1993

fax 041 524 6296

 

COMITATO D’ONORE

Giuliano Urbani ministro per i Beni e le attività culturali

Itamar Augusto Cautiero Franco ambasciatore del Brasile in Italia

Umberto Vattani segretario generale del Ministero degli affari esteri

Giancarlo Galan presidente della Regione Veneto

Marta Suplicy Prefeitura di San Paolo del Brasile

Paolo Costa sindaco del comune di Venezia

Marino Folin rettore dell’Università Iuav di Venezia

Pio Baldi direttore della DARC_Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee

Guido Clemente direttore dell’Istituto italiano di cultura a San Paolo

Raul de Taunay ministro consigliere Ambasciata  del Brasile in Italia

 

 

COMITATO SCIENTIFICO 

Marco De Michelis preside della Facoltà di arte e design dell’Università Iuav di Venezia

Carlo Magnani preside della Facoltà di architettura dell’Università Iuav di Venezia

Kurt W. Forster direttore della 9. Mostra Internazionale di Architettura de La Biennale di Venezia

Domenico Romanelli direttore dei Civici musei di Venezia

Luciano Semerani coordinatore del dottorato di ricerca in Composizione architettonica dell’Università Iuav di Venezia

Eduardo Subirats New York University Faculty of Arts & Science department Spanish & Portuguese Lang & Lit

Francesco Tentori dipartimento di Progettazione architettonica dell’Università Iuav di Venezia

 

 

REALIZZAZIONE DELLA MOSTRA

Università Iuav di Venezia

Dottorato di ricerca in Composizione architettonica

Progetto, ordinamento e allestimento: Luciano Semerani, Antonella Gallo, Giovanni Marras 

Ricerche iconografiche: Giorgio Girardi, Ildebrando Clemente

Dipartimento di Progettazione architettonica

Modelli di architettura: Michele Ridolfi, Gianni Testi, Salvatore Crapanzano

Fotografie: Umberto Ferro

Multimedia: Carlo Ferro

Segreteria organizzativa: Giovanni Curreli

Facoltà di Design e Arti

Ricostruzioni di scenografie: Filippo Mastinu

Servizio comunicazione: Maria Zaghini

 

Instituto Lina Bo e P.M. Bardi

Graziella Bo Valentinetti, presidente

Joaquim Guedes, vice-presidente

Aline Sultani, coordinatrice

Claudio M. Valentinetti, coordinatore editoriale.

 

 

CON IL PATROCINIO DI
Ministero per i Beni e le attività culturali

Ministero degli Affari esteri
 

CON IL PATROCINIO E IL SOSTEGNO DI
Regione Veneto
 

IN COLLABORAZIONE CON
Comune di Venezia

Musei Civici Veneziani
 

CON LA PARTECIPAZIONE DI
Facoltà di Architettura Civile

Dipartimento di Progettazione dell’Architettura Milano-Bovisa

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