Luigi Moretti architetto. Dal razionalismo all'informale | Architetto.info

Luigi Moretti architetto. Dal razionalismo all’informale

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Promosso e ospitato dall’Accademia di architettura di Mendrisio, dall’Università della Svizzera italiana e dall’Archivio del Moderno di Mendrisio, e dal MAXXI, Museo Nazionale delle arti del XXI secolo e dall’Archivio Centrale dello Stato di Roma, dal 22 febbraio si inaugura il focus dedicato a Luigi Moretti, figura chiave dell’architettura italiana del Secondo dopoguerra.

Fondatore nel 1950 della rivista Spazio, che ospito i suoi interventi più importanti, e dell’omonima galleria a Roma, Moretti seppe coniugare una solida formazione classica, su cui innestò negli anni Trenta la sua personale declinazione del razionalismo, con la propensione ad esplorare i nuovi campi di indagine dell’arte e dell’architettura, coltivando un interesse fecondo verso le nuove forme sperimentali di conoscenza della realtà che si profilavano negli anni Cinquanta e Sessanta in campo artistico e scientifico.

Tra i suoi progetti più importanti, il complesso di Corso Italia a Milano, il progetto del villaggio olimpico per Roma 1960, il complesso Watergate a Washington.

La complessità dell’opera architettonica di Luigi Moretti viene illustrata attraverso disegni, modelli, fotografie d’epoca raggruppati in sezioni tematiche (i primi studi su Michelangelo e il Barocco, le architetture per il regime fascista, la ricostruzione fra Milano e Roma, le riflessioni sulla casa dell’uomo e le residenze collettive, l’esperienza americana, il rapporto fra la struttura e la forma, la spazialità urbana, l’architettura sacra, gli studi sullo spazio), che rendono testimonianza dei nodi teorici su cui il suo pensiero critico s’incentra, dalla percezione cinetica e temporale dell’architettura alla spazialità e alla ricezione del linguaggio barocco, dal confronto tra barocco e arte informale al legame fertile con la storia dell’architettura e dell’arte, e con il mondo della scienza.

V.R.

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