Saie Smart House 2015 al taglio del nastro | Architetto.info

Saie Smart House 2015 al taglio del nastro

Da Confindustria al mondo delle professioni tecniche, ecco gli interventi principali della cerimonia di apertura del Saie 2015

Da sinistra: Duccio Campagnoli, presidente BolognaFiere; Virginio Merola, sindaco di Bologna;  Monsignor Sorondo; Giorgio Squinzi, presidente Confindustria
Da sinistra: Duccio Campagnoli, presidente BolognaFiere; Virginio Merola, sindaco di Bologna; Monsignor Sorondo; Giorgio Squinzi, presidente Confindustria
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E’ stato inaugurato il Saie 2015, il salone dell’edilizia e delle costruzioni di Bologna. Un’edizione speciale più forse di altre, visto che dopo la celebrazione del suo primo mezzo secolo di vita, l’evento ha deciso di ripartire da una formula e una veste interamente nuova.

“Abbiamo deciso di porre al centro l’importanza dell’uso della tecnologie nelle costruzioni per riuscire a realizzare una nuova casa e nuove città. Un attenzione maggiore all’ambiente circostante, la riqualificazione urbana e il risparmio energetico per rilanciare il settore dell’edilizia”, così Duccio Campagnoli, presidente di BolognaFiere, ha presentato “Saie Smart House”, alla presenza di un importante afflusso di gente e di addetti ai lavori che hanno gremito le sale del convegno inaugurale e i tanti corsi di formazione organizzati dalla Saie Academy.

La riqualificazione energetica, la ristrutturazione degli edifici e la cura dei luoghi del vivere comune sono i pilastri su cui si poggia questa nuova edizione che segna un cambio di rotta e che ha scelto di puntare sull’innovazione tecnologica e sul concetto del costruire in maniera ecosostenibile. Punti considerati fondamentali per non farsi sopraffare dalle nuove sfide del mercato dell’edilizia. Un tema che coinvolge in primo luogo le città, chiamate a cambiare veste e forma riqualificando il proprio territorio e riutilizzando edifici e spazi in disuso per un nuovo modello di comunità.

“Il Saie è da sempre la fiera di riferimento dell’edilizia negli anni si è sempre più trasformato in uno strumento di politica industriale per il nostro settore, quindi è un piacere per me particolare essere qui”, ha dichiarato Giorgio Squinzi, presidente Confindustria, nel suo intervento d’apertura. “Noi come Confindustria riteniamo che il settore dell’edilizia stia attraversando una crisi profonda perché tra i vari comparti produttivi del nostro Paese è uno di quelli che ha sofferto di più in questi anni. Abbiamo necessità di cambiare la situazione e lo si deve fare in maniera intelligente e virtuosa”.

Il presidente degli industriali italiani ha centrato in pieno quello che rappresenta il tema di questa edizione del Saie, che quest’anno ha individuato tre grandi aree tematiche su cui incentrare il dibattito: progettare, costruire e abitare, sottolineando come sia indispensabile muoversi per recuperare il ritardo accumulato negli anni “Investire sulle infrastrutture materiali ma anche su quelle di tipo immateriale come la banda larga che contribuiscono in maniera straordinaria alla competitività. E Saie in questo caso è una grande vetrina. Noi come Confindustria insieme alla nostra associazione di settore Ance abbiamo preparato una serie di proposte che abbiamo sottoposto al Governo per la legge di stabilità del 2016. In questo modo diamo degli input su cui lavorare per contribuire alla ripartenza di questo settore. Perché non possiamo dimenticare che l’edilizia è fondamentale”.

Ma l’inaugurazione di oggi è stata l’occasione per parlare di problemi legati all’innalzamento delle temperature ai problemi legati al clima e di come l’edilizia giochi un ruolo fondamentale nel futuro del pianeta sui temi della tutela ambientale. A rilanciare la necessità di dover fare presto il climatologo Luca Mercalli che ha snocciolato una serie di dati in merito: “Se non ci muoviamo ora cambiando il nostro stile di vita, cercando di ridurre i consumi, il rischio è di arrivare a fine secolo a una vera e propria catastrofe ambientale” Il Climatologo ha descritto il rischio legato all’aumento di cinque gradi della temperatura della terra e dell’innalzamento di un metro del livello del mare “Questo creerà dei profughi ambientali. Una nuova figura che fino a oggi non conoscevamo”.

Centrale l’intervento di Monsignor Sorondo, il grande ospite di questa apertura del Saie – che ha evidenziato come siano proprio gli ultimi a subire in maniera negativa gli effetti dei cambiamenti climatici e di come papa Francesco nella sua enciclica abbia toccato più di un aspetto legato alla questione del “vivere comune”. “Non si tratta solo di rispettare l’ambiente ma è anche una questione sociale e di giustizia. Ecologia vuol dire tenere ordinata la casa e nella sua enciclica papa Francesco ha voluto evidenziare proprio questo. Il tema è sia religioso che scientifico. Nel primo caso è un richiamo agli insegnamenti di san Francesco e all’importanza di rispettare il mondo circostante, dall’altro è incentrato su aspetti scientifici come l’importanza di ridurre i consumi di carburanti fossili e ripensare le città in un’ottica più includente”.

Presenti al Saie erano Gabriele Buia, vice Presidente ANCE, Leopoldo Freyrie, Presidente CNAPPC, Armando Zambrano, Presidente CNI, Maurizio Savoncelli, Presidente CNGeGL. Tutti e quattro hanno sottolineato l’importanza di lavorare verso la direzione del ri-uso e ri-utilizzo dell’esistente tenendo però ben presente che questo lo si può fare se c’è un coordinamento unico e un coinvolgimento attivo da parte delle istituzioni. “Non basta però creare una cassetta degli attrezzi fatta di buone norme, occorre anche una progettualità che abbia una reale visione di ciò che si vuole realizzare sui nostri territori – spiega Leopoldo Freyrie, Presidente CNAPPC – Ma per farlo bisogna coinvolgere tutti a partire dai cittadini che devono diventare persone consapevoli e attente a ciò che li circonda”.

Presentato in apertura di Saie anche il “Rapporto 2015 – Il Sistema delle Costruzioni in Italia” elaborato da Federcostruzioni, che ha messo in luce le previsioni aggregate di un comparto che nel 2014 pesava in termini di valore della produzione oltre 403 miliardi di euro e circa 2.600.000 posti di lavoro (il 12% dell’occupazione nazionale).

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