Shepard Fairey, a private collection | Architetto.info

Shepard Fairey, a private collection

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E’ uno degli artisti più famosi e quotati della street art. Era il 1989 quando, ancora studente di design, crea la sticker campaign “Andrè The Giant Has a Posse”, tuttora in corso con la sigla “Obey Giant”. E se il punto di partenza di Shepard Fairey è il fertile terreno delle subculture di strada, i suoi richiami più evidenti sono l’artista americana Barbara Kruger e i movimenti radicali degli anni Settanta, assieme alle influenze (dichiarate) di Heidegger e Marshall McLuhan.

Poi qualche anno fa, nel 2008, ha tappezzato la Grande Mela con un mega poster raffigurante Obama accompagnato dalla scritta «HOPE». A dirla tutta anche a Milano era apparso un suo manifesto, esattamente in via Vigevano. Ma, confuso per non si sa cosa, si è deciso di coprirlo con della pittura (di un colore neanche troppo definito).

Ora 60 sue opere arrivano alla galleria Mondo Bizzarro (via Reggio Emilia 32 c/d) di Roma, provenienti da una collezione privata e raccolte nel corso degli ultimi dieci anni. Sessanta opere, tra serigrafie e pezzi unici, molte delle quali rarissime e mai viste prima in Italia.

Per l’occasione sarà pubblicato anche un catalogo, il primo in italiano, dedicato all’artista statunitense.

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