Smart Infrastructures: infrastrutture verdi e blu per Trento | Architetto.info

Smart Infrastructures: infrastrutture verdi e blu per Trento

Le Green Infrastructures per il futuro dello sviluppo e per la resilienza della città: è questa la sfida di Trento di cui si parlerà durante un incontro il 7 dicembre. Fra i relatori Maria Beatrice Andreucci

A.Codemo- Master Thesis Research- Visione del futuro di Trento
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Rigenerazione di aree marginali come potenziali riserve di resilienza: sarà questo il tema al centro di un incontro in cui si parlerà di Green Infrastructures e smart infrastructures come fattori essenziali per il futuro sviluppo della città di Trento. L’evento, gratuito fino ad esaurimento posti, si svolgerà il 7 dicembre nella Sala Falconetto.

Trento punta a mettere in rilievo la propria vivibilità e il suo essere città con appeal ed è per questo che lancia una sfida che risiede nell’attivazione e rigenerazione delle aree marginali come potenziali riserve di resilienza. L’occasione per sviluppare e valutare il tema sarà l’incontro del 7 dicembre, in cui si presenteranno i progetti del programma “Trento Urban Challenge” e in cui interverrà anche Maria Beatrice Andreucci, (leggi qui l’intervista) architetto paesaggista, economista, Master of Business Administration e dottore di ricerca in Progettazione Ambientale all’Università La Sapienza di Roma, nonché autrice del libro Progettare Green Infrastructure, edito da Wolters Kluwer, che indaga proprio sul tema della resilienza urbana e dell’importanza delle infrastrutture verdi e dei servizi ecosistemici.

L’evento s’inscrive nella cornice delle “Urban Challenge” della Climate KIC, per cui Trento è stata scelta come una delle sette sedi a livello Europeo. L’iniziativa voluta all’interno della comunità che si occupa della conoscenza e dell’innovazione sui temi del cambiamento climatico, punta a fornire alle amministrazioni comunali una soluzione a delle problematiche da loro individuate.

Per la città di Trento il tema individuato è quello della “Misurazione, valutazione, monitoraggio e/o comunicazione dei valori delle aree marginali“. A dare impulso allo sviluppo dei contenuti tecnico-scientifici dell’iniziativa sono la Fondazione Edmund Mach, Hub Innovazione Trentino e Università di Trento. Saranno selezionate alcune idee innovative che si confronteranno sulla formulazione di soluzioni rispetto al tema individuato dalla città di Trento e queste parteciperanno il giorno 6 dicembre ad un momento di confronto, per essere presentate durante l’evento del 7 dicembre.

La riattivazione di aree marginali, con i loro beni naturali e culturali, è cruciale se si vogliono incentivare relazioni sociali e di comunità, migliorare il microclima urbano, favorire produttività ed innovazione. La marginalità è quindi al centro del futuro di Trento, recuperare e rivalorizzare le aree di fondovalle inattive o sottoutilizzate, di proprietà pubblica e privata, significa dar loro un nuovo significato ed importanza.

Interverranno, inoltre, fra gli altri Giovanna Ulrici del Comune di Trento, Sonja Gantioler (TUM), Luisella Codolo (Comune di Trento), Bruno Zanon (UNITN-STEP), Susanna Serafini (Ordine Architetti), Giovanni Maria Barbareschi (Ordine Ingegneri), Federico Giuliani (Ordine Agronomi-Forestali), Mirko Demozzi (Ordine Geologi).

La sfida risponde agli obiettivi europei (European Urban Agenda) e a quelli territoriali, ovvero zero consumo di suolo, mitigare gli impatti climatici, migliorare la gestione delle acque, valorizzare i paesaggi ed i valori ambientali e sociali, salvaguardare la biodiversità e rispondere alle sfide del cambiamento climatico urbano (come le isole di calore).

La partecipazione all’evento è gratuita fino a esaurimento posti ma per motivi organizzativi è raccomandata l’iscrizione a questo sito.

Scarica ilprogramma completo dell’evento in fondo all’articolo.

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