Steve McCurry | Architetto.info

Steve McCurry

wpid-2572_px.jpg
image_pdf

Era giugno del 1985 quando il National Geographic usciva in un numero destinato a diventare la cover-icona della storia contemporanea del giornalismo: il volto ritratto era la Ragazza afghana di Steve McCurry, la quale identità fu scoperta solo nel 2002. Dietro l’intensità dello sguardo catturato si cela l’esperienza da fotoreporter di McCurry, diventata modello per intere generazioni.

Al Macro Testaccio di Roma c’è tempo fino al 29 aprile per quello che può essere pensato come l’evento principe della fotografia nel 2012: la grande mostra dedicata a Steve McCurry, che raccoglie oltre 200 fotografie selezionate dal suo vasto repertorio frutto di oltre 30 anni di straordinaria carriera di fotografo e di reporter. C’è la Ragazza afghana, ma ci sono anche per la prima volta i lavori più recenti, dal 2009 al 2011: il progetto The last roll con le immagini scattate in giro per il mondo utilizzando l’ultimo rullino prodotto dalla Kodak. Sono presenti anche gli ultimi viaggi in Thailandia e in Birmania con una spettacolare serie di immagini dedicate al Buddismo, un lavoro inedito su Cuba e, nell’anno in cui si festeggia il 150° anniversario, una selezione delle sue “fotografie italiane”, omaggio all’Italia frutto dei ripetuti soggiorni effettuati nel corso di quest’anno in varie città e regioni appositamente per questo evento.

La cura della mostra e il progetto di allestimento sono di uno dei maggiori protagonisti del design e della cultura dell’immagine in Italia, Fabio Novembre. Le foto sono state scelte non con criteri spazio-temporali, ma per assonanza di soggetti e di emozioni, cercando i fili comuni e gli impensabili legami che accomunano luoghi e persone seppure in latitudini diverse. L’allestimento è pensato come un villaggio nomade con una serie di volumi che si compenetrano tra loro per restituire quel senso di umanità che si respira nelle foto di McCurry.

V.R.

Copyright © - Riproduzione riservata
Steve McCurry Architetto.info