Strangers. Tra Informale e Pop dalle collezioni GAM | Architetto.info

Strangers. Tra Informale e Pop dalle collezioni GAM

wpid-2740_eduardochillida.jpg
image_pdf

C’è tempo fino al 10 giugno 2012 per visitare la mostra al Gam – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino dedicata alla riscoperta delle collezioni del museo e alla valorizzazione del suo ruolo all’interno della storia recente dell’arte.

Strangers, ordinata da Riccardo Passoni negli spazi dell’Exhibition Area del primo piano del museo, offre ai visitatori l’opportunità di scoprire un importante segmento per lo più sconosciuto della ricca collezione del Gam, approfondendo la storia della politica di acquisizioni, in questo caso di arte “straniera”, che negli anni ha permesso di annoverare la GAM tra i primi musei d’arte moderna e contemporanea in Italia e tra i più conosciuti in Europa.

Il museo, che mantenne una natura fortemente radicata al territorio almeno fino agli anni Venti del Novecento, solo nel secondo dopoguerra si aprì ad una visione internazionale, grazie all’intensificarsi di una campagna di acquisizioni rivolta non solo all’arte nazionale. Ed è proprio da questo periodo che parte l’analisi per la scelta delle 60 opere in mostra, perché da quel momento ha inizio un vero e proprio svecchiamento delle collezioni Gam. Tra il 1951 e il 1961 vengono organizzate a Torino 7 mostre dal titolo Pittori d’Oggi. Francia Italia, e da queste rassegne confluiscono in collezione importanti lavori di artisti internazionali. Con la fine della guerra riprende inoltre la consuetudine di acquisire opere alle Biennali di Venezia, e da importanti gallerie e collezionisti privati, che in quegli stessi anni si inseriscono in un tessuto culturale in continuo fermento.

Il primo acquisto davvero ardito del museo alla Biennale risale al 1954: Scultura di silenzio “Corneille” di Hans Arp del 1942, che apre la mostra in una sala a lui dedicata e nella quale il pubblico potrà trovare esposte anche 5 serigrafie del 1959.

Le altre sezioni della mostra presentano i linguaggi artistici internazionali che dalla metà degli anni Cinquanta e fino agli anni Settanta hanno caratterizzato le annessioni alla GAM. Si tratta della consistente presenza Informale (con, tra le altre, opere di André Masson, Wols, Roger Bissiere, Hans Hartung e Pierre Soulages), delle ricerche ottico-geometriche di Beverly Pepper fino al nucleo di arte Pop americana, giunto in museo grazie ai notevoli acquisti degli anni Sessanta (e grazie ai quali confluì anche l’unica opera alla GAM di Pablo Picasso) che comprende il capolavoro di Andy Warhol Orange Car Crash del 1963 e undici serigrafie di autori americani come Roy Lichtenstein, James Rosenquist, Tom Wesselmann, o inglesi come Allen Jones, e Peter Phillis, tutte in origine contenute in un’unica cartella acquistata dal museo nel 1967 dalla galleria Sperone.

V.R.

Copyright © - Riproduzione riservata
Strangers. Tra Informale e Pop dalle collezioni GAM Architetto.info