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Conto Termico 2016: criteri di ammissibilità e calcolo degli incentivi

Dalla guida Ance al Conto Termico 2016, in vigore dal 31 maggio, un focus sulle modalità di calcolo e i criteri di ammissibilità agli incentivi

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Dal 31 maggio 2016 sarà in vigore il nuovo Conto Termico 2016. Regolato dal decreto 16 febbraio 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 2 marzo 2016, questo Conto Termico 2016 va a sostituire quello precedente, emanato a fine 2012. Secondo l’Ance, che ne ha fornito una completa e aggiornata guida all’accesso, il Conto Termico 2016 aggiorna e semplifica le modalità di incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica di edifici esistenti e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
In questo focus vediamo i criteri di ammissibilità agli incentivi e la metodologia di calcolo degli stessi.

Criteri di ammissibilità agli incentivi
L’Allegato I del decreto definisce i criteri di ammissibilità agli incentivi, sia per gli interventi di incremento dell’efficienza energetica, cui accedono solo le Amministrazioni Pubbliche, che per gli interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili, cui accedono sia i soggetti privati che le Amministrazioni Pubbliche.

Nel caso di interventi di incremento dell’efficienza energetica, i requisiti tecnici di soglia, in termini di trasmittanza massima delle strutture opache e trasparenti e di rendimento termico utile minimo dei generatori di calore a condensazione, sono dettagliati nelle Tabelle 1 e 2 del decreto.

Si sottolinea che, per i soli interventi di isolamento termico di superfici opache, in alternativa al rispetto delle trasmittanze di soglia, nel caso in cui per l’edificio oggetto dell’intervento sia stata dichiarata la fine dei lavori e sia stata presentata la richiesta di iscrizione al Catasto edilizio urbano prima del 29 ottobre 1993 (data di entrata in vigore del D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412), ai fini dell’accesso all’incentivo è necessario ottenere un miglioramento dell’indice di prestazione energetica almeno del 50% rispetto al valore precedente alla realizzazione dell’intervento stesso.

Per quanto riguarda gli interventi di ristrutturazione importante o riqualificazione, tali da trasformare gli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero”, l’attestato di prestazione energetica redatto successivamente alla realizzazione degli interventi deve riportare la classificazione di “edificio a energia quasi zero”, ovvero l’edificio deve rispettare i requisiti indicati al paragrafo 3.4 del D.M. 26 giugno 2015 concernente le metodologie di calcolo della prestazione energetica e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici.

Per gli interventi relativi all’installazione di sistemi di building automation, è consentito l’accesso alle sole tecnologie afferenti almeno alla classe B della norma UNI EN 152323.

Ulteriori criteri di ammissibilità, tra cui la necessità, ai fini dell’accesso agli incentivi, che l’installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti sia abbinata alla realizzazione dell’isolamento termico dell’involucro o alla sostituzione degli infissi, sono specificati nello stesso Allegato I.

Nel caso di interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili, i requisiti prestazionali per i diversi tipi di intervento, quali i coefficienti di prestazione minimi, i rendimenti termici utili, le emissioni in atmosfera, i certificati di conformità richiesti, la manutenzione, ecc., sono dettagliati nel punto 2 dell’Allegato.

Tra i criteri di ammissibilità si evidenzia la condizione, ai fini dell’accesso agli incentivi, che i generatori di calore alimentati da biomassa siano installati in sostituzione di generatori di calore funzionanti a biomassa, a carbone, a olio combustibile o a gasolio per la climatizzazione invernale degli edifici esistenti, incluse le serre esistenti e i fabbricati rurali esistenti. Sono invece esclusi dall’incentivo gli impianti che utilizzano la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

Metodologia di calcolo degli incentivi
L’Allegato II definisce la metodologia di calcolo degli incentivi.
Per gli interventi di incremento dell’efficienza energetica, rivolti alle sole Pubbliche Amministrazioni, l’incentivo totale, cumulato per gli anni di godimento, è riconosciuto come una percentuale della spesa ammissibile sostenuta per l’intervento. Tale percentuale è fissata pari al 40%, a eccezione dei seguenti casi:
– per interventi che riguardano l’isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume riscaldato degli edifici, realizzati nelle zone climatiche E ed F, la percentuale incentivata della spesa ammissibile è pari al 50%;
– per interventi che prevedano, oltre ad un intervento di isolamento termico delle superfici opache, anche interventi sugli impianti, la percentuale incentivata della spesa ammissibile è pari al 55% per ognuno degli interventi;
– per gli interventi di trasformazione degli edifici esistenti della P.A. in edifici a energia quasi zero, la percentuale incentivata della spesa ammissibile è pari al 65%.

Le spese ammissibili sono descritte all’art. 5 del decreto e comprendono smontaggio e dismissione degli impianti esistenti, fornitura e posa in opera dei materiali/impianti, eventuali demolizione, recupero/smaltimento e ricostruzione degli elementi costruttivi dell’involucro e degli impianti, le prestazioni professionali connesse alla realizzazione degli interventi e alla redazione di diagnosi energetiche e attestati di prestazione energetica, ecc..

In particolare, le spese sostenute per la diagnosi preliminare e la redazione dell’attestato di prestazione energetica successivo all’intervento sono incentivate nella misura del 100% per i soggetti pubblici o le ESCo che eseguono l’intervento per conto delle Amministrazioni pubbliche.

La Tabella 5, di seguito riportata, indica il costo unitario massimo ammissibile ed il valore massimo dell’incentivo per ogni tipologia di intervento. Per l’isolamento termico dell’involucro edilizio, ad esempio, il costo unitario massimo varia tra 80 a 250 €/m2, a seconda dei casi, e l’incentivo massimo erogabile è pari a 400.000 euro. Per la diagnosi e la redazione dell’attestato di prestazione energetica, il cui incentivo è specificamente trattato nel punto 3 dell’Allegato II, il costo unitario massimo varia tra 1,00 e 3,50 €/m2 a seconda della destinazione d’uso e della superficie utile dell’immobile, e il valore massimo erogabile varia tra 5.000 per gli edifici residenziali e 18.000 euro per ospedali e case di cura.

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(*) Per interventi realizzati nelle zone climatiche E e F la percentuale incentivata della spesa ammissibile è pari al 50%.
(**) Per interventi che prevedano, oltre ad un intervento di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a), anche un intervento di cui all’articolo 4, comma 1, lettera c), o articolo 4, comma 2, lettere a), b), c) o e), la percentuale incentivata della spesa ammissibile è pari al 55% per ognuno degli interventi.

Per gli interventi di produzione di energia da fonti rinnovabili, a eccezione degli impianti solari termici/solar cooling e degli scaldacqua a pompa di calore (per i quali il beneficio è determinato diversamente), l’incentivo annuo è proporzionale alla produzione stimata di energia termica in un anno per lo specifico impianto, attraverso un coefficiente di valorizzazione dell’energia. La determinazione è effettuata attraverso le formule e le Tabelle di cui al punto 2 dell’Allegato II e dipende da diversi fattori quali, ad esempio, il coefficiente di prestazione dell’impianto, la potenza termica nominale, la zona climatica, ecc..

Per gli impianti solari termici – solar cooling, l’incentivo è proporzionale alla superficie solare lorda dei collettori, mentre per gli scaldacqua a pompa di calore l’incentivo consiste nel 40% della spesa sostenuta per l’acquisto, con un tetto fino a 700 euro per i prodotti con le maggiori capacità.

Le spese sostenute per la diagnosi energetica preliminare e la redazione dell’attestato di prestazione energetica successiva all’intervento sono incentivate nella misura del 50% per i soggetti privati e del 100% per i soggetti pubblici o per le ESCo che agiscono per loro conto.

Diagnosi e attestato di prestazione energetica sono obbligatori per tutti gli interventi di produzione di energia termica (tranne che per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi a pompa di calore e per installazioni di collettori solari termici abbinati a sistemi per la produzione di calore di processo e ad impianti asserviti a reti di teleriscaldamento o teleraffrescamento), realizzati su interi edifici con impianti di riscaldamento di potenza nominale totale maggiore o uguale a 200 kW. I costi unitari massimi e il valore massimo dell’incentivo per tali prestazioni professionali sono trattati al punto 3 dell’Allegato II.

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