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Decreto fiscale: niente deroga sul regime forfetario per chi sfora di poco

Respinta la proposta di un’imposta al 27% per chi supera di 15mila euro il tetto dei compensi. Vediamo a che punto siamo allora sul Regime dei minimi e il decreto fiscale

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Il decreto fiscale approvato dal Parlamento non contiene la misura che prevedeva la possibilità, per le Partite Iva in regime fiscale agevolato, di applicare un’imposta forfettaria del 27% nel caso di superamento fino a 15mila euro e per un massimo di due volte, anche non consecutive, nell’arco di cinque anni, dei limiti di reddito previsti per l’adesione al regime dei minimi.

La proposta, avanzata durante l’esame per la conversione del Decreto legge n. 193/2016 per venire incontro ai contribuenti minimi che occasionalmente superano le soglie medie di reddito, aveva ricevuto i rilievi della Ragioneria dello Stato ed è stata stralciata per motivi di copertura finanziaria. Allo stato delle cose e salvo colpi di scena in sede di discussione della Legge di Stabilità, chi oltrepasserà il tetto dei compensi stabilito per la propria attività, passerà automaticamente alla tassazione ordinaria.

Regimi fiscali 2017
Il riordino dei regimi fiscali operato dalla Legge Delega Fiscale, prevede la riduzione del numero dei regimi contabili da 5 a 3:
• regime forfettario 2017,
• regime ordinario 2017;
• regime ordinario semplificato 2017.

Il regime dei minimi, fatta eccezione per qualche caso particolare, è stato sostituito dal regime forfettario con aliquota agevolata a 5% per 5 anni per le nuove imprese, con coefficienti di reddito 2017 e specifiche soglie di ricavi diverse in base alla categoria dell’attività svolta, distinte in base al Codice Ateco:
• Alimentari, bevande: dai 35.000 ai 45.000, redditivitità 40%;
• Commercio (ingrosso e dettaglio): dai 40 mila a 50 mila, redditivitità 40%;
• Commercio ambulante (alimenti e bevande): dai 30 mila attuali a 40 mila, redditivitità 40%;
• Commercio ambulante altri prodotti: dai 20 mila di oggi a 30 mila, redditivitità 54%;
• Costruzioni, immobiliari: dai 15.000 di oggi a 25.000, redditivitità 86%;
• Commercio (intermediari): dai 15 mila di oggi a 25 mila, redditivitità 62%;
• Servizi alloggio e ristorazione: dai 40 mila a 50 mila, redditivitità 40%;
• Attività dei professionisti: dai 15.000 di oggi a 30.000, redditivitità 78%;
• Altre attività: dai 20.000 di oggi a 30.000, redditivitità 67%.

Possono accedere al regime forfetario le persone fisiche che esercitano un’attività di impresa, arte o professione in forma individuale e abbiano conseguito ricavi o percepito compensi annuali non superiori ai limiti indicati (comma 112 della Legge di Stabilità 2016).

Cosa cambia per il regime dei minimi?
Il regime dei minimi confluirà nel nuovo regime forfetario con un’unica aliquota sostituiva dal 5% al 15%. Saranno introdotti coefficienti di redditività e nuove soglie ricavi.
La permanenza nel regime dei minimi, attualmente fissata a 5 anni e in deroga solo per i contribuenti che non hanno compiuto 35 anni, con il nuovo regime forfetario 2017 non avrà più limiti di durata e di età per chi apre una nuova partita Iva dal 1° gennaio del prossimo anno.
Inoltre, saranno introdotte una serie di semplificazioni come l’esclusione dal pagamento e dichiarazioni di Irap e Iva e l’esonero dall’obbligo di registrazione e di tenuta delle scritture contabili.

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