Fiscalità immobiliare: i chiarimenti della circolare 27/E del 13 giugno 2016 | Architetto.info

Fiscalità immobiliare: i chiarimenti della circolare 27/E del 13 giugno 2016

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 27/e del 13 giugno 2016, ha fornito una serie di chiarimenti sui temi catastali, sui bonus fiscali per la casa, i contratti di locazione, il leasing abitativo, ma anche telefonia mobile e impianti eolici

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Sulla base di quanto espresso nella Circolare 27/E, proviamo a riassumere per punti le questioni principali.

CM n. 27/E/2016: i chiarimenti in tabella

Fabbricati collabenti: Per tali tipologie di immobili che riguardano sia abitazioni sia fabbricati produttivi, quando lo stato di fatto non consente comunque l’iscrizione in altra categoria catastale, risulta attribuibile la destinazione F/2 – Unità collabenti, essendo soddisfatti i presupposti di individuazione e/o perimetrazione del cespite.

N.B.: la Direzione centrale catasto e cartografia con la nota n. 29439 del 2013 ha chiarito che l’attribuzione della categoria F/2 non è ammissibile quando il fabbricato che si vuole censire risulta comunque iscrivibile in altra categoria catastale, o non è individuabile e/o perimetrabile.

Fabbricati in corso di costruzione e in corso di definizione: Il Comune ha facoltà di produrre sempre, quindi, anche per le unità immobiliari impropriamente censite nelle categorie F/3 – Unità in corso di costruzione ed F/4 – Unità in corso di definizione, segnalazioni al competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Telefonia mobile e impianti eolici: Dal 1° luglio 2016, gli elementi di rete e le infrastrutture realizzate per le istallazioni di telefonia mobile disciplinate dall’art. 86 del Codice delle comunicazioni elettroniche (tra cui, ad esempio, tubature, piloni, cavidotti, pozzi di ispezione, pozzetti, centraline, edifici o accessi a edifici, installazioni di antenne, tralicci e pali) non devono essere presi in considerazione nella determinazione della rendita catastale. Per le strutture di sostegno degli aerogeneratori delle centrali eoliche, più che di semplici pali, trattasi di vere e proprie torri, spesso accessibili al loro interno e talvolta dotate di strutture di collegamento verticale. Le caratteristiche tipologico-costruttive di tali strutture, nelle quali è possibile riconoscere i caratteri della solidità, della stabilità, della consistenza volumetrica, nonché della immobilizzazione al suolo, così come indicato nella circolare n. 2/E del 1° febbraio 2016 dell’Agenzia delle Entrate, portano ad annoverare le stesse tra le “costruzioni” e, come tali, quindi, da includere nella stima diretta finalizzata alla determinazione della rendita catastale della centrale eolica.

Revisione della rendita catastale ex comma 335: La revisione della categoria sorge laddove quella originariamente assegnata sia inappropriata rispetto a quella già attribuita ad altre unità aventi medesime caratteristiche. Gli Uffici competenti dell’Agenzia delle Entrate svolgono una verifica generalizzata dei classamenti attribuiti a tutte le unità immobiliari ubicate in specifici contesti territoriali (microzone) in cui sia stato riscontrato un anomalo scostamento nei rapporti tra valori medi di mercato e valori medi catastali, in base a sistema di revisione parziale del classamento avviato, su istanza dei comuni.

Rendita autonoma per gli “imbullonati”: Dal 1° gennaio 2016, per gli impianti fotovoltaici dichiarati autonomamente in catasto, vanno considerate, tra le componenti immobiliari oggetto di stima, il suolo (quando trattasi di impianti a terra), ovvero l’elemento strutturale (solaio, copertura) su cui sono ancorati i pannelli fotovoltaici (quando trattasi di impianti realizzati su costruzioni), gli eventuali locali tecnici che ospitano i sistemi di controllo e trasformazione e le sistemazioni varie, quali eventuali recinzioni, platee di fondazione, viabilità, ecc., posti all’interno del perimetro dell’unità immobiliare. Con specifico riferimento alle installazioni fotovoltaiche realizzate su edifici e su aree di pertinenza di fabbricati o unità immobiliari si precisa che non sussiste l’obbligo di accatastamento come unità immobiliari autonome, in quanto possono assimilarsi agli impianti di pertinenza degli immobili.

Impianti di risalita: La legge di stabilità 2016 ha innovato solo i criteri di stima catastale delle unità immobiliari a destinazione speciale e particolare censibili nelle categorie dei Gruppi D e E, tra cui sono compresi gli impianti di risalita come funi, carrelli, sospensioni, cabine e motori. Conseguentemente, rimangono immutate le modalità di censimento in catasto delle stesse, anche in merito alla attribuzione della corretta categoria catastale.

Accatastamento unico e unione di fatto ai fini fiscali: Non è sufficiente richiedere ai competenti Uffici dell’Agenzia delle Entrate solo l’inserimento di un’apposita annotazione negli atti catastali, senza che siano state presentate le dichiarazioni di variazione.

Solidarietà in tema di imposta di registro: Come noto la Stabilità 2016 ha introdotto l’obbligo, per il solo proprietario, di registrare il contratto di locazione nel termine perentorio di trenta giorni dalla data della sua stipula. Tale disposizione ha natura meramente civilistica, conseguentemente, non è cambiata la disciplina dell’imposta di registro che prevede la solidarietà nel pagamento dell’imposta da entrambe le parti contraenti. Rimane salva la possibilità di fruire del ravvedimento operoso.

Proroga tacita del contratto: La proroga, anche tacita, del contratto di locazione deve essere sempre comunicata mediante il modello RLI, entro trenta giorni dall’evento e dopo aver pagato l’eventuale relativa imposta.

Prima casa: Nel caso in cui non venga rispettato l’obbligo di alienazione dell’immobile precedentemente posseduto entro un anno dall’acquisto del nuovo, con l’agevolazione “prima casa”, il contribuente può avvalersi delle procedure descritte nelle Risoluzioni nn. 105/2011 e 112/2012. Si ricorda che con tali documenti di prassi l’Agenzia aveva indicato le modalità per comunicare l’impossibilità di assolvere agli impegni assunti al momento dell’acquisto della “prima casa di abitazione” ed evitare l’applicazione della sanzione amministrativa, o corrisponderla in misura ridotta, beneficiando dell’istituto del ravvedimento operoso.

N.B.: il soggetto che risulti già proprietario nel comune di una abitazione non acquistata con l’agevolazione “prima casa”, non può comprare una nuova casa nello stesso comune beneficiando del bonus prima casa, anche se s’impegna a vendere entro un anno l’immobile precedentemente posseduto.

Leasing abitativo: I requisiti anagrafico (se si hanno 35 o più anni, i vantaggi fiscali sono dimezzati) e reddituale (non oltre i 55mila euro) per accedere alla detrazione delle spese sostenute per i contratti di leasing abitativo devono essere verificati solo al momento della stipula del contratto. L’Agenzia sul punto ha chiarito che risulta irrilevante il fatto che, durante il periodo di fruizione dell’agevolazione, si raggiungano i 35 anni di età o si dichiari un reddito complessivo superiore al tetto indicato.

Bonus mobili: Allo scopo di poter beneficiare del bonus per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici l’Agenzia ha chiarito che tra gli interventi edilizi che danno accesso al bonus rientrano anche quelli di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione e da cooperative edilizie, che entro diciotto mesi dal termine dei lavori provvedono alla successiva vendita o assegnazione dell’immobile.

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