Foster & Partners "ripensa" la Grand Central Station di New York | Architetto.info

Foster & Partners “ripensa” la Grand Central Station di New York

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Lo studio di architettura Foster + Partners ha presentato la sua proposta per aumentare la capacità del Grand Central Terminal di New York, ampliando i percorsi di accesso e le strade pedonali. Chiamata anche Grand Central Station o semplicemente Grand Central, la stazione ferroviaria è stata aperta nel 1871 e dispone di 44 banchine e 67 binari. Punto di riferimento per abitanti e turisti, e tra gli spazi civici più belli della città, la struttura è diventata, nel corso del tempo, vittima del suo stesso successo.

L’edificio è stato progettato per essere utilizzato da 75.000 persone al giorno, ma oggi ne gestisce regolarmente dieci volte quel numero con un massimo di un milione nei giorni di punta. Il risultato è un forte sovraffollamento e collegamenti insufficienti alle linee ferroviarie e della metropolitana. Aggiunto a questo, le strade circostanti sono soffocate dal traffico e i pedoni non dispongono di spazio a sufficienza.

Così la Municipal Art Society di New York ha invitato Foster & Partners e altre due squadre di architetti a ripensare gli spazi pubblici interni ed esterni della stazione.

Il masterplan elaborato da Foster & Partners pone al centro dell’attenzione pedoni e viaggiatori, permettendo al Grand Central Terminal di rappresentare un adeguato snodo dei trasporti del Ventunesimo secolo.

La proposta comprende la pedonalizzazione di Vanderbilt Avenue a ovest della stazione, creando una piazza pubblica all’ingresso delle nuove linee di accesso East Side, circondata da alberi, caffè e arte.

Il progetto include anche ampi marciapiedi e alberi sul lato sud e lungo Lexington Avenue a est, mentre ampi spazi sotterranei porteranno al terminal da Park Avenue a nord. All’interno della stazione, trovano posto grandi atri finalizzati a ridurre la congestione per i viaggiatori delle linee metropolitane.

La qualità di spazio pubblico di una città riflette il livello di orgoglio civico e ha un impatto diretto sulla qualità della vita di tutti i giorni – ha detto Norman Foster -. Con il piano di sistemazione del quartiere, non c’è mai stata una migliore opportunità per affrontare i problemi di accesso del pubblico e di mobilità intorno a una delle più grandi stazioni ferroviarie del mondo”.

O.O.

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