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Gare per servizi di ingegneria e architettura: -14,7% nel 2013

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Nonostante il risultato positivo di dicembre, +25,9% in valore rispetto a dicembre 2012, il 2013 si chiude con un -14,7% in valore sul 2012, facendo scendere il valore annuo messo in gara sotto la soglia dei 500 milioni di euro, il risultato peggiore nella serie storica dal 1999.

In dettaglio, secondo l’aggiornamento al 31 dicembre dell’osservatorio Oice-Informatel, le gare per servizi di ingegneria e architettura rilevate nel mese sono state 287 (di cui 38 sopra soglia), per un importo di 86 milioni di euro (78 sopra soglia). Rispetto al mese di dicembre 2012 il numero delle gare cala del 14,1% e il loro valore cresce del 25,9% (+32,6% sopra soglia e -15,7% sotto soglia).

Fortemente negativo il confronto tra il 2013 e il 2012: in tutto il 2013 sono state bandite 3.675 gare per un importo complessivo di 437,9 milioni di euro e, rispetto al 2012, si osserva un calo dell’1,4% nel numero (+10% sopra soglia e -2,4% sotto soglia) e del 14,7% nel valore (-18,6% sopra soglia e -3,7% sotto soglia).

Sempre troppo alti i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate. In base ai dati raccolti fino a dicembre dall’Oice, il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2011 è al 39%. Meno forti invece sono i ribassi relativi alle gare indette nel 2012 che si collocano su una media pari al 34,4%.

Valutando il valore messo in gara per tipologia di stazione appaltante è da notare che nei dodici mesi del 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012, crescono solo le Regioni (+71,9%) e le università ed enti di ricerca (+39,7%). Sono in calo: amministrazioni dello Stato (-8,5%), consorzi, comunità montane e altro (-76,0%), comuni (-7,3%), province (-58,1%),  ospedali, usl e asl (-60,2%), Iacp (-76,7%) e concessionari e privati sovvenzionati (-0,8%).

Passando al mercato europeo dei servizi di ingegneria e architettura, per gare pubblicate nella gazzetta comunitaria, si rileva che il numero delle gare italiane è passato dalle 299 dei dodici mesi 2012 alle 329 del 2013: +10%. Nell’insieme dei paesi dell’Ue il numero dei bandi per servizi di ingegneria e architettura mostra nello stesso periodo un incremento minore: +1,3%. Rispetto al totale delle gare pubblicate il numero di quelle italiane rimane comunque modesto, solo il 2,2%. Si tratta di un dato di gran lunga inferiore rispetto a quello di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 37,6%, Germania il 16,1%, Polonia il 7,2%, Svezia il 6,3%, Gran Bretagna il 4,3%.

L’andamento delle gare miste, cioè di progettazione e costruzione insieme – appalti integrati, project financing, concessioni di realizzazione e gestione -, è sempre in forte calo: il valore messo in gara nei dodici mesi del 2013 scende del 15,2% rispetto al 2012. Considerando invece da soli gli appalti integrati si rileva la loro crescita sia nel numero, +16,5%, che nel valore, +21,1%.

“Il bilancio del 2013 è negativo, come negli ultimi otto anni. ha dichiarato Patrizia Lotti, presidente Oice –. Ormai il mercato dei servizi di ingegneria e architettura pubblico è ridotto sotto i 500 milioni di euro all’anno, troppo poco per un paese come l’Italia. Ed è così che i progettisti fuggono all’estero dove, fra mille difficoltà, spesso causate dal nostro legislatore, – come è il caso del contributo previdenziale del 4% sulle fatture estere – cercano di sopperire al lento dissolvimento del mercato nazionale. Un mercato nel quale è tutto da valutare anche l’impatto delle verifiche tramite l’Acvpass e la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, strumento potenzialmente idoneo a snellire e sburocratizzare le procedure di gara, ma che al momento appare poco utilizzato dalle stazioni appaltanti nonostante l’obbligo di legge; non vorremmo che la mancata attuazione della banca dati possa rappresentare un ulteriore fattore di incertezza e di contenzioso per un settore che di tutto ha bisogno tranne che di ulteriore caos”.

“Come spesso è accaduto in passato ha continuato Patrizia Lotti – potrebbero però essere le direttive europee, approvate la scorsa settimana, ad accelerare i processi di semplificazione e snellimento procedurale, portando anche il nostro paese ad una riduzione dei costi di partecipazione alle gare. Mi preme segnalare, fra l’altro, come le direttive europee abbiano accolto un principio da anni affermato e promosso dall’Oice: l’aggiudicazione degli incarichi deve avvenire puntando sulla qualità e non sul prezzo che, come prevede la direttiva, potrebbe anche essere fisso e invariabile”.

“L’importante – ha concluso il presidente Oice – sarà, però, applicare correttamente il decreto che reca i parametri per la stima dei corrispettivi in vigore da dicembre perché proprio la mancanza di riferimenti nel 2013 può essere stata la concausa della forte riduzione del mercato”.

 

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