Gli architetti abilitati sono 5.176, il 57,5% dei candidati | Architetto.info

Gli architetti abilitati sono 5.176, il 57,5% dei candidati

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Praticamente inalterata nel 2011, rispetto al 2010, la situazione rilevata tra gli architetti e tra le altre figure attinenti alla facoltà di architettura – conservatore dei beni architettonici ed ambientali, paesaggista e pianificatore territoriale -. A sostenerlo sono i dati dell’ultima ricerca del Centro Studi del Consiglio nazionale degli ingegneri intitolata “L’accesso alle professioni di ingegnere e architetto”.

Tra gli architetti, al lieve calo del numero di candidati – 10.730 contro i 10.985 del 2010 – fa da “contraltare” l’aumento degli abilitati, 5.176 a fronte dei 5.001 del 2010: la quota di abilitati è passata infatti dal 45,5% al 57,5%.

Limitando l’osservazione ai soli architetti della sezione A, i laureati del vecchio ordinamento si dimostrano leggermente più brillanti dei colleghi del nuovo ordinamento: se tra i primi infatti il tasso di successo è pari al 51,2%, tra i “nuovi” architetti il valore scende al 46,5%.

Particolarmente selettivo si dimostra l’università di Sassari dove ha conseguito l’abilitazione professionale 1 solo laureato su 5 che hanno sostenuto l’esame e il Politecnico di Milano dove si è abilitato 1 laureato ogni 4 candidati. Tra i laureati del vecchio ordinamento, il numero di abilitati è sceso a zero a Sassari e ad uno su dieci al Politecnico milanese.

All’opposto, presso la seconda Università di Napoli ha conseguito l’abilitazione professionale poco meno del 90% dei laureati che hanno sostenuto l’esame e valori assai soddisfacenti si rilevano anche nell’altro ateneo napoletano, l’Università Federico II in cui hanno conseguito il titolo abilitante 490 laureati, il 76,7% dei candidati, valore che la colloca al primo posto in Italia per numero di architetti abilitati, sebbene i principali centri d’esame siano il Politecnico di Milano e lo Iuav di Venezia con ben più di 1.000 candidati ciascuno.

Ancora più bassa è la quota di abilitati tra gli architetti juniores: 48%, ma comunque in aumento rispetto al 2010 quando non arrivava al 42%. Così come, tra i colleghi quinquennali, il quadro varia sensibilmente tra ateneo e ateneo, tanto che il tasso di successo varia tra il 17,4% rilevato all’Università di Sassari al 91,9% registrato a Palermo. L’università La Sapienza di Roma si rivela, in tal caso, la sede in cui è stato esaminato il maggior numero di laureati (235), ma con un tasso di successo pari al 28,1% si colloca solo al secondo posto per numero di abilitati, preceduta dal Politecnico di Milano che, tra gli architetti juniores, detiene il primato per quanto riguarda il numero di abilitati: 91, pari al 42,7% dei candidati.

Decisamente migliori appaiono i risultati delle prove per l’abilitazione riguardanti le altre professioni dell’architettura: la quota di laureati che hanno superato l’esame sale infatti al 64,9% tra i pianificatori, al 63,8% tra quelli juniores, al 73,1% tra i conservatori dei beni architettonici ed ambientali e al 60,9% tra i paesaggisti. Si tratta comunque di quantità decisamente minime, considerato che si va dai 19 conservatori abilitati ai 179 pianificatori.

Lo scenario varia tuttavia sensibilmente tra settore e settore: se infatti i pianificatori, sia specialistici che juniores, sono abbastanza distribuiti tra gli atenei italiani, con un picco, in entrambi i casi a Palermo – dove nel 2011 hanno conseguito l’abilitazione professionale 43 pianificatori e 10 pianificatori juniores -, i conservatori sono presenti per la quasi totalità, 13 su 19, a Reggio Calabria, mentre i 53 paesaggisti abilitati sono fortemente concentrati a La Sapienza, 21, e a Genova, 16.

 

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