Gli architetti dicono "basta" all'autoreferenzialita' della politica | Architetto.info

Gli architetti dicono “basta” all’autoreferenzialita’ della politica

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“Ci auguriamo che la boccata di ossigeno per imprese e professionisti che sembra arrivare dalla decisione dell’Unione europea volta a superare i vincoli imposti dal patto di stabilità non si risolva nella solita politica degli annunci e sia poi bloccata dall’inerzia della burocrazia“.

È questo il monito degli architetti italiani all’indomani dell’apertura dell’Unione europea sulla questione debiti commerciali delle amministrazioni pubbliche, contenuta in una nota firmata dai commissari Ue agli affari economici Olli Rehn e all’industria Antonio Tajani. ”Dobbiamo fare tutto quello che è nelle nostre possibilità – si legge nella nota – per assicurare che le imprese vengano pagate per i beni e i servizi che hanno fornito, anche per rispondere alle attuali esigenze di liquidità”.

Ma, soprattutto, si tratta della prima volta che l’esecutivo Ue indica chiaramente che i pagamenti ritardati alle imprese possono essere “scontati” ai fini della vigilanza europea sui conti pubblici: “Mentre il quadro normativo europeo in tema di sorveglianza di bilancio pubblico non prevede uno speciale trattamento per specifiche voci di spesa che incidono sul debito e sul deficit, il Patto di Stabilità e Crescita permette di prendere in considerazione fattori significativi in sede di valutazione della conformità del bilancio di uno Stato membro con i criteri di deficit e di debito del Patto stesso. In tale ambito, la liquidazione di debiti commerciali potrebbe rientrare tra i fattori attenuanti”.

Qui interviene il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, che, senza usare mezzi termini, invita alla prudenza contro i facili entusiasmi, dichiarando anche di aderire con inalterata convinzione alla manifestazione indetta dall’Anci, in tema di mancati pagamenti da parte della pubblica amministrazione per il prossimo 21 marzo.

“Ogni giorno – dicono dal Cnappc – centinaia di studi professionali e imprese chiudono, ogni giorno migliaia di giovani professionisti e di operai rimangono disoccupati, mentre riparte il teatro della politica a cui tutti gli attori vecchi e nuovi contribuiscono a farne un Ballo sul Titanic, indifferente a un Paese reale che affonda ogni giorno di più nonostante i cosiddetti ‘fondamentali’ economici sani”.

Il tempo delle favole è scaduto – conclude il Consiglio nazionale degli architetti – ed è l’ora degli atti coraggiosi e delle strategie politiche chiare, tra cui la prima è assicurare in quindici giorni all’Italia un Governo, qualunque sia, che sul pagamento di tutti i debiti ai suoi cittadini, sul commissariamento immediato della burocrazia inerte, sui tagli drastici ai costi della pubblica amministrazione, sulla messa in sicurezza del patrimonio edilizio e dei territori agisca subito smettendo di giocare sulla pelle di imprese e professionisti e sul futuro dell’Italia.”

“Gli architetti italiani non sopportano più l’auto-referenzialità della politica, le promesse non mantenute, il sentirsi dire che l’Europa “non vuole”, come se l’Europa non fossimo anche noi e non sapessimo che in Germania, Francia o Spagna si possono fare politiche d’investimento che qui non si fanno. Non c’è norma o patto di stabilità al mondo che possa impedire allo Stato di onorare il suo debito con i cittadini: appare invece evidente l’incapacità della nostra classe politica di mettere in mora la Commissione europea, e connessi organismi finanziari internazionali, che senza l’Italia non durerebbe più di due settimane: ora che la Commissione ci dice che si può temiamo il solito rimbalzo delle responsabilità o gli ostacoli posti da chi non vive la realtà del mercato”.

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