Gli architetti dicono "no" ai 45 milioni di euro per gli stadi | Architetto.info

Gli architetti dicono “no” ai 45 milioni di euro per gli stadi

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“Il tema degli stadi, che è sembrato essere diventato fondamentale per gli equilibri politici nella legge di stabilità, è il paradigma di come in Italia si sia perso il senso delle priorità. Tutti auspichiamo, come è ovvio che sia, che gli stadi italiani vengano rifatti per rispondere a criteri di maggiore funzionalità anche per attività commerciali, così da essere utilizzati intensivamente, oltre che per essere più sicuri per chi li frequenta: ma perché mai per questa operazione si sarebbero dovute modificare le norme in vigore a tutto vantaggio dei privati? E perché mai, a differenza di quanto avviene in tutti i  Paesi del mondo, dovrebbe essere lo Stato a investire su iniziative di questo genere, quando altrove il nuovo modello di business nell’utilizzo degli impianti sportivi non richiede denaro pubblico perché i privati trovano l’investimento adeguatamente fruttuoso?”

È questo il primo commento del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori alla questione-stadi contenuta nella Legge di stabilità in discussione al governo. “E’ apprezzabile che Governo e relatori abbiano fatto una doverosa marcia indietro cassando fantasiose ipotesi di modifiche ordinamentali; non altrettanto che sia confermata la volontà di destinare ben 45 milioni di euro per rimpinguare il Fondo di garanzia presso l’istituto del credito sportivo: risorse che ben più utilmente avrebbero potuto essere destinate per costituire un fondo di sostegno ai privati che intendano investire sulla rigenerazione sostenibile del patrimonio edilizio – mettendo in sicurezza i fabbricati – magari in zone a grave rischio sismico o idrogeologico”.

“Considerati i morti e i disastri naturali – con lo ‘zampino’ umano – che affliggono il nostro Paese,  non sarebbe ora di dare il via a interventi di manutenzione e rigenerazione che prevengano gli effetti di sismi o inondazioni, che dal 1945 ad oggi ci sono costati circa 200 miliardi di euro?” “Ci auguriamo che la Camera – dopo la scontata approvazione del Senato con il voto di fiducia – ripensi completamente a come affrontare la questione stadi – ammesso e non concesso che questa possa considerarsi un tema all’ordine del giorno dell’attualità della politica e dell’economia”. 

 

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