Gli architetti soddisfatti per il 'decreto fare' | Architetto.info

Gli architetti soddisfatti per il ‘decreto fare’

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“Finalmente un atto di politica economica e di sviluppo che riporta l’edilizia al centro dell’azione dell’Esecutivo per ridare slancio ad un settore economico fondamentale per un effettivo rilancio del Paese”: con queste parole il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori ha commentato il “Decreto fare”, il pacchetto di oltre 80 norme approvato dal Consiglio dei ministri nei giorni scorsi e finalizzato a rilanciare concretamente l’economia nazionale.

Tra i vari temi interessati dal decreto, gli architetti hanno espresso particolare soddisfazione per il varo del disegno di legge sul consumo del suolo e sul riuso, sottolineando che con esso “viene finalmente riconosciuto il lavoro analitico e propositivo durato tre anni che il Consiglio nazionale degli architetti ha compiuto assieme ad Ance e Legambiente – e con la collaborazione di Unioncamere e Confcommercio – affinché le politiche di rigenerazione urbana e dei territori tornino ad essere al centro delle strategie di sviluppo dell’Italia”.

“Serve ora” prosegue il Cnappc, “un raccordo costante ed un lavoro comune tra Governo e Parlamento in sede di approvazione del disegno di legge, in particolare con la Commissione Ambiente della Camera che sta già lavorando su questi stessi temi; così come una capacità di ascolto di quanti – come gli architetti italiani – chiedono venga messo a frutto il lungo lavoro sin qui fatto per arrivare a disporre di testi normativi che integrandosi con il nuovo provvedimento del Governo consentano di disporre di norme cogenti con procedure di attuazione rapide ed efficaci”.

Entro l’aprile del 2014 i Paesi dell’Unione dovranno proporre all’Ue le proprie strategie di rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato (Direttive 27/2012) ai fini energetici: a tal proposito, il Consiglio sottolinea l’importanza di integrare strategie di riduzione di consumo del suolo e di rigenerazione delle aree urbanizzate “con piani triennali che non possono non essere coordinati in un’unica politica nazionale sulle città, la difesa dei suoli, la valorizzazione dei beni ambientali e monumentali. In questo senso il rilancio del “Piano Città” deve uscire dalla logica dell’occasionale per sperimentare progetti di riqualificazione urbana coerenti con le strategie a medio termine”. In merito al tema, il Cnappc ha già realizzato analisi sullo stato delle città e dei territori, assieme a proposte che puntano a riattivare il mercato privato in cooperazione con la componente pubblica.

“Gli architetti italiani”, conclude il Consiglio, “mettono a disposizione della comunità dei cittadini e della politica tutti questi elementi anche perché l’Italia non perda quell’occasione fondamentale rappresentata dal semestre di Presidenza italiana dell’Unione, a partire da giugno 2014, durante la quale il nostro Paese dovrà dimostrare di aver avviato politiche ambientali e urbane serie e realizzabili.”

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