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Grazie al Cnr, Villa Livia apre le porte alle visite virtuali

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La realtà virtuale si libera anche di mouse, joystick, tastiere e consolle: per entrare nel ‘cyberspazio’ della Villa di Livia, moglie di Augusto, basta fare qualche passo e muovere una mano o un braccio. È questo il risultato del progetto ‘Villa di Livia reloaded’, che rinnova in forme più accattivanti il ‘Museo virtuale della via Flaminia antica’, realizzato nel 2008 dall’Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali del Consiglio nazionale delle ricerche (Itabc-Cnr) e allestito presso la sede delle Terme di Diocleziano del Museo Nazionale Romano nella Capitale.

Il museo virtuale della Via Flaminia è un’installazione situata all’interno del Museo nazionale romano delle Terme di Diocleziano a Roma. Semplicemente muovendosi, senza l’uso di mouse né joystick, il visitatore può visitare virtualmente gli spazi della Villa di Livia. L’applicazione è stata realizzata dall’Itabc-Cnr in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Arcus Spa e la rete europea V-Must, realizzata con Evoca Srl.

La nuova installazione presentata lo scorso 27 marzo, permette un’interazione più ‘naturale’ e intuitiva e il coinvolgimento di un’utenza molto più ampia. “Le varie funzionalità vengono attivate da tre hotspot ubicati sul pavimento sul quale il visitatore cammina: ‘menu’, ‘vai avanti’ e ‘fermati e ruota’” spiega Eva Pietroni, ricercatrice dell’Itabc e responsabile del progetto. “Sullo schermo l’utente è rappresentato da uno scheletro blu, ricevendo un feedback immediato delle sue azioni. Il visitatore seleziona i contenuti dal menu muovendo la mano destra sulla voce da attivare e per confermare la scelta resta in posizione per tre secondi. Negli scenari virtuali può esplorare lo spazio 3D e interagire con i contenuti mediante semplici gesti del braccio sinistro”.

Gli scenari cui si accede sono due filmati relativi al contesto della via Flaminia e alla Villa di Livia e le esplorazioni virtuali della villa, quella ricostruita in età augustea e quella attuale. In quest’ultima, il visitatore ha la sensazione di volare sopra le strutture archeologiche, mentre nello scenario 3D segue un percorso immersivo ad altezza uomo, incontrando personaggi quali Livia e Augusto, il pittore e il giardiniere, interpretati da attori di teatro, ripresi in green screen e integrati nello scenario virtuale. Nell’aggiornamento dell’installazione è inserita anche la voce ‘Luoghi senza parole’, che eventuali insegnanti o esperti possono personalizzare con loro descrizioni o notazioni.

“Il progetto è frutto di un percorso metodologico che parte dall’attività di rilievo topografico sul campo, fino alla ricostruzione diacronica del paesaggio e delle architetture, con dati a varie scale di dettaglio elaborati secondo un protocollo digitale che ha consentito di mantenere qualità e scientificità dei dati, aggiornandoli, validandoli e integrandoli con tutte le informazioni e i metadati disponibili in un unico ambiente virtuale multidimensionale. Alcuni pannelli 3D forniscono ai visitatori informazioni sul processo interpretativo e sulle fonti impiegate”, conclude Eva Pietroni.

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