Ad Oslo il campus biosostenibile del Norwegian Geothecnical Institute | Architetto.info

Ad Oslo il campus biosostenibile del Norwegian Geothecnical Institute

Nuova relazione con il contesto urbano, spazi interni a misura di lavoratore e aree verdi pronti a caratterizzare gli edifici dedicati alle geoscienze.

Render della nuova sede del Norwegian Geotechnical Institute.
Render della nuova sede del Norwegian Geotechnical Institute.
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Sorgerà su un’area di circa 30.000 metri quadri nella parte nord di Oslo, città dalla multiple e architettoniche sfaccettature, il nuovo campus che accoglierà il Norwegian Geothecnical Institute (NGI), prestigiosa realtà scientifica norvegese leader nella ricerca e nelle attività di consulenza nel settore delle geoscienze.

I due edifici protagonisti del progetto potranno accogliere fino a 300 persone e rappresenteranno un’innovazione strutturale nell’equilibrio urbano, grazie alla loro forma e bellezza, alle annesse aree verdi aperte al pubblico, ai camminamenti esterni e alla costruzione di un ponte ciclopedonale per connettere il complesso al quartiere adiacente. A firmare il progetto è lo studio danese Schmidt Hammer Lassen Architects.

La Norvegia ha da anni orientato il proprio modo di fare architettura e di pianificare gli spazi urbani verso i concetti di sostenibilità ambientale in generale e di mobilità sostenibile. Il progetto di Schmidt Hammer Lassen Architects sposa in toto tale filosofia di pensiero, pensando a un campus moderno, funzionale, dotato di parcheggi per auto e biciclette, con tetti verdi e impianti fotovoltaici.

L’NGI di Oslo: analisi del progetto

Le idee elaborate dagli architetti danesi Schmidt, Hammer e Lassen hanno condotto al risultato finale di due edifici collegati tra loro da un’area su due livelli, che funge da ingresso comune. Le due strutture quindi, seppur separate e differenti in alcuni aspetti, non perdono il contatto l’una con l’altra.

La planimetria è stata concepita utilizzando direttrici diverse e non ortogonali, conferendo dinamicità e carattere all’opera. Ne derivano volumi con una precisa identità, in cui gli ‘spigoli’ non costituiscono un impedimento alla distribuzione degli spazi bensì rappresentano un valore aggiunto. Ricoperti di vetro con i livelli di piano ben scanditi e visibili dall’esterno – l’orizzontalità degli elementi è fortemente riconoscibile sulle facciate – i due edifici appaiono leggeri, impalpabili, pronti ad abbracciare la luce che generosamente giunge dall’esterno.
Una struttura che sembra quasi voglia smaterializzarsi, che non cerca di invadere o perturbare il paesaggio ma vuole essere un piacere per gli occhi, una fonte di bellezza.

Uffici, zone pranzo, sale riunioni, atri, cortili, caffè e negozi sono pensati per facilitare i momenti da trascorrere insieme sia all’interno sia all’esterno, per rendere partecipi anche le persone che non fanno propriamente parte dell’istituto.
Infatti, prendendo visione dei render, del masterplan e degli schizzi disegnati a mano è possibile osservare in che modo il Norwegian Geotechnical Institute va ad inserirsi nel contesto urbano circostante. Ciò che verrà costruito non avrà come unico utente finale il ricercatore della comunità scientifica geotecnica, ma anche il semplice cittadino, che potrà usufruire liberamente di spazi a lui accessibili, che costituiscono il 20% dell’intero campus.
Inoltre, la collocazione di aree verdi esterne attrezzate, oltre ad adornare l’intorno, ridurrà visivamente la vicinanza di un importante incrocio stradale trafficato.

Masterplan del progetto: relazione tra struttura e contesto urbano.

Masterplan del progetto: relazione tra struttura e contesto urbano.

Infine, ma non per importanza, nell’edificio più grande del campus sarà installata un’imponente scala a chiocciola, una grande spirale in cui si uniscono bellezza scultorea e funzionalità: connetterà i diversi piani su fronti opposti e diventerà essa stessa spazio di condivisione e socializzazione.
La scala e il luminoso atrio in cui è posizionata sono stati progettati per consentire alle persone di spostare facilmente lo sguardo altrove, anche in lontananza, e di interagire, creando così un ambiente ‘aperto’, ampio, non opprimente.

La grande scala a chiocciola connette piani opposti.

La grande scala a chiocciola connette piani opposti.

Efficienza energetica nell’NGI di Oslo

Il campus progettato dagli architetti danesi si distinguerà poi per l’alto livello di efficienza energetica. Pannelli solari consentiranno di produrre energia da una fonte rinnovabile, tetti verdi accentueranno maggiormente il legame con la natura e apporteranno numerosi benefici, come illustrato qui  e le facciate trasparenti faranno penetrare abbondante luce naturale.

L’atrio centrale consente l’interazione tra persone anche su fronti opposti.

L’atrio centrale consente l’interazione tra persone anche su fronti opposti.

Le scelte progettuali risponderanno ai requisiti della certificazione ambientale BREEAM NOR , che valuta e certifica, attraverso un sistema a punteggi, il livello di qualità di opere architettoniche e infrastrutture nei seguenti ambiti: energia, salute e benessere, innovazione, materiali adoperati, produzione di rifiuti nel corso del processo costruttivo, mobilità sostenibile, inquinamento generato.

Crediti immagini: http://www.shl.dk/norwegian-geotechnical-institute/

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