Architetture temporanee in legno: Climate Camp | Architetto.info

Architetture temporanee in legno: Climate Camp

Le architetture temporanee in legno possono basarsi su diversi sistemi costruttivi, qui si presenta l'esperienza del Climate Camp

wpid-26461_Fig.jpg
image_pdf

 

Nell’ambito delle architetture temporanee in legno, una esperienza interessante fu senz’altro il Climate Camp, campeggio di protesta contro l’Esposizione Universale del 2015,  svoltosi nel mese di giugno 2011 a Milano.

In quell’occasione fu sperimentata la costruzione di un piccolo capannone in legno che potesse essere costruito (e smontato) rapidamente e avesse come scopo quello di riparare dalla pioggia, fornendo uno spazio coperto dove mangiare e ritrovarsi. Un requisito fondamentale di questa struttura era, inoltre, la possibilità di trasportare quanto necessario in automobile.

Per soddisfare tali requisiti vennero realizzati sei portali ad arco a tre cerniere, collegati fra loro, coperti con un telo in PVC recuperato dal cartellone di un manifesto pubblicitario dismesso. I portali erano formati da quattro assi di legno da cantiere, di due metri di lunghezza, connesse fra loro con dei bulloni: due assi, quelle più esterne, furono collegate con un solo bullone a un estremo, mentre le altre due, quelle centrali, a entrambi i capi. In questo modo, simile al comune metro di legno utilizzato dai falegnami, le assi potevano chiudersi su se stesse sovrapponendosi, in modo tale da essere facilmente trasportabili. Questo sistema di unione poteva essere realizzato prima del trasporto in sito, come in una sorta di piccola prefabbricazione.

Una volta sul posto, ogni portale venne aperto, sdraiandolo a terra, fino a formare un arco formato da quattro segmenti. Il vertice superiore fu irrigidito con un’asse più corta, e di seguito tutti i portali vennero issati in verticale. Visto che solo uno dei tre nodi era indeformabile, ciò che si ottenne a questo punto furono delle capriatelle triangolari formate da due assi, con le altre due, una per lato, sdraiate a terra. I portali vennero affiancati in questo modo, e collegati fra loro con assi di colmo, di gronda e traversi di irrigidimento: con questo sistema si poteva realizzare il tetto a un’altezza agevole.

La struttura venne successivamente coperta con il telone in PVC impermeabile, fissandolo ai portali con una sparachiodi manuale. Terminata questa lavorazione, tutti i portali furono issati contemporaneamente nella posizione finale e i vari nodi dell’arco isostatico in semplice appoggio vennero irrigiditi attraverso dei traversi in legno imbullonati.

Dettaglio dei nodi del portale

 

Il capannone di quattro metri di larghezza per dieci di profondità e più di tre metri di altezza fu realizzato sul luogo in circa un’ora da tre persone, con l’aiuto di una ventina di altre persone soltanto nella fase di sollevamento della struttura (quest’ultima la fase più entusiasmante di tutta la costruzione che strappò l’applauso dei passanti). Come  pavimentazione vennero impiegati dei bancali in legno non standard, poggiati direttamente sul terreno.

Sequenza simulata delle fasi di montaggio di un portale della struttura

 

Lo smontaggio della struttura procedette al contrario, svitando i bulloni dei nodi, abbassando lentamente la capriata del tetto, e staccando il telo della struttura in legno.

Il capannone, nato come costruzione provvisoria, è stato poi rimontato in un’antica cascina milanese (Cascina Torchiera), come struttura di ritrovo stabile.

Struttura completata con il telo di copertura in PVC di recupero

 

 

 

 

 

 

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
L'autore
Architetture temporanee in legno: Climate Camp Architetto.info