Biosphera 2.0, è a Milano il modulo itinerante sostenibile | Architetto.info

Biosphera 2.0, è a Milano il modulo itinerante sostenibile

Dopo l'inaugurazione a Courmayeur, la casa della Energy Revolution è approdata ai Giardini Pubblici di Milano per il monitoraggio della biofilia e un nuovo stress test in ambiente metropolitano

Biosphera 2.0 nei giardini Indro Montanelli di Milano
Biosphera 2.0 nei giardini Indro Montanelli di Milano
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Giardini Pubblici Indro Montanelli, ingresso di via Palestro: è questo l’indirizzo milanese di Biosphera 2.0, nel cuore del capoluogo lombardo. Dopo le alte quote del Monte Bianco in inverno, la seconda tappa del modulo abitativo perfettamente autonomo e a misura d’uomo è Milano (dove rimarrà fino a fine giugno), in questa insolita stagione estiva 2016, con i suoi costanti temporali.

Biosphera è accogliente, si affaccia sul parco e dalle ampie vetrate si scorgono gli alberi dei giardini, al mattino frequentati soprattutto da nonne e bimbi in passeggino. Non appena si entra nel piccolo modulo, i rumori del traffico cittadino e il caldo afoso e umido svaniscono e si può subito godere del microclima interno, ottenuto grazie ad un perfetto isolamento termico e acustico.

Dentro Biosphera 2.0

Lo spazio interno è contenuto ma ben ripartito e l’ingresso è un confortevole salottino/sala da pranzo. L’abitazione perfettamente autonoma, suddivisa in zona giorno, zona notte, bagno e centrale termica, è pensata per due persone. Ma soprattutto dotata di ogni comfort. Biosphera 2.0 è infatti provvista di tutti i servizi necessari: illuminazione a led, cucina a induzione, elettrodomestici, riscaldamento, raffrescamento. Il modulo è in grado di garantire, in diverse situazioni ambientali, in autonomia e senza ricorrere a reti di energia esterna, una temperatura confortevole compresa tra i 21° in inverno e i 25° in estate.

Biosphera2.0

Pannelli fotovoltaici sul tetto e ampie vetrate

Gli standard più evoluti di efficienza energetica Passivhaus e Minergie (protocollo di efficienza svizzero) hanno ispirato la progettazione, realizzata utilizzando tecnologie e materiali innovativi. Il legno usato per la struttura del modulo è inoltre certificato secondo i criteri di massima sostenibilità imposti dal Pefc. Adottando gli stessi parametri e le stesse caratteristiche energetiche, è possibile costruire anche altre tipologie di abitazioni di maggiore metratura.

Il mobilio in legno è stato realizzato da artigiani della Val d’Aosta, i quali hanno pensato a tutti i dettagli per l’ottimizzazione degli spazi senza rinunciare alla funzionalità e comodità. Hanno infatti persino dotato i letti di tavole estraibili che fungono da comodini.

Biosphera 2.0 si sta rivelando un interessante oggetto di studio: fin dall’inizio sono state infatti costantemente monitorate la temperatura dell’aria e dei muri, l’umidità, la qualità dell’aria e la presenza di particolato. Particolarmente interessante è il monitoraggio della biofilia, l’interazione cioè tra il modulo e i suoi abitanti attraverso dei braccialetti, che forniscono dati relativi alle reazioni fisiologiche ed emotive degli abitanti condizionate dall’ambiente, come la temperatura corporea, la conduttività della pelle o il battito cardiaco, insomma la qualità di vita all’interno del modulo.

Biosphera 2.0: il futuro dell’efficienza abita a Courmayeur

Da questa insolita esperienza abitativa, sta nascendo un racconto, molto particolare, vissuto in prima persona dagli studenti e dai professionisti che si sono prestati a vivere per un certo periodo all’interno del modulo.  Sul sito dedicato a Biosphera 2 è possibile visualizzare i profili di questi  “abitanti” temporanei  di Biosphera, vivendone in diretta le esperienze e leggendo i racconti sul blog.

Biosphera2.0

Dopo Milano, Biosphera ripartirà per Riccione, per proseguire il suo viaggio a Torino, e concluderlo poi a Lugano a fine febbraio 2017. Un itinerario studiato accuratamente, per poter sottoporre Biosphera 2.0 alle condizioni ambientali estreme e poterne quindi monitorare i parametri di efficienza energetica, l’habitat interno e la sua influenza su chi vive all’interno del modulo.

Inaugurato Biosphera 2.0, il modulo abitativo itinerante

Il progetto é stato promosso da Aktivhaus, Politecnico di Torino DAD, Università della Valle d’Aosta, Vallée d’Aoste Structure e dagli istituti Zephir, Minergie e PEFC con il patrocinio della Regione Valle d’Aosta e con la partecipazione di diverse aziende nazionali e internazionali: oltre a Rockwool anche Artuso Legnami, Be-eco, Fermacell, Hella, Internorm, Lape, Mezzi Termoidraulica, New Sermifer, Porcelanosa, T&T, Thermal Tecnology, Une, Xella, Zehnder.

Lana di roccia Rockwool per isolare pareti e copertura

Rockwool ha collaborato attivamente al progetto, come partner tecnico. Per isolare perfettamente il modulo, facendo sì che la temperatura, l’acustica e il comfort interno rimanessero invariati anche in presenza delle massime escursioni termiche o di elevato inquinamento acustico, l’utilizzo della lana di roccia Rockwool è infatti risultato fondamentale. In particolare per le facciate sono stati utilizzati il sistema di isolamento a cappotto REDArt® e, per ottenere un particolare effetto estetico,  la  nuova soluzione per l’isolamento e il rivestimento di facciate ventilate REDAir®. Per la copertura è stato utilizzato il pannello rigido in lana di roccia non rivestito a doppia densità Durock Energy.

Tutte le soluzioni Rockwool nei dettagli

Sulla parete Tipo 1, con  struttura in X-LAM  di 100 mm è stata adottata, sul lato esterno la soluzione REDAir che prevedeva, in questo caso, l’utilizzo del pannello a media densità Rockwool Fixrock VS 033 di spessore 160 mm, abbinato al pannello di finitura ROCKPANEL Metallics di spessore 8 mm sulla sottostruttura in legno. Sul lato interno è invece stata montata una controparete in gessofibra, con il pannello rigido in lana di roccia non rivestito a media densità Rockwool Acoustic 225 Plus e spessore totale 100 mm (30 + 70).

Sulla parete Tipo 2, con struttura in X-LAM di 100 mm, è stata adottata ancora la soluzione   REDAir sul lato esterno (sempre con Rockwool Fixrock VS 033, questa volta di spessore 240 mm e ROCKPANEL Metallics di spessore 8 mm applicato su una sottostruttura in legno). Sul lato interno è stata montata, anche qui, una controparete in gessofibra con un pannello rigido in lana di roccia non rivestito a media densità Rockwool Acoustic 225 Plus di spessore totale 100 mm (30 + 70).

Sulla parete Tipo 3, con struttura in X-LAM di 100 mm, si è invece optato per il sistema di isolamento a cappotto REDArt sul lato esterno (costituito dal pannello Rockwool Frontrock Max Plus di spessore 160 mm con la finitura REDArt Silicone). Sul lato interno è poi stata montata una controparete in gessofibra con pannello rigido in lana di roccia non rivestito a media densità Rockwool Acoustic 225 Plus di spessore totale 100 mm (30 + 70).

Per realizzare la copertura in lamiera non ventilata è stato adottato il pannello isolante Rockwool Durock Energy di spessore 200 mm all’ estradosso. All’intradosso è stato invece montato un controsoffitto in gessofibra in aderenza con il pannello rigido in lana di roccia non rivestito a media densità Rockwool 225 Plus di spessore 80 mm.

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