Canna palustre come isolante: caratteristiche, utilizzo e posa | Architetto.info

Canna palustre come isolante: caratteristiche, utilizzo e posa

Un materiale edile di origine antiche sta tornando alla ribalta per le sue caratteristiche ecosostenibili. La nostra scheda tecnica

canna_palustre_Foto_01
image_pdf

I pannelli di canna palustre sono un’ottima soluzione per la creazione di cappotti interni o come portaintonaco. Combinato con intonaci a base di terra cruda svolgono una funzione di equilibratore igroscopico e possiedono una buona resistenza al fuoco con ottime prestazioni per un clima indoor salubre e confortevole.

Processo produttivo dell’isolante termoacustico
La canna palustre (Phragmites communis) è una fibra vegetale che cresce spontaneamente nelle aree paludose, lungo le rive dei fiumi e dei canali, ai margini dei laghi. Si tratta di una tra le più grandi graminacee nostrane che si sviluppa mediante la formazione periodica di getti da un rizoma nodoso sommerso. I getti si trasformano in fusti particolarmente flessibili che possono raggiungere l’altezza di 4 m, con foglie lanceolate e appuntite. L’infiorescenza ha morfologia a pannocchia lunga.
La canna palustre viene tagliata stagionalmente (gennaio/giugno) per garantire il mantenimento dell’equilibrio ambientale. Quando si raccoglie nel periodo invernale il ghiaccio che si forma sull’acqua le rende secche evitando così che si attui un processo di essiccazione artificiale.
Si ripuliscono le canne dal fogliame che poi vengono compresse e legate con filo di ferro zincato o filo di nylon tramite una speciale cucitrice e una taglierina. Si confezionano in pacchetti senza rompere le cavità interne.  Per ogni ettaro di canneto si producono 26 m3 di prodotto finito.

Caratteristiche tecniche

La canna palustre è un materiale che ha buone capacità termoisolanti, è traspirante, favorisce la diffusione del vapore e svolge funzione di equilibrio igroscopico. Quest’ultima caratteristica viene migliorata con un intonacatura di terra cruda. Si tratta di un materiale resistente all’attacco dei roditori, alle muffe e alla putrescenza. Ha buona resistenza all’umidità, anche se un’esposizione duratura può causare fessurazioni permanenti con la riduzione delle caratteristiche meccaniche, rigonfiamenti della superficie e possibili contaminazioni da batteri. In ambiente asciutto presenta buona stabilità dimensionale e durata nel tempo.
Poiché contiene alte percentuali di acido silicico (Si(OH)4) con funzione ignifuga, la resistenza al è sufficiente e probabilmente superiore alla classe di infiammabilità assegnata. Non contenendo sostanze tossiche in caso di incendio non risulta dannosa alla salute e all’ambiente.

canna_palustre_foto_02

canna_palustre_Foto_02_tabella
Utilizzi e applicazioni
Nel corso del tempo questa materia prima è stata utilizzata per recinzioni, coperture, ombreggiamenti, armature per costruzioni in argilla. Fino agli anni Cinquanta e Sessanta veniva impiegato nel campo dell’edilizia in quantità elevata per realizzare controsoffittature (dette “cannicciati” o in “arelle”) e tamponamenti da intonacare. Oggi si è ricominciato a utilizzare le canne palustre per le buone capacità termoisolanti. Si produce in formato di stuoia (spessore 2÷4 cm) e pannelli (spessore 2÷8 cm) e si utilizza su tetti, pareti, solai.
I pannelli di spessore 2÷6 cm si utilizzano come soffitti, controsoffitti isolanti, tamponamenti delle due facce di strutture a telaio in legno, cappotto nelle pareti esterne e interne intonacate e pareti divisorie isolanti. Inoltre si inseriscono come isolante tra le travi portanti e nel soffitto come intelaiatura lignea o come un’intercapedine o come materiale di riempimento.
Nelle situazioni di pareti ventilate il pannello può essere lasciato a vista o intonacato senza la necessità di reti portaintonaco. Se si utilizza come cappotto esterno, in caso di piogge abbondanti non tendono a perché impermeabili anche alle estremità.

canna_palustre_Foto_03_tabella
Posa in opera
I pannelli di canna palustre possono essere posati in opera a secco, mediante inchiodatura, avvitatura, tassellatura e staffatura, oppure attraverso l’utilizzo di collanti naturali o adesivi cementizi a base di calce, ponendo attenzione alle indicazioni del produttore per evitare di compromettere la resa del prodotto.

canna_palustre_Foto_04
Incidenza energetica ed ecologia
La canna palustre è una risorsa velocemente rinnovabile che cresce in grande quantità ogni anno. La catena di produzione è molto corta. Inoltre le canne vengono legate quasi sempre con filo di ferro, con un’incidenza minima sul prodotto finito. L’incidenza energetica totale è quindi estremamente ridotta.
Si tratta di un prodotto atossico, non dannoso alla salute e all’ambiente. Non comporta impatto ambientale per il reperimento della materia prima e nella lavorazione non prevede impiego di prodotti chimici o collanti di origine sintetica.
Il riutilizzo dei pannelli isolanti è possibile senza riserve, ma la deposizione e pulizia dei pannelli deve avvenire con cura e, a volte, potrebbe essere troppo costosa. Si tratta di un materiale biodegradabile che può essere incenerito. Eliminato il filo di ferro, i residui possono essere compostati.

canna_palustre_Foto_05_tabella

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Canna palustre come isolante: caratteristiche, utilizzo e posa Architetto.info