CasaClima Awards 2015: il Centro di riabilitazione psichiatrica di Bolzano | Architetto.info

CasaClima Awards 2015: il Centro di riabilitazione psichiatrica di Bolzano

Premiato per il comfort dei suoi ambienti e l’inserimento urbano, è un progetto degli altoatesini MoDus architects completato nel 2014 certificato classe A CasaClima

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Classe A CasaClima, il Centro di riabilitazione psichiatrica di Bolzano è un progetto dello studio altoatesino MoDus Architects completato nel 2014 nella circoscrizione Gries-San Quirino e collocato ai margini settentrionali della città, appena sotto il Guncina. È stato premiato all’ultima edizione dei CasaClima Awards per il suo valore, tutto civico, di modello virtuoso di amministrazione della cosa pubblica, oltre che per l’inserimento nel tessuto cittadino, l’accuratezza progettuale e le caratteristiche di comfort e benessere di ambienti dalla funzione delicata inseriti in un edificio domestico, più simile a una residenza contemporanea che non a un luogo di cura.

Con sede a Bressanone, lo studio Modus Architects è fondato nel 2000 da Matteo Scangol (1968) e Sandy Attia (1974) e ha un’attività pluripremiata fatta di progetti come la Casa e atelier d’artista a Castelrotto (Bz), vincitore del Premio Architettura Città di Oderzo 2014, o i collettori di acqua calda per la rete di teleriscaldamento di Bressanone (Bz), recentissima menzione d’onore alla Medaglia d’Oro della Triennale di Milano, o lo stesso Centro di riabilitazione, inserito nella lista dei candidati all’edizione 2015 del prestigioso Premio Mies van der Rohe vinto dalla filarmonica di Stettino degli italo spagnoli Barozzi Veiga.

Il Centro di riabilitazione psichiatrica nasce in seguito a un concorso bandito nel 2003 dalla Provincia di Bolzano, che nell’opera ha impegnato 10,34 milioni di euro, con l’obiettivo di dare sostegno alle persone con disagi psichici e realizzare nuovi spazi per un servizio sanitario delicato. Con l’architettura che gioca un ruolo fondamentale con la sua capacità di creare un insieme privato ma ben inserito dentro la città e ambienti funzionali, piacevoli e moderni per la cura dei malati e il lavoro del personale. Liberamente ispirato ai tradizionali centri di cura che, per la mitezza del clima, sono sorti nell’area identificandone una vocazione, si realizza su un lotto destinato a fini assistenziali, di soccorso e protezione civile da più di 50 anni, che fu sede dei vigili del fuoco dal 1943 e ospitò la locale Croce Bianca fino al 2001.

Dal punto di vista di impianto e distribuzione, la struttura si articola in due corpi distinti e indipendenti che, a sbalzo su un piano terra di dimensioni più ridotte, si elevano per quattro piani e sono collegati centralmente dalla scala principale. Riproducendo un isolato urbano, ricreano al loro interno una corte riparata e privata sulla quale, ad altezze differenti, sono realizzate terrazze sfalsate e irregolari che contribuiscono a rendere questo spazio un importante elemento “di relazione” di tutto l’insieme.

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Foto: Oskar Da Riz

Il contesto circostante, residenziale con parti risalenti all’inizio del XX secolo, è spunto diretto per il nuovo inserimento, che sceglie gli stessi colori e la posa di un particolare tipo intonaco dalla superficie rigata, utilizzato all’inizio del secolo scorso, a finitura di un involucro in calcestruzzo coibentato con pannelli di polistirene espanso.

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Foto: Oskar Da Riz

All’interno, al di sopra di un interrato destinato a parcheggio, le funzioni sono distribuite nei diversi piani lasciando le aree di accesso (due in totale, una principale a nord e una secondaria a sud), accoglienza e servizio e una palestra, una falegnameria e una sala da pranzo al piano terreno e destinando all’ospitalità e alla cura i tre superiori, dove realizza stanze singole e doppie, laboratori e posiziona i locali dell’amministrazione.

Nel suo insieme è una struttura che garantisce la privacy rivolgendo all’esterno locali di cura colorati e ben illuminati ma protetti dalle ampie e irregolari finestre e destinando invece l’interno e i fronti secondari, su cui si aprono altre finestre continue, agli spazi di distribuzione che consentono l’accesso alle terrazze.

Classificato in classe A CasaClima, il Centro di riabilitazione psichiatrica ha un fabbisogno energetico di 16 kWh/mq l’anno ed è dotato di un impianto di riscaldamento alimentato da una caldaia a condensazione che nei locali di lavoro, distribuzione, accoglienza e soggiorno distribuisce il calore attraverso un sistema di pannelli radianti a soffitto che svolgono anche la funzione di raffrescamento. A integrazione del sistema, sul tetto sono stati installati anche impianti solari termico e fotovoltaico.

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