Case a energia zero: la Zeb Pilot House di Snohetta | Architetto.info

Case a energia zero: la Zeb Pilot House di Snohetta

Realizzata nei boschi attorno alla citta' norvegese di Larvik, Zeb Pilot House e' un prototipo pilota progettato da Snohetta di cui verra' monitorata l'efficienza

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Foto iniziale © Bruce Damonte

Candidata al premio Mies van der Rohe 2015 tra le migliori architetture realizzate in Europa negli ultimi due anni, la Zeb Pilot House è l’abitazione a “energia zero” realizzata come prototipo su progetto dello studio Snøhetta nelle foreste attorno alla città norvegese di Larvik, affacciata sul Mare del Nord a sud-ovest della capitale Oslo.

Zeb Pilot House è il risultato di un complesso processo progettuale e gestionale che ha convolto in una stretta collaborazione, oltre ai progettisti, Zeb (il Research Center on Zero Emission Buildings norevgese), il più grande centro di ricerca scandinavo indipendente Sintec, il produttore e impiantista Brødrene Dahl e il costruttore Optimera. L’obiettivo è la realizzazione di una costruzione dimostrativa, visitabile dal pubblico, del funzionamento di un edificio a zero energia che, inserita fra i progetti pilota seguiti da Zeb, sarà monitorata nel tempo per verificare il raggiungimento del risultato prefissato in partenza, ossia il livello Zeb – O&M, Zero Energy Building – Operation and Materials, che impone, oltre all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili a zero emissioni, una produzione di energia “pulita” equivalente all’emissione di gas derivata dalla produzione di tutti i materiali e gli impianti di cui è costituita.

L’edificio, 220 mq di abitazione con un’area esterna di 200 mq, è stato progettato come proposta per residenza monofamiliare indipendente circondata da un giardino. Si organizza all’interno di un volume bilivello costituito da un parallelepipedo inclinato “appoggiato” da una parte sul terreno e dall’altra al di sopra di un basamento che utilizza i 19° di inclinazione dell’unica falda del tetto per il posizionamento di pannelli solari.

Il giardino, rivestito a prato con un orto e alberi da frutto, è dotato di una piccola piscina con doccia, entrambe riscaldate, un’area sauna e un locale deposito.

© Bruce Damonte

© Bruce Damonte

La planimetria è impostata in modo da ottimizzare i risultati di gestione energetica ottenibili.

L’ingresso è posizionato a nord e introduce alla zona giorno a piano terra che, a sud, si apre su un patio nel quale i progettisti hanno posizionato un’area esterna fruibile pavimentata con blocchi di terracotta e pannelli di legno riciclato. All’interno, una scala conduce al primo piano in cui sono posizionate tre camere da letto e un bagno affacciati a ovest.

© Bruce Damonte

© Bruce Damonte

Tutti i materiali utilizzati sono frutto di un’attenta selezione effettuata per rispondere sia a criteri di efficienza, soprattutto energetica, che estetici, che hanno guidato le scelte per l’esterno e per l’interno: accanto ai mattoni, elemento costituente della parete su cui è appoggiata la scala e lasciato a vista sia dentro che fuori, ma soprattutto legno, che, sotto forma di blocchetti o pannelli colorati in modi diversi, riveste quasi interamente l’involucro declinato nelle tonalità del grigio ed è il materiale più utilizzato all’interno come finitura per pavimentazioni, tutte con pannelli radianti, parte dei soffitti e pareti divisorie, questa volta con colorazioni che esaltano la vivibilità e il calore degli ambienti.

© Bruce Damonte

L’autore


Laura Milan

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, si laurea e si abilita all’esercizio della professione a Torino nel 2001. Iscritta all’Ordine degli architetti di Torino dal 2006, lavora per diversi studi professionali e per il Politecnico di Torino, come borsista e assegnista di ricerca. Ha seguito mostre internazionali e progetti su Carlo Mollino (mostre a Torino nel 2006 e Monaco di Baviera nel 2011 e ricerche per la Camera di Commercio di Torino nel 2008) e dal 2002 collabora con “Il Giornale dell’Architettura”, dove segue il settore dedicato alla formazione e all’esercizio della professione. Dal 2010 partecipa attivamente alle iniziative dell’Ordine degli architetti di Torino, come membro di due focus group (Professione creativa e qualità e promozione del progetto) e giurata nella nona e decima edizione del Premio architetture rivelate. Nel 2014 costituisce lo studio associato Comunicarch con Cristiana Chiorino e Giulietta Fassino.

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