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Case di paglia: tecnologia, isolamento e posa in opera

La paglia è poco costosa e di facile reperimento e diventa sempre più utilizzata come materiale costruttivo o di isolamento. La scheda tecnica

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Trattandosi di uno scarto della raccolta dei cereali la paglia si trova quasi ovunque. Prodotta in pannelli o allo stato sfuso può essere impiegata nel riempimento delle intercapedini, previo precedente trattamento con calce spenta per evitare che venga attaccata da roditori, muffe o insetti.
Quando è pressata in pannelli le superfici vengono rivestite su ambo i lati con un foglio di carta trattata con resine resistenti all’acqua.
Processo produttivo
Per paglia si intende l’insieme di steli secchi, foglie di cereali (grano, segale, orzo, avene, miglio) o piante fibrose (lino, canapa, riso) e si tratta di un sottoprodotto dell’agricoltura perché è ciò che rimane dei cereali dopo la trebbiatura.
La paglia è una risorsa rinnovabile naturale che cresce grazie alla fotosintesi, utilizzando energia solare, acqua e i minerali della terra; possiede una pelle idrorepellente cerata. È formata da cellulosa, lignina e silice, grazie alla quale si decompone lentamente, ma è comunque necessario tenerla al riparo dalla pioggia, possibilmente in luogo fresco e aerato.
Normalmente viene compressa e imballata da appositi macchinari in ballette prismatiche, di differenti formati (parallelepipedi lunghi circa 90÷120 cm), o in rotoballe cilindriche (con diametro variabile dai 120 ai 200 cm), con densità di compressione che varia tra gli 80 kg/m3 e i 120 kg/m3. I tipi di paglia più adatti alla produzione di balle per uso edile sono grano, farro e paglia di segale; orzo e avene, al contrario, sono meno stabili.

Caratteristiche tecniche
La paglia è un materiale con ottime caratteristiche isolanti, sia dal punto di vista termico sia acustico. Assicura una bassa dispersione del calore e un notevole risparmio energetico. Se posata a regola d’arte, con la corretta pressatura e supportata dall’intonaco adatto (calce e terra cruda), la paglia è un ottimo regolatore igrometrico, tenuto conto della buona permeabilità al vapore, sia della calce sia della paglia stessa. Presenta buona elasticità e, per questo, se utilizzato con funzione strutturale, buona resistenza alle vibrazioni sismiche.
Il valore di conduttività termica della paglia varia dalla densità, dalla posizione dei gambi (paralleli o perpendicolari alla direzione di propagazione del calore), dal contenuto di umidità della stessa e dal tipo, ma i valori sono compresi tra λ= 0,0337 W/mK e λ= 0,086 W/mK. L’influenza dell’umidità sulla conduttività termica per la paglia è tuttavia molto inferiore di quanto lo sia per i materiali da costruzione minerali.
La paglia garantisce un buon isolamento acustico, il cui valore è tanto maggiore quanto più grande è il suo peso e quindi la sua massa.
La paglia non deve essere esposto all’acqua. Si consiglia di progettare una gronda sporgente di almeno 60 cm per riparare la facciata e una buona fondazione che protegge dall’umidità ascendente (bordo anti-acqua fino a un’altezza di almeno 30 cm).
Se ben rivestita dallo strato di intonaco, con densità elevata e, quindi, poca aria al suo interno è un materiale difficilmente infiammabile e inattaccabile dai roditori o dagli insetti. Per aumentarne la resistenza al fuoco devono essere aggiunte delle sostanza ignifughe. La formazione di fumo in caso d’incendio è rilevante.

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Utilizzi e applicazioni
La paglia per le sue caratteristiche termo- e fonoisolanti viene utilizzata e prodotta sotto differenti forme: a pannelli, allo stato fuso, a “balle”.
I pannelli vengono confezionati senza l’utilizzo di additivi pressando la paglia a 250 °C. Dimensionati, cerchiati e dotati di tiranti e, eventualmente, integrati con altri materiali servono come isolamento termico. Spesso sulle due facce si incollano della carta speciale trattata con una resina resistente all’acqua. Generalmente i pannelli in commercio sono formati per il 90% da residui della mietitura di luppolo e segale e per il 10% di resina naturale.
La paglia in forma di matasse può essere costipata nelle intercapedini, per lo più tra pannelli di legno, mescolata a composti di magnesio per migliorarne la massa e addizionata con prodotti che ne aumentino la resistenza al fuoco. In alternativa, viene legata con il 5% in peso di calce spenta per amalgamarla e impedire attacchi da parte di insetti, muffe e roditori.
Un’altra modalità di utilizzo sono le “balle di paglia”, ottenute attraverso i semplici processi di pressatura e imballaggio. Questi mattoni a forma di cuboide vengono legati con stringhe in polipropilene o ferro. La costruzione può avvenire attraverso tre sistemi costruttivi differenti, sperimentati e consolidati in Canada e negli Stati Uniti. Il più semplice (Nebraska) posiziona le balle di paglia come fossero grossi mattoni, li fissa tra loro e alle fondamenta, sovrappone la copertura interponendo una piattaforma di legno ancorata all’ultimo giro di balle, con l’obiettivo di distribuire il carico. Il secondo sistema è a telaio e prevede una struttura di legno, di acciaio o di cemento armato che sopporta i carichi della copertura e stabilizza i muri, all’interno della quale vengono infilate le balle di paglia, con la sola funzione di isolare termicamente l’edificio. Il terzo sistema è decisamente più laborioso. Le balle di paglia vengono intercalate a malta e sono posate con la tecnica dei laterizi. Questo sistema, però, comporta la formazione di ponti termici e non è particolarmente adatto per la costruzione nei climi freddi.
In ogni caso la struttura in paglia deve essere intonacato da uno strato di 4 cm di argilla all’interno e di calce all’esterno.

Posa in opera
La posa in opera della paglia nelle sue varie forme è semplice e alla portata di manodopera non specializzata. Si tratta, infatti, di un materiale ottimale da utilizzarsi nei casi di autocostruzione.
Il montaggio dei pannelli consiste nel fissaggio con viti o tasselli, nella regolarizzazione della superficie con un’armatura leggera metallica o in fibra di vetro e, infine, con la stuccatura o intonacatura.
Le “balle di paglia”, sia con funzione strutturale sia di tamponamento, vengono posate a corsi regolari così come una normale muratura in mattoni, facendo particolare attenzione al riempimento degli spazi irregolari. Operazione successiva è quella di allineare, in sincronia all’esterno e all’interno, le presse con un enorme martello in legno detto “persuasore”.
La muratura in “balle di paglia”, a questo punto, è pronta per essere intonacata con terra o calce. Durante la messa in opera dell’intonaco bisogna essere sicuri che la fase di asciugatura sia relativamente veloce: l’intonaco, infatti, deve permettere sufficiente traspirazione, in modo che la paglia inumidita possa seccare, evitando la formazione di muffe. È importante, quindi, nel caso di sovrapposizione di più strati di intonaco, che l’ultima stesura prima della successiva sia perfettamente asciutta.

Incidenza energetica ed ecologia
La paglia in quanto scarto è un materiale molto sostenibile e consente di contenere il consumo di energia primaria nelle sue varie fasi di estrazione, produzione, lavorazione e trasporto. Si pensi che per produrre una balla di paglia si consuma circa 1,4 MJ/kg di energia, mentre per la produzione di lana minerale 107,7 MJ/kg, 77 volte più che per la paglia. L’assorbimento chimico di biossido di carbonio durante la fotosintesi è proporzionalmente anche più alto delle emissioni dello stesso, dovute alla produzione e al trasporto di balle di paglia.
Dal punto di vista sanitario ed ecologico non vi sono aspetti rilevanti, i valori di pesticidi e concimi chimici presenti nella paglia sono comunque sempre bassi e questo consente di affermare che è un materiale che non determina inquinamento all’interno degli ambienti. La paglia è naturale e sana, non causare allergie e contribuisce al ricambio d’aria all’interno degli edifici, evitando la formazione di muffe nelle zone umide dell’edificio.
Se ben asciutta, con un contenuto di umidità inferiore al 15%, non c’è possibilità di sviluppo di muffe e quando ben rivestita dallo strato di intonaco, con densità elevata e quindi poca aria al suo interno è un materiale inattaccabile dai roditori o dagli insetti.
È facilmente smaltibile e riciclabile: può essere separata da altri materiali senza problemi e può essere utilizzata come terriccio protettivo per le radici nei giardini o per compattare il suolo. Può essere bruciata in inceneritori.

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