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Guida al progetto di giardino bioenergetico per ospedali e centri benessere

Da uno dei massimi esperti della materia, una guida completa alla progettazione del giardino bioenergetico per Spa, centri benessere, ospedali, cliniche private o altre tipologie di strutture ricettive

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Alcuni degli elementi che servono a realizzare un giardino bioenergetico sono identici a quelli richiesti per la realizzazione dei cosiddetti “Healing Gardens” o giardini terapeutici in senso lato, in quanto, per queste realizzazioni, è prioritario uno spiccato ascolto delle più elementari necessità di qualunque tipologia di utente, in qualunque stato fisico e cognitivo si trovi. In particolare, il Bioenergetic Landscapes è un metodo che, per i suoi contenuti sottili e le sue finalità, impone di mettere da parte il protagonismo e di attivare quello che potremmo definire uno stato d’identificazione con le esigenze espresse direttamente dai fruitori, cercando di cogliere anche le potenzialità positive espresse dal sito. In realtà si tratta di realizzare una silenziosa “melodia vegetale”, dove gli alberi e le piante sono gli strumenti energetici della composizione e le cellule dell’organismo gli incantati ascoltatori. C’è qualche cosa di fortemente prezioso in questo lavoro, che merita di prendere in esame il contesto della sua realizzazione con attenzione e rispetto, attraverso un raffinato ascolto percettivo dell’ambiente.

Per questo motivo il giardino bioenergetico è uno spazio che si accorda armonicamente col genius loci, riprendendo ed esaltandone le sue massime potenzialità benefiche; di questo spirito individua e riconosce i tratti più evidenti, come la conformazione del terreno, l’esposizione, le condizioni climatiche e geologiche, e quelli più intuitivi, spingendosi poi nelle misurazioni energetiche più approfondite, allo scopo di rafforzare tutto ciò che già esiste di favorevole ed espressivo.

Questa ragione spiega perché sia consigliabile realizzare i giardini bioenergetici in luoghi che rendano possibile alle persone di abbassare le loro barriere difensive psicologiche, che stimolino l’abbandono, favorendo l’ascolto e una serena percezione dell’ambiente e del proprio corpo, rendendo così più efficace il risultato che vogliamo perseguire. I carichi di stress a cui siamo sottoposti nel quotidiano amplificano la nostra sete di silenzio, non assoluto perché innaturale, ma modulato dolcemente dai suoni che la natura produce, acquietando il nostro sistema nervoso e favorendo l’abbandono. È ancora più efficace la ricarica se riusciremo ad appoggiare in relax lo sguardo su orizzonti o architetture naturali o artificiali che inducano serenità.

Per evitare di indebolire le piante, sarebbe opportuno che l’area che vogliamo trasformare in giardino bioenergetico, o di cui vogliamo selezionare una parte da dedicare a questo scopo, sia situata per precauzione ad almeno 200 metri da linee ad alta tensione e il più lontano possibile da antenne della telefonia cellulare e reti wi-fi, facendo eventualmente ricorso, per una conferma, ad apparecchi elettronici di misurazione dei campi elettromagnetici in bassa e alta frequenza. Questo è molto difficile da realizzare in contesti cittadini, dove però il giardino bioenergetico si inserisce come un’isola di ristoro elettromagnetico.

Clicca sulla gallery di seguito per vedere le 9 regole per realizzare un giardino bioenergetico.

Approfondimenti: Le piante attive

 

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