Costruire con la paglia, tra potenzialità e pregiudizi | Architetto.info

Costruire con la paglia, tra potenzialità e pregiudizi

Eliana Baglioni, esperta in architettura naturale, ci parla dell'edilizia in balle di paglia, illustrando vantaggi e prospettive in un'ottica storica

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di Eliana Baglioni

Le prime abitazioni in balle di paglia sono state realizzate alla fine del 1800, in Nebraska, uno dei Paesi più aridi al centro degli Stati Uniti d’America. Queste abitazioni nacquero quasi per caso, a opera dei coloni che, non avendo disponibilità di legname o altri materiali da costruzione, utilizzarono ciò che il territorio gli offriva, ovvero la paglia, scarto delle coltivazioni di frumento. Ciò fu possibile però, grazie alla pregressa invenzione della macchina pressatrice o imballatrice, che comprime e impacchetta meccanicamente gli steli di paglia formando delle balle parallelepipede. I coloni reimpiegarono quindi le balle come fossero dei grandi mattoni, realizzando murature solide con funzione portante, e scoprendo che le abitazioni si presentavano resistenti e molto confortevoli. La tecnica Nebraska o autoportante è ancora utilizzata e permette di costruire edifici fino a due o tre piani, sebbene in Italia non possa essere impiegata per carenza normativa, legata soprattutto al rischio sismico del nostro Paese.

Le case di paglia sono durevoli, molte delle abitazioni dei coloni del Nebraska sono ancora esistenti e in buono stato di conservazione. In Europa, invece, la più antica casa di paglia si trova a Montargis, in Francia, è stata realizzata nel 1921 ed è tuttora abitata. L’ingegnere M. Feuillette, progettista e proprietario dell’abitazione, utilizzò una struttura lignea a supporto delle balle di paglia. Sono proprio le tecniche miste, che utilizzano strutture portanti lignee e tamponamento in balle di paglia, quelle attualmente più diffuse e che possono essere impiegate anche nel nostro Paese.

Alcune di esse sono state standardizzate, ma l’associazione di una struttura, che assolve la funzione portante, al tamponamento in balle di paglia, permette numerose soluzioni tecniche e una grande versatilità progettuale. Sebbene la resistenza al sisma sia affidata principalmente alla struttura, le balle di paglia, per la loro leggerezza e flessibilità, sono in grado di assorbire bene il carico sismico (proporzionale al peso), generando quindi edifici sicuri. In alcune tecniche costruttive la struttura lignea e il tamponamento in balle di paglia si fondono insieme, a formare sia pannelli parete che setti portanti, i quali si prestano anche alla prefabbricazione.

La paglia ha un elevatissimo potere isolante termico, pertanto utilizzando un unico materiale, la balla, avremo contemporaneamente muratura e isolante, a dispetto di una parete un po’ più spessa (50–60cm) delle convenzionali. Alle nostre latitudini, ai fini del solo isolamento termico, sarebbero sufficienti spessori inferiori di isolante –una balla misura circa 40-50cm di profondità-, ma realizzare degli spessori ad hoc comporterebbe un ingente aumento del costo di produzione. In commercio esistono comunque dei pannelli in paglia compressa, prodotti industrialmente, da utilizzare per il cappotto termico o l’isolamento acustico. La paglia, infatti, possiede anche un elevato potere fonoassorbente -garantendo un abbattimento acustico fino a 55 dB-, producendo, quindi, ambienti insonorizzati e rilassanti.

Un’altra importantissima qualità della paglia è quella di essere un materiale traspirante; proprietà che permette una naturale migrazione del vapore acqueo -contenuto nell’aria- attraverso la parete. La traspirabilità fa sì che la parete si mantenga asciutta e previene, quindi, l’insorgenza di muffe, tra le principali responsabili dell’inquinamento indoor. Affinché la paglia possa esercitare questa azione traspirante, anche gli intonaci applicati su di essa debbono mantenere tale proprietà: i più indicati sono gli intonaci in terra cruda o quelli di calce.

Gli intonaci di calce, nelle numerose varianti, sono sicuramente preferibili per le superfici esterne o le zone particolarmente umide della casa, in quanto la calce, reagendo con il vapore acqueo, indurisce e diventa parzialmente impermeabile all’acqua, mantenendo però la traspirabilità. Gli intonaci in terra cruda, invece, sono più indicati per gli interni. La terra infatti, grazie all’argilla in essa contenuta, funziona da regolatore igrometrico, assorbendo l’umidità dell’aria in eccesso per cederla di nuovo quando l’ambiente diventa secco, mantenendo così un grado di umidità costante all’interno degli ambienti. Gli intonaci in terra cruda, inoltre, se applicati con spessori adeguati (3-4cm), riescono ad esercitare anche la proprietà di inerzia termica, accumulando il calore prodotto all’interno dell’abitazione e rilasciandolo con uno sfasamento che può superare le 12 ore.

Terra e paglia lavorano quindi in sinergia: la paglia isola dal freddo, la terra mantiene il calore, entrambe permettono alla parete di “respirare”, generando quindi condizioni termiche ottimali, ambienti salubri e un sostanzioso abbattimento delle spese per riscaldamento e raffrescamento.

Fra le paure più frequenti vi è quella della marcescenza. L’acqua è uno dei “nemici” principali di qualsiasi tipo di costruzione. La paglia, essendo un materiale vegetale, è soggetta a deterioramento per marcescenza, questo rischio si corre, però, solo se essa rimane a contatto diretto e prolungato con l’acqua. Per ovviare al problema si dice che “una casa di paglia debba avere dei buoni stivali e un buon cappello”. Questo accorgimento, valido per ogni tipo di edificio, consiste nel realizzare sia un basamento che eviti il contatto diretto della paglia con il suolo e limiti la risalita di umidità, che delle falde di copertura sporgenti, che impediscano le infiltrazioni d’acqua per gravità e limitino l’impatto diretto della pioggia nei punti meno esposti al sole.

Altro accorgimento importante è quello di evitare la formazione di condensa a contatto con la balla, fenomeno che si può manifestare, a causa della differenza di temperatura, nella superficie di contatto tra distinti materiali. Tale fenomeno si può prevenire con adeguate soluzioni tecnico-progettuali, che limitino al massimo la presenza di ponti termici. L’acqua assorbita superficialmente dalle pareti durante la pioggia non rappresenta generalmente un problema, in quanto viene ceduta gradualmente grazie alla traspirazione, è ovvio che questo presuppone una corretta esecuzione e manutenzione degli intonaci.

La casa di paglia prende fuoco facilmente? Premesso che praticamente tutti i materiali sono infiammabili, essi vengono classificati in funzione del tempo di resistenza al fuoco prima di perdere la stabilità, la capacità di trattenere le fiamme e quella di isolare dal calore che si genera. Se è vero che la paglia sfusa brucia molto facilmente, la paglia compressa nelle balle, essendo a contatto con poco ossigeno, è molto resistente al fuoco e si comporta in maniera simile al legno, carbonizzando all’esterno prima che la combustione proceda lentamente verso l’interno. Inoltre la presenza dell’intonaco, generalmente di terra cruda, protegge la balla di paglia, in quanto a contatto con il fuoco subisce un processo di cottura, indurendosi. I test condotti in laboratorio hanno dimostrato che una parete in balle di paglia, intonacata in terra cruda, può resistere al fuoco oltre 2 ore.

Per quanto riguarda gli impianti, questi si possono realizzare sia alloggiati all’interno della parete, sia ricorrendo ad una contro-parete, come nel caso delle case prefabbricate in legno, oppure possono essere lasciati a vista, esterni alla parete. Nel caso in cui si vogliano appendere pensili o oggetti pesanti è necessario predisporre, nella parete, delle apposite strutture, mentre l’intonaco di terra cruda è in grado di sorreggere piccoli pesi come quelli di quadri o simili. Non va dimenticato, però, che paglia e terra permettono di realizzare mensole, nicchie, o arredi direttamente inglobati nella parete, con un notevole effetto decorativo, oltre che funzionale.

L’iter progettuale e burocratico è lo stesso di un qualsiasi altro tipo di edificio. Il consiglio è quello di affidarsi a professionisti specializzati nel settore, perché, sebbene la paglia sia un materiale apparentemente semplice da utilizzare, presuppone conoscenze specifiche e competenze sia tecniche che pratiche. Il problema maggiore a cui si va incontro è quello della resistenza culturale e dello scetticismo, che si annida spesso anche tra i tecnici e le amministrazioni: sebbene la paglia non sia classificata, in Italia, tra i materiali da costruzione, non c’è nulla che ne vieti l’utilizzo come tamponamento. Le sue comprovate proprietà e le realizzazioni sempre più diffuse, sia in Italia che all’estero, sono l’attuale punto di forza a cui attenersi.

Per qualsiasi tipo di edificio il costo di costruzione dipende dalle scelte progettuali e da altri numerosi fattori. Sebbene la paglia sia un materiale molto economico e veloce da porre in opera, esso incide soltanto sul costo di realizzazione delle pareti, ai quali va comunque aggiunta la finitura e la manodopera; l’incidenza degli altri fattori di costo rimane pressoché invariata. Il costo finale di una casa in balle di paglia può essere molto simile a quello di una casa in muratura o in legno; il vantaggio economico sta sicuramente nel risparmio, in fase di utilizzo, sulla bolletta energetica per il riscaldamento e il raffrescamento dell’abitazione, che può superare il 50%.

Un’altra grande qualità della paglia, forse prima tra tutte, è quella di essere un materiale ecosostenibile a tutti gli effetti. La paglia è un materiale vegetale naturale, prodotto annualmente come scarto della coltivazione dei cereali, e accessibile a livello locale quasi ovunque nel nostro Paese. La sua natura fa sì che sia riutilizzabile, biodegradabile e non inquinante. Questi tre aspetti sono importantissimi nella fase di dismissione dell’edificio, in quanto la paglia può essere reimpiegata sia nel ciclo costruttivo -ad esempio impastandola con la terra cruda-, sia nel ciclo agricolo –come lettiera per gli animali o pacciamatura-, oppure possa essere smaltita in natura senza inquinare. Quali materiali da costruzione convenzionali permettono questo? La casa di paglia, infine, così come quella di terra, è fatta non solo di proprietà tecniche, ma soprattutto di sensazioni come l’accoglienza e il calore.

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