Costruire ecologico: l'esperienza di Nova Civitas a Biella | Architetto.info

Costruire ecologico: l’esperienza di Nova Civitas a Biella

Nova Civitas si occupa di costruire ecologico con materiali di origine naturale o riciclati, provenienti da filiere corte a ciclo chiuso

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Costruire ecologico: in Italia la strada è ancora lunga, tanto sul fronte della consapevolezza dell’utenza quanto su quello del progetto. Siamo lontani dalle pionieristiche sperimentazioni di un maestro come l’architetto tedesco Gernot Minke, o dalle ricerche e sistematizzazioni prodotte nell’ambito del Centre for Alternative Technology in Galles intorno alla figura di Pat Borer, eppure qualcosa si muove da tempo anche a casa nostra.

Tra i soggetti più attivi e interessanti – non tanto per le realizzazioni, ancora marginali, quanto per l’approccio generale al tema del costruire ecologico – figura una realtà biellese cresciuta sotto l’ala protettrice dell’artista Michelangelo Pistoletto, il quale ha da tempo stabilito nel capoluogo piemontese il suo quartier generale. È così che, nell’ambito di Cittadellarte, sede della Fondazione Pistoletto, opera Nova Civitas srl (Nuovi organismi di vita abitativa), società che si occupa di ricerca, progettazione, costruzione e ristrutturazione di edifici con materiali di origine naturale o riciclati, provenienti da filiere corte a ciclo chiuso.

Materiali che, in larga parte, è possibile vedere “a scaffale” e acquistare in una sorta di market allestito presso gli spazi lavorativi: dalle strutture portanti verticali e orizzontali ai pacchetti isolanti per tetti e pavimenti, dai sistemi impiantistici (solare termico e recupero acque piovane) a una vasta gamma di finiture, fino agli arredi. Privilegiando soluzioni di posa in opera e assemblaggio a secco, si può così fare esperienza di prodotti certificati dai principali marchi (Anab-Icea, Ecolabel, Wta, Pecf, Fsc, Icila, Emans, Sa8000): mattoni in legno, terra cruda o cotti al biogas, paglia, isolanti termoacustici in fibra di legno, cellulosa, mais, poliestere riciclato, sughero, lana di pecora, canapa, iuta, cocco, intonaci in argilla o calce, vernici e trattamenti per il legno.

Partendo dall’assunto teorico che concepisce le azioni sul territorio come un organismo sistemico in equilibrio con l’ambiente – con il corollario dell’adeguata risposta di un’utenza sensibilizzata – i progetti dell’ufficio architettura di Nova (guidato dai soci Emanuele Bottigella e Tiziana Monterisi con la collaborazione di Elia Sbaraini, Dario Zordan, Simone Bruni e Michele Severini) riguardano – opportunamente – soprattutto ristrutturazioni.

A partire dall’intervento che concerne i propri spazi di lavoro ed esposizione: un opificio di fine Ottocento, recuperato nel 2009 all’inizio dell’attività, in adiacenza all’ex lanificio Trombetta, già in precedenza divenuto sede della Fondazione Pistoletto. Mentre è completamente l’esito di tecniche di montaggio a secco il manufatto che ha portato Nova agli onori delle cronache: il chiosco infopoint per il “Bosco di San Francesco”, realizzato per il FAI (Fondo ambiente italiano) nelle adiacenze della Basilica superiore ad Assisi(2010-2011).

 

 

Il chiosco infopoint del Fai per il “Bosco di San Francesco” ad Assisi (2010-2011) (© archivio Nova Civitas srl)

 

 

La sperimentazione su materiali e tecniche costruttive prosegue nei lavori attualmente in corso. La riqualificazione edilizia di un fatiscente edificio residenziale a Moncalieri (Torino) passa tanto attraverso la riconfigurazione degli interni quanto attraverso il riattamento/sostituzione delle strutture e, soprattutto, il miglioramento delle prestazioni energetiche (fabbisogno di 40 Kwh/mq/anno che colloca l’intervento in classe A): in particolare, il rifacimento della copertura, in coppi di laterizio, ha previsto una struttura portante in abete, con isolamento termico in balle di paglia di riso e doppia listellatura di ventilazione contro il surriscaldamento estivo; invece, l’isolamento a cappotto delle pareti perimetrali ha contemplato la posa di un termointonaco di sughero con legante di calce; gli impianti si basano su fotovoltaico e pompa di calore. E intorno ai derivati del riso Nova sta compiendo altre sperimentazioni: ad esempio l’utilizzo non solo della paglia ma anche della lolla(il cascame derivante dalla sbramatura del riso grezzo dopo la trebbiatura) al fine di valutarne le proprietà̀ termoacustiche e igrometriche.

 

 

 

 

 

Ristrutturazione di un edificio residenziale a Moncalieri (Torino, 2014) (© archivio Nova Civitas srl)

 

 

Infine, per coniugare la concretezza del costruire con le istanze catartiche e trascendentali del pensiero artistico di Pistoletto, materializzato dall’idea del “Terzo Paradiso”, ovvero l’incontro tra la città (il paradiso artificiale) e la natura (il paradiso in cui gli esseri umani erano totalmente integrati) che auspica la rigenerazione urbana delle periferie, gli architetti di Nova hanno dato vita, a Milano, a un’installazione che va interpretata quasi come un manifesto. L’estradosso cementato di un edificio all’interno di SuperStudio Group- area ex industriale in zona Tortona, ora location per iniziative legate all’arte contemporanea – è stato trasformato in “SuperOrtoPiù”: tetto giardino con un orto urbano e un manufatto, adibito a ufficio temporaneo, realizzato in telai in lamellare di abete, coibentato con balle di paglia di riso, rivestito esternamente in pannelli di sughero bruno tostato autocollato e internamente in pannelli di argilla in grado di regolare l’umidità dell’ambiente. La rapidità del cantiere è stata possibile, ancora una volta, per via delle caratteristiche costruttive che hanno permesso la prefabbricazione in officina delle strutture portanti e il montaggio a secco di tutti gli elementi.

 

 

archivio N.O.V.A. Civitas srl

 

 

“SuperOrtoPiù” a Milano: tetto giardino con orto urbano e manufatto adibito a ufficio temporaneo (2014) (© Lorenza Daverio) 

 

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L’autore

Luca Gibello

Si laurea presso la Facoltà di Architettura di Torino nel 1996 e consegue nel 2001 il dottorato di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica. Luca Gibello svolge attività di ricerca sui temi della trasformazione delle aree industriali dismesse in Italia ed è stato docente presso il Politecnico di Torino di Storia dell’architettura contemporanea e Storia della critica e della letteratura architettonica. Dal 2004 è caporedattore de “Il Giornale dell’Architettura”, mentre da settembre è titolare del corso di Architettura dei rifugi alpini presso la facoltà di Ingegneria edile – Architettura dell’Università di Trento. Autore e co-autore di libri e saggi, ha svolto il coordinamento scientifico-redazionale del Dizionario dell’architettura del XX secolo (a cura di Carlo Olmo, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 2003). Nel 2011 pubblica il libro Cantieri d’alta quota. Breve storia della costruzione dei rifugi sulle Alpi, primo studio sistematico sul tema e dal 2012 è presidente della neocostituita associazione Cantieri d’alta quota.

 

 

 

 

 

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